F1 Aston Martin Alonso

F1, Aston Martin: la proprietà deve contemplare il fallimento AMR26

Il Bahrain ha restituito un’immagine cupa di Aston Martin e del suo ambizioso progetto nella F1 del 2026. La nuova AMR26, affidata all’estro di Adrian Newey e spinta dalla power unit Honda, è apparsa fragile e lontana dai vertici. I problemi di affidabilità hanno limitato il chilometraggio in modo preoccupante, e a pochi giorni dall’Australia, il clima nel team di Silverstone è tutt’altro che sereno. Questo il quadro della situazione che è ben diverso da quello atteso.

Aston Martin come McLaren dieci anni fa

La monoposto si è presentata con soluzioni aerodinamiche estreme, frutto del genio creativo di Newey. Proprio questa radicalità, però, sembra aver complicato l’integrazione del motore giapponese sotto il cofano: il propulsore Honda è stato definito scioccante in senso negativo per prestazioni e gestione, tanto da non avere più pezzi di ricambio per l’ultimo giorno di test. Una combinazione che ha generato molteplici grattacapi e discussioni, anche visibili, tra i piloti e i vertici del team.

Il paragone che circola nel paddock è scomodo e riporta agli anni difficili della collaborazione tra McLaren e Honda dal 2015 al 2017. Anche allora le aspettative erano altissime e i risultati deludenti, con Fernando Alonso costretto a convivere con frustrazione e ritiri. Oggi la sensazione è di rivivere una storia già vista, ma per un marchio prestigioso come quello nipponico, un passo falso simile è obiettivamente inaccettabile. La casa giapponese ha cambiato diversi uomini al proprio interno dopo la separazione definitiva da Red Bull.

F1 Aston Martin
Il retrotreno della Aston Martin con il particolare attacco della sospensione posteriore

In caso è questo: almeno 150 tecnici hanno virato verso Milton Keynes restando sono rimasti nell’orbita del team austriaco, contribuendo di fatto alla nascita del reparto PowerTrains. Una mossa molto abile dell’ex team principal Christian Horner, che di riflesso ha impoverito l’esperienza diretta del nuovo progetto. Il risultato, almeno per i pre season test, è stato un motore impossibile da far funzionare in modo efficace, e le scelte estreme di Newey sembrano aver accentuato le criticità.

Aston Martin, gli investimenti che non portano frutti

In Bahrain Aston Martin è stata la squadra che è riuscita a spendere meno tempo in pista tra i top team: lo stint più lungo si è fermato a soli 26 giri. Parliamo di un dato senza dubbio allarmante in vista del primo Gran Premio che si svolgerà in Australia tra una decina di giorni. La mancanza di continuità ha impedito di valutare tutto, dall’affidabilità ai vari passi prestazionali. Un quadro opposto rispetto alle aspettative generate dagli enormi investimenti infrastrutturali.

Proprio quegli investimenti, voluti con forza da Lawrence Stroll, ora pesano come un macigno: il proprietario canadese è apparso spesso scuro in volto nel paddock di Sakhir. Incrociandolo, si percepivano delusione e preoccupazione dopo i capitali immessi nel progetto, e un fiasco tecnico di queste proporzioni non era contemplato nei piani. Tra l’altro parliamo di una persona che non le manda a dire e che si è prodotto in tante sfuriate nel recente passato.

F1 Aston Martin AMR26
Lance Stroll con la Aston Martin AMR26 si trascina in pista

Tra i tanti, anche Ralf Schumacher ha espresso dubbi sulla leadership di Stroll, descrivendolo come un uomo sotto enorme pressione. Secondo l’ex pilota della Williams, il canadese tende a prendere decisioni in modo solitario e a comportarsi come un autocrate. La mancanza di comunicazione pubblica alimenta interrogativi sulla gestione interna, e il vero nodo sarà capire se saprà reggere alla pressione degli investitori. Anche l’assenza davanti ai microfoni di Newey non sta facendo bene.

All’interno del team la tensione è palpabile e il rischio è quello di incrinare equilibri già fragili. Alonso è agli sgoccioli della sua carriera e come tale è sempre più frustrato, mentre Lance Stroll non è noto per accettare con leggerezza le difficoltà, attaccando i vertici (anche suo padre?!) nelle media session con i giornalisti. Anche Adrian Newey immaginava un avvio molto diverso, e per Aston Martin il 2026 si apre malissimo. La Honda “promette” di invertire la rotta prima della Cina, scene già viste e riviste…

Autore e immagini: Zander Arcari – @berrageiz 

illustrazioni: Giorgio Piola Design