Ferrari evolve l’ala “Macarena” introducendo un inedito mini flap di derivazione aeronautica per ottimizzare le modalità straight e corner. Questa micro-appendice agisce come un servo tab, accelerando la rotazione del profilo principale e abbattendo il carico sugli attuatori a fronte di un fisiologico compromesso sul drag. Una soluzione concepita per ottimizzare la rapidità dell’elemento e la sinergia con il soffiaggio dello scarico.
F1, Ferrari SF-26: come funziona il fallo sull’ala Macarena
È oramai noto che nella seconda versione dell’ala “Macarena” Ferrari, siano state introdotte diverse modifiche. Anzitutto, sono stati irrobustiti i piloni di supporto della specifica, nel tentativo di garantire una maggiore stabilità a fronte dell’ampia rotazione che il flap deve compiere durante ogni fine settimana di gara. Inoltre, i tecnici hanno integrato una piccola appendice sul bordo d’uscita nella sezione centrale.

Si tratta di un mini flap di 4 cm circa a forma di parallelepipedo. Osservando nel dettaglio l’aletta in questione emerge un profilo leggermente arcuato, che alla sua estremità monta un piccolo top approssimativamente di un centimetro. Parliamo senza dubbio di un elemento inedito, introdotto dal gruppo di lavoro guidato da Loic Serra per agevolare il funzionamento cinematico dell’ala flip flop.
Scendendo nei dettaglio: l’interazione tra i flussi e questa micro-appendice genera una forza locale che si traduce in un momento torcente aggiuntivo, utile ad accelerare la rotazione del flap principale. Il principio, del resto, è ampiamente noto in ambito aeronautico: si tratta della medesima logica alla base delle alette compensatrici (o servo tab), impiegate sui velivoli per abbattere lo “sforzo di barra”.
Ferrari: attuatore elettrico sulla Macarena 2.0?
Ci riferiamo al carico fisico che il pilota deve applicare alla cloche per vincere la resistenza aerodinamica e muovere le superfici di governo come equilibratori, alettoni e timone direzionale. Questo medesimo principio è stato traslato dalla Ferrari sulla “Macarena” 2.0 per abbattere il carico di lavoro degli attuatori. Questi ultimi che, con ogni probabilità, potrebbero essere di natura elettrica.

Un sistema idraulico presenterebbe infatti ingombri ben maggiori, rendendo più complicata la loro integrazione all’interno delle paratie laterali. A onor del vero, va precisato che da Maranello non sono ancora arrivate conferme o smentite ufficiali in merito. Collocando il flap a debita distanza dal fulcro di rotazione del profilo principale, si sfrutta la resistenza aerodinamica per amplificare il braccio di leva.
SF-26: il prezzo da pagare per l’ala Macarena
Questo scenario genera di riflesso un momento torcente superiore, capace di velocizzare in maniera sensibile l’attuazione del componente a cui è ancorato. L’ovvio compromesso tecnico si paga in termini di efficienza. Se da un lato, durante l’escursione di 270 gradi, il dispositivo agevola la rotazione in ambedue i sensi, dall’altro si trasforma in un elemento penalizzante in posizione statica a 90 gradi.
Questo poiché somma alcuni punti di drag alla vettura. Ovviamente il gioco vale la candela, tenendo presente che l’ala della Ferrari non fa fronte alla resistenza aerodinamica del classico attuatore centrale come la specifica della Red Bull. Un’ala che, tuttavia, grazie a un angolo di rotazione minore ma più rapido, riesce a conseguire il medesimo target aerodinamico.

Una soluzione che permette di ampliare il delta di apertura e di abbattere così una quota di drag sensibilmente superiore. Non è semplice stabilire quale delle filosofie ottimizzi maggiormente le modalità straight e corner della FIA. Tuttavia, entrambe le componenti lavorano in sinergia con il soffiaggio dello scarico che, sulla SF-26, risulta decisamente più evoluto e completo.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: F1 Tv – Red Bull Racing