GP Singapore, Ferrari: Leclerc secondo perde la sfida con Verstappen. Hamilton finale difficile

GP Singapore, scenario numero 17 della F1 dove Ferrari sfida Red Bull: due punte contro l’unico riferimento, Max Verstappen, che vorrà salutare tutti, quanto prima possibile, e andarsi a prendere la vittoria. Era questo, salvo imprevisti, il contesto che ci attendeva a Marina Bay. Al termine della corsa, Leclerc è secondo, Hamilton solo sesto per una strategia che non ha funzionato.

Ferrari parte forte con Charles, ma Verstappen chiude al porta

Le Rosse accendono i motori: in radio arrivano i soliti suggerimenti per l’installation lap, tra cui, in modo perentorio, la necessità di fare waving (zig zag) sulle rette per attivare al meglio le coperture. Gli alfieri della Rossa obbediscono, completano il giro e si portano sulla griglia di partenza. Team che differenzia la strategia: gomme Soft per Leclerc, Medium per Hamilton.

Una mossa intelligente, per mettere su due piani diversi la corsa delle SF-26 e proporre un doppio piano strategico dal quale Max dovrà difendersi. Questo sempre che non abbia un passo decisamente superiore. Tutto è pronto, si attende solo il via. Allo start, allo stacco frizione, Leclerc parte meglio di Verstappen, lo affianca, ma l’olandese è super a tirare la staccata su curva 1 e mantenere la posizione.

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Lewis Hamilton (Ferrari) insegue Max Verstappen (Red Bull) nelle prime fasi della gara

Da dietro, Lewis guarda i due lottare e tiene dietro il resto del gruppone. Il sorpasso da parte del monegasco poteva essere importante: Verstappen lo sapeva e ha fatto tutto per non farlo realizzare. Charles può usare l’overtake mode, ma passare la RB22 non sarà facile, considerato l’ottimo deployment dell’auto austriaca. Stesso discorso per la penetrazione aerodinamica.

Verstappen prende il largo

Osservando gli onboard, si nota una Rossa molto pulita nelle traiettorie. Il bilanciamento resta ottimale anche con tanta benzina a bordo. Al giro 7, Max inizia a fare sul serio, stampa il miglior crono della gara e prova a scappare. Charles non ci sta, e prova a restare incollato alla RB22. Dietro Lewis prende un po’ di spazio per gestire al meglio le mescole Pirelli a banda gialla.

Al passaggio numero 9 arriva la virtual safety car: il muretto ordina di restare fuori per evitare la sosta e mantenere in temperatura le coperture. Un giro e mezzo e l’azione in pista riparte. Va detto che Hamilton non ha più l’overtake mode sul compagno, e deve gestire dietro di lui Antonelli, a bordo della Mercedes, che invece lo ha e nutre azioni belliche contro l’inglese.

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Lewis Hamilton guida la sua Ferrari nel GP di Singapore

L’inglese cerca pertanto di alzare il ritmo e riavvicinarsi al duo di testa. Nel mentre, via radio, arrivano una serie di indicazioni su come gestire le velocità di percorrenza per tenere basso il degrado, consigli sulle frenate e precise mappature per migliorare la rotazione, per avvicinarsi alla corda delle curve in modo più naturale. Poi, al giro 13, arriva il primo tyre phase update per fornire i dati sullo stato delle gomme al muretto.

Il sette volte campione del mondo sembra riuscire senza troppa fatica a tenere dietro Antonelli. Santi gli chiede però di avere una velocità di percorrenza superiore in curva 9. Nel frattempo Leclerc ha perso Verstappen: come era immaginabile, la RB22 ha più passo grazie ad una gestione complessiva della monoposto superiore, specie sulle coperture.

Ferrari realizza le prime due soste e mantiene le posizioni

Hamilton chiede lumi sulla strategia: il muretto gli suggerisce il Plan C, strategia che può essere messa in atto se migliora il passo, però. Pare che si avvicini la sosta, con la richiesta di aggiornamento sul flap dell’ala anteriore. E in effetti, come previsto, Lewis realizza la sosta. Gomme Soft per lui, con un ritocco di due click in più di carico all’anteriore. Ora è settimo dietro Lawson.

Come per Sepang, la gomma rossa sembra funzionare meglio sulla Ferrari. Santi si complimenta per il passo che sta tenendo la vettura numero 44 dopo la sosta, perfetto per attuare la strategia che il team ha in mente. Per ora Lewis gira in aria libera. Il team ha calcolato il momento della sosta per non metterlo nel traffico e pare ci abbia azzeccato. La volontà era proprio questa.

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Lewis Hamilton passa alle gomme soft con la prima sosta, a bordo della Ferrari, nel GP di Singapore

Si tratta di sfruttare il suo ritmo senza nessuno davanti a lui, per non subire la scia turbolenta di altre vetture. Il giro dopo entrano Antonelli e Leclerc. La strategia delle Rosse ha funzionato: Kimi è dietro di 3 secondi. Charles passa alle Medium e torna in pista in quarta piazza, proprio davanti a Hamilton. Per ora, considerato che Verstappen è comunque più veloce, la tattica di gara Ferrari paga.

Ferrari: dubbi sulla strategia?

C’è però un problema: le Medium hanno meno passo. In questo momento le monta Charles, che pare stia tarpando le ali al ritmo di Lewis. Via radio viene comunicato al monegasco che il suo passo è buono, adesso, dopo tre tornate. Nel frattempo, a Hamilton viene chiesto di gestire di più le gomme, destinate a durare il quantitativo di giri stimato. L’inglese non è convinto e sostiene di avere più ritmo.

La polemica si smonta un passaggio più tardi, quando Leclerc realizza il giro più veloce della gara e prende margine sul compagno di squadra. Una certa tensione resta comunque: Lewis viene aggiornato sulla strategia e via radio, con tono seccato, sottolinea di sapere bene su quale tattica si trovino. L’inglese chiede continui riferimenti cronometrici sul monegasco.

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La seconda sosta di Charles Leclerc a bordo della Ferrari nel GP di Singapore

Lewis sa bene come Max sia oramai fuggito e, oltre a tenere dietro il resto del gruppo, l’unica sfida possibile resta quella di battere il compagno di squadra. Per questo appare nervoso, incerto se la strategia scelta gli consentirà un confronto diretto. Superata metà della gara, arriva il secondo tyre phase update per il britannico. Il suo passo è buono e tutto procede secondo i piani del muretto.

Malgrado ciò, Hamilton non è soddisfatto e prosegue la diatriba via radio per sapere in che condizioni si troveranno le sue coperture alla fine dello stint. Santi si prende del tempo prima di rispondere: a fine gara il passo tra le due vetture si equivarrà. In questo frangente, a 24 passaggi dalla bandiera a scacchi, le Rosse occupano saldamente la seconda e la terza posizione.

Leclerc ha dei problemi imprecisati alla vettura, Hamilton soffre con le gomme e perde posizioni

Una tornata più tardi entra in scena la seconda Safety Car della corsa: Charles ne approfitta, effettua la sosta e passa a un nuovo treno di gomme Soft. Torna in pista al terzo posto, a dieci secondi di distacco da Hamilton, rimasto invece sul tracciato. Target time per Charles: 35.5s, con l’obiettivo di lottare con Max nel finale. Nel frattempo Lewis va in apprensione: l’auto non frena, serve un controllo immediato alle coperture.

Il muretto tenta di tranquillizzarlo, ribadisce per l’ennesima volta la strategia e assicura l’efficacia della tattica a fine gara. L’inglese non cede e ipotizza una sosta estrema. Dal box la linea è netta: costerebbe due posizioni. Lewis insiste per un tentativo disperato. Nel frattempo, sulla vettura di Leclerc emerge un’anomalia imprecisata. I tecnici lavorano per correggerla da remoto. Mancano quindici giri al termine e il guasto resiste.

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Charles Leclerc a bordo della Ferrari nel GP di Singapore

Dal muretto arrivano informazioni cronometriche: Max gira in 36.2s, contro i 35.7s della Rossa. Segue un’ulteriore istruzione per Charles: serve inserire un driver default per resettare i sistemi e aggirare l’errore. Lewis ritrova la calma: il britannico si concentra sulla propria corsa ed esige dalla monoposto il massimo potenziale, reclamando solo continui riferimenti sul passo. Mancano undici giri alla bandiera a scacchi e Norris si fa minaccioso alle sue spalle.

Il sette volte iridato entra in crisi profonda con gli pneumatici. Lando affonda l’attacco, ma ritarda troppo la frenata e finisce lungo in curva 1. Ne approfitta Antonelli, lesto a scavalcare prima la McLaren e subito dopo la Ferrari. Il passaggio successivo tocca a Norris infilare il connazionale. Restano appena sei giri e il doppio podio per il Cavallino evapora, vanificato da una strategia inefficace.

Finale amaro per Hamilton

Lewis scivola in quinta posizione e deve difendersi dal ritorno di Piastri. La McLaren numero 81 ha più ritmo e in un paio di tornate arriverà negli scarichi del britannico. Nel frattempo, Charles sconta un distacco di otto secondi da Max, del tutto impossibilitato a ricucire il margine. Al netto della tattica deliberata per il monegasco, il passo della Red Bull RB22 odierna si è rivelato inarrivabile.

Per Lewis si consuma una gara ben più complessa, segnata da una scelta strategica all’apparenza vincente ma fatale nella seconda metà della corsa, tanto da condannare l’ex Mercedes alla sesta piazza. Un epilogo difficile, al culmine di un fine settimana in cui la sua monoposto non ha espresso tutto il suo potenziale. Una dinamica, purtroppo, fin troppo frequente nel box della Rossa.

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Charles Leclerc in azione con la Ferrari SF-26 nel Gran Premio di Singapore

Ferrari saluta Singapore con l’amaro in bocca. Il team ha sfiorato ottimi risultati su un tracciato sulla carta favorevole, senza però piazzare la zampata decisiva. Ora il calendario impone una pausa: a Maranello i tecnici preparano l’ultimo pacchetto di update per la SF-26, nella speranza di iniettare nuova linfa nelle prestazioni della vettura e massimizzare la competitività in vista del finale di stagione.

Autore Zander Arcari – @berrageiz  

Immagini: Scuderia Ferrari