Il guasto catastrofico alla batteria che ha condannato Russell al ritiro nel GP di F1 in Canada è stato innescato da gravi danni di natura termica, confermati dalle indagini Mercedes. Disastro tecnico che ferma la rincorsa dell’inglese e spiana la strada all’inarrestabile Kimi Antonelli. Ecco i dettagli di un fine settimana che ridisegna le gerarchie iridate del 2026.
La reazione di Russell e la fuga iridata di Antonelli
L’epilogo del fine settimana canadese ha lasciato strascichi non solo tecnici, ma anche disciplinari per il ventottenne di Brackley. Subito dopo essere sceso dalla monoposto ammutolita, la frustrazione ha preso il sopravvento spingendolo a scagliare il poggiatesta della sua vettura sull’asfalto. Un gesto che ha immediatamente attivato le indagini della FIA.
L’episodio si è concluso con una sanzione di cinquemila euro, sospesa con la condizionale, alleggerita dal fatto che lo stesso pilota si è affrettato a manifestare profondo imbarazzo ai commissari. Le sue scuse, ribadite anche pubblicamente, hanno sottolineato il forte rammarico per aver complicato il lavoro degli addetti alla sicurezza in un momento di pura foga emotiva.

Una tensione ampiamente “non giustificata” per lui, sempre pronto a far notare alla FIA chi commette errori del genere. Ritirandosi al ventinovesimo passaggio, il britannico ha dovuto interrompere un duello serratissimo con il proprio compagno di box. Libero da pressioni, il giovane talento italiano Andrea Kimi Antonelli ha così potuto involarsi verso la sua quarta affermazione consecutiva.
Uno scenario che ha concessi al bolognese di dilatare il proprio margine in classifica a quarantatré lunghezze dopo appena cinque round. Una voragine prestazionale e numerica che ha portato lo stesso alfiere britannico ad ammettere con lucida rassegnazione che l’esito del mondiale 2026 è ormai totalmente nelle mani del suo giovane vicino di garage.
Mercedes: il collasso termico della batteria e l’analisi tecnica
A condannare la vettura numero 63 è stato un improvviso collasso della power unit. Parliamo di un black-out totale che il reparto tecnico ha ora sviscerato a fondo. Il direttore tecnico James Allison ha spiegato in dettaglio la dinamica del guasto, chiarendo che a spegnere letteralmente il motore termico è stato un cedimento definitivo e irreparabile del pacco batterie.

Le prime ispezioni sui componenti hanno restituito un quadro critico, evidenziando come l’accumulatore avesse sofferto danni ingenti derivanti da un surriscaldamento anomalo ben prima di cedere definitivamente a un terzo della distanza di gara prevista. La beffa per la scuderia anglo-tedesca è amplificata dalle ottime premesse della vigilia.
I vertici tecnici non hanno nascosto la profonda amarezza per aver mancato dal lato dell’affidabilità su una monoposto che, in termini di pura competitività del mezzo, aveva risposto in maniera eccellente alle aspettative. L’appuntamento di Montreal coincideva infatti con il debutto del primo vero pacchetto di aggiornamenti della stagione sulla Mercedes W17.

componenti che avevano confermato i dati delle simulazioni proiettando la squadra ai vertici. Ora, il compito urgente degli ingegneri a Brixworth sarà quello di mappare le temperature di esercizio per individuare la radice di questo stress termico, per scongiurare il ripetersi di un cedimento che ha compromesso le gerarchie interne al team.
Autore : Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Mercedes
Illustrazioni: Giorgio Piola Design