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F1, Ferrari tra presente e futuro: Vasseur spiega i dilemmi sull’ADUO e la sfida del 2027

In un’intervista rilasciata ad Automoto.it, il Team Principal della Ferrari, Fred Vasseur, ha tracciato un bilancio della stagione di Formula 1 che si avvia alla conclusione. Ancora una volta, la scuderia di Maranello si trova nella posizione di dover rincorrere la concorrenza.

Analizzando la situazione con obiettività, durante questo campionato tutti i team hanno dovuto inseguire le prestazioni della Mercedes. Se la McLaren ha registrato un’impennata a metà stagione, la Ferrari ha avuto il suo momento migliore poco prima. Attualmente la Red Bull appare l’unica inseguitrice capace di mostrare una crescita costante, mentre per tutte le scuderie le spese di sviluppo stanno ormai raggiungendo il limite massimo imposto dal budget cap

F1 Ferrari SF-26 GP Olanda
Il V6 della Scuderia Ferrari sulla Cadillac

Il dilemma dell’ADUO: come le scelte attuali incidono sul 2027

Uno dei temi centrali affrontati da Vasseur riguarda la power unit, con particolare attenzione al motore endotermico. Quest’ultimo ha evidenziato deficit di potenza superiori al 4% certificati dalla Federazione, la quale ha di conseguenza concesso alla Ferrari due step di deroga ADUO.

“L’ADUO è uno strumento un po’ perverso,” ha spiegato Vasseur. “Quando abbiamo saputo di averlo ottenuto, la scelta era se introdurre un nuovo motore a giugno, uno a settembre, oppure concentrare il lavoro direttamente sul 2027.”

Queste parole riflettono le incertezze che pesano sui prossimi campionati. Gli appassionati e gli addetti ai lavori guardano con attenzione al 2027 come all’anno del potenziale riscatto per la Rossa. Un incremento di potenza dell’endotermico amplierebbe notevolmente la finestra di utilizzo della futura monoposto. Tuttavia, le risorse necessarie per spingere sulla power unit attuale rischiano di mettere a repentaglio la programmazione immediata.

Il sacrificio dell’ADUO 2 in ottica budget cap

F1 McLaren Mercedes ADUO
La power unit della Mercedes HPP

Vasseur ha chiarito che l’ADUO 2 avrebbe garantito un ulteriore margine di sviluppo, ma la Ferrari ha scelto di contenere gli interventi per non limitare il progetto 2027:

“Qualcosa andava sacrificato: con il tetto dei costi e le risorse disponibili non è possibile sviluppare tre progetti in parallelo. Spingere come pazzi sull’ADUO 2 avrebbe comportato il sacrificio del progetto 2027.”

Per rimanere competitiva nella stagione in corso, la scuderia ha dovuto accettare un compromesso. Rinunciare del tutto al secondo aggiornamento avrebbe peggiorato la posizione in classifica della Ferrari, anche se avrebbe garantito una maggiore spinta in ottica 2027. È significativo notare come Vasseur si sia concentrato sull’endotermico, lasciando intendere che sul fronte della componente elettrica siano stati compiuti importanti passi in avanti a Maranello.

F1 Ferrari SF-26
Fiancate a confronto: Ferrari, Mercedes e McLaren

Ferrari 2027: grandi speranze e la realtà dei regolamenti

La riprogettazione dell’endotermico non è un processo immediato, specialmente con le restrizioni finanziarie vigenti. La Federazione consente la modifica di varie componenti, ma i vincoli operativi impongono estrema cautela. Conclude infatti Vasseur:

“Speriamo di correggere il tiro il prossimo anno, ma dall’esterno non si ha la percezione di quanto sia difficile cambiare direzione,” ha concluso Vasseur. “Sapevamo da anni di essere in ritardo sulla concorrenza in termini di motore e che il primo anno del nuovo regolamento sarebbe stato difficile.

F1 GP Bahrain Ferrari Vasseur
Frederic Vasseur, team principal della Scuderia Ferrari

In effetti, cambiare l’impostazione dell’endotermico non è cosa scontata per via delle limitazioni del budget cap. La Federazione permette la riprogettazione di varie componenti, ma tutto ha un costo. Spendere “troppo” sul lato motoristico significa togliere risorse al fronte aerodinamico. La Ferrari si trova un po’ ad avere le mani legate, non lo dobbiamo nascondere. Il 2027 porta con sé già troppe speranze e poche sicurezze. La Ferrari ha un reparto motoristico molto esperto, che tuttavia deve riuscire a sfruttare a pieno le proprie capacità. Non bisogna puntare il dito verso il personale che progetta l’edotermico. I ritardi in termini di know-how su questi motori derivano anche da pregressi errori a livello di gestione delle risorse.

“Con il senno del poi quest’anno avrei fatto praticamente tutto in modo diverso”, ha poi riassunto Vasseur. E qui possiamo leggere diversi temi tra le righe. Spesso abbiamo elogiato il suo modus operandi nel cercar di sradicare certi comportamenti e automatismi dal sistema Ferrari. Cosa non facile da fare in un team italiano composto da più di 1500 persone. La strada probabilmente è quella giusta, ma ci vuole ancora del tempo e sul cammino verso la vetta ci sono ancora diverse incognite, non solo a livello tecnico, ma anche sul piano della “politica interna”.

Niccolò Arnerich