I test in Bahrain, dopo quelli privati di Barcellona, hanno inaugurato la nuova stagione di F1 con i primi tre giorni di lavoro in pista a Sakhir. Tra le squadre più osservate c’era inevitabilmente la Red Bull, chiamata a debuttare con una power unit interamente realizzata a Milton Keynes. Un progetto davvero ambizioso quello per il team austriaco, sviluppato con il supporto tecnico della Ford. L’inizio concreto della nuova era regolamentare passa anche da qui.
Red Bull, la PowerTrains sembra convincere parecchio
Per la scuderia diretta dall’ex Ferrari Laurent Mekies, questi primi chilometri hanno rappresentato un passaggio storico sotto diversi punti di vista. Dopo anni di collaborazione esterna, prima con Renault e poi con i giapponesi della Honda, la responsabilità tecnica è ora interna con la Red Bull Powertrains, entità fortemente voluta da Horner. L’obiettivo primario, in questa fase, era quello di accumulare tanti chilometri e raccogliere dati, mentre la prestazione pura poteva attendere ancora qualche giorno.
Nel complesso la squadra di Milton Keynes ha centrato l’obiettivo chilometrico senza particolari intoppi. l’unico vero problema tecnico si è verificato giovedì mattina sulla RB22 guidata in quel momento dal nuovo compagno di Verstappen: Isack Hadjar. Un inconveniente, probabilmente di natura idraulica, lo ha costretto ai box per quasi tutta la sessione. Il francese è rientrato in pista solo negli ultimi minuti per un installation lap di verifica, prima di girare con costanza nel pomeriggio.

Al netto di quell’episodio, il lavoro del team di retto a livello tecnico da Pierre Waché è stato lineare. Max Verstappen ha completato 197 giri nella sua parte di programma. Mentre il franco algerino Hadjar, nonostante lo stop, ha superato quota 130 tornate complessive. Un bottino significativo considerando la novità del pacchetto tecnico. Uno scenario che ha comunque soddisfatto tutto il team al netto dei grattacapi sofferti durante la tre giorni di prove su pista.
Verstappen, il perfezionista
Curiosamente, nel paddock di Sakhir, alcune squadre rivali, in particolare i team motorizzati Mercedes, hanno indicato la power unit Red Bull come la migliore del lotto. Un verdetto che potrebbe pure prestarsi a verità, ma la tempo stesso sembra fa r parte del classico gioco di pressioni e dichiarazioni incrociate tipico dei test invernali. Tutti cercano di nascondere il proprio potenziale reale, e allo stesso tempo provano a spostare l’attenzione sugli altri.

Il direttore tecnico Pierre Waché ha tracciato un primo bilancio tecnico della settimana: “Nel complesso considero questi giorni costruttivi, perché siamo riusciti a completare un’intera giornata con Max raccogliendo molte informazioni utili per definire la direzione di sviluppo. Il problema idraulico di giovedì ha penalizzato Isack al mattino, ma nel pomeriggio siamo riusciti a recuperare parte del lavoro previsto. Abbiamo analizzato diverse configurazioni ottenendo riscontri incoraggianti”.
Il responsabile tecnico della Red Bull ha però invitato alla cautela sul fronte prestazionale: “Alcuni team sono apparsi particolarmente competitivi e al momento sembra che siamo alle loro spalle, quindi il margine di miglioramento è ampio. Mercedes, McLaren e Ferrari hanno mostrato un buon passo. Siamo all’inizio di una curva di apprendimento molto ripida e dobbiamo comprendere tante variabili”. Queste le parole del francese originario di Auchel.

Per quanto riguarda Verstappen, il campione del mondo ha attirato l’attenzione anche con una battuta sul nuovo regolamento tecnico, definendo le vetture di questa generazione “una Formula E sotto steroidi”. Passeggiando in pit-lane non è sembrato completamente soddisfatto, ma il suo perfezionismo è noto. Indicazioni più concrete arriveranno soltanto nella seconda settimana di test, quando vedremo qualche riferimento anche in termini di prestazione, sia sul giro secco che sul passo gara.
Autore e foto: Zander Arcari – @berrageiz – Formula Tecnica