Aston Martin: è bufera in F1? Ci sono tante critiche verso l’auto di Newey che fatica a mostrare il proprio valore, sia per quanto riguarda il motore che per la parte aero-meccanica. Benché sia presto per i giudizi definitivi, passiamo alle prime riflessioni basandoci su fatti certi: la squadra di Silverstone è indietro sulla tabella di marcia. Il tempo perso a Barcellona, dove hanno girato solo un giorno, si sta facendo sentire pesantemente. Vediamo quindi come stanno le cose.
Motore Honda: la verità dietro le voci e i dubbi
Ieri l’attenzione verso l’Aston Martin è stata altissima. Sono girate voci totalmente false su un possibile guasto del motore se spinto oltre gli 11.000 giri. Sono speculazioni senza prove, esattamente come le notizie che parlano di un progetto Honda già fallito o di un Alonso pronto ad arrendersi per il 2026. Questo panico non ha senso e va analizzato con calma. Tuttavia, dire che tutto vada bene sarebbe sbagliato. I problemi esistono e derivano dal ritardo nello sviluppo della macchina.
È stata una scelta consapevole di Adrian Newey: ha deciso di usare ogni minuto disponibile per progettare l’auto fino all’ultimo istante. Questa strategia ha però causato i classici problemi di inizio percorso che le altre squadre hanno già risolto nei test in Spagna. Per il team di Lawrence Stroll, invece, questi intoppi sono emersi solo ora in Bahrain. Alonso è stato onesto nel dire che la situazione non è affatto delle migliori e serve tempo per mettere a punto la vettura.

Nello specifico vanno capire le nuove regole del 2026, come il sistema frenante che sta facendo impazzire i tecnici. Mentre la parte meccanica dei freni è un elemento noto, la frenata rigenerativa per caricare il Motor generatore l’MGU-K da 475 cavalli è diventata fondamentale e complessa. Stesso discorso se pensiamo al minor carico aerodinamico che di riflesso cambia molto il modo di guidare. Quindi, ci si chiede: dove sta soffrendo di più la squadra di Newey?
Il nervosismo di Alonso e Stroll e le sfide tecniche
Lance Stroll non ha usato giri di parole dopo i test di mercoledì scorso, scherzando amaramente sul fatto che l’unica cosa riuscita bene sia la verniciatura della livrea. Anche Fernando Alonso è apparso molto nervoso, con gesti che non lasciano spazio a dubbi. Anche se l’ambiente nei box è parso piuttosto teso, bisogna comunque fare tanta attenzione: in molti sostengono che la stagione 2026 dell’Aston Martin sia già finita o quasi, ma non è affatto così.
Certamente il team sperava in qualcosa di meglio. Di presentarsi con una vettura più pronta. Tutto vero. Ma questo inizio difficile dipende anche da scelte fatte mesi fa che ora non si possono più cambiare. Abbiamo osservato la AMR26 in pista, vedendo chiaramente che la macchina è immatura: i piloti non riescono a fare molti giri di fila perché si presenta sempre qualche piccolo guasto. La gestione dell’energia è ancora un mistero e i continui problemi hanno rovinato il programma di lavoro.

All’interno di questa situazione è difficile realizzare passi avanti. Si parla molto del propulsore Honda e della sua inadeguatezza presunta, ma ci sono altri elementi che preoccupano come la trasmissione. Newey ha voluto un cambio prodotto interamente in fabbrica per migliorare l’aerodinamica posteriore, ma per ora è una scommessa che non sta pagando quanto atteso. Lo stesso vale per il differenziale e la frizione: servono ancora sessione di test per calibrare tutto nel modo giusto.
L’effetto Newey: tra genio e soluzioni azzardate
Adrian resta l’uomo di punta della Formula 1. La sua storia parla per lui e ha sempre fatto vincere i team per cui ha lavorato. Anche se porta sulle spalle 67 inverni, il suo talento e la sua esperienza sono indiscutibili, soprattutto per quanto concerne l’aerodinamica. È anche vero, però, che in talune occasioni ha proposto idee troppo spinte che non hanno funzionato da subito. Nel paddock tutti si chiedono se l’inglese abbia esagerato con soluzioni estreme come la sospensione posteriore montata sui piloni dell’ala.
Forse sì, oppure è solo da mettere a punto. Fatto sta che ci sono problemi di messa a punto. Lo sapremo con certezza solo tra qualche settimana. Nel frattempo, la fiducia nel tecnico inglese resta alta, perché ha sempre dimostrato di saper risolvere anche le situazioni più complicate. Secondo quanto abbiamo raccolto direttamente dai box in Bahrain, già dalla prossima settimana potrebbero arrivare dei nuovi pezzi. Questi primi tre giorni sono serviti solo a raccogliere dati, senza cercare la prestazione o cambiare l’assetto.

L’obiettivo era capire come la macchina reagiva in frenata e come lavorare il sistema MGU-K, due elementi strettamente legati tra di loro. È vitale far lavorare bene questi sistemi per non rendere la guida troppo difficile per i piloti, che devono già abituarsi alle nuove auto del 2026. L’impegno dei tecnici Honda e di tutto lo staff è enorme e lo abbiamo visto chiaramente. Aston Martin sta dando il massimo per recuperare, dove la prossima tre giorni di test sarà senza dubio decisiva.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Aston Martin