F1. La Mercedes ha avuto il merito indiscutibile di aver creduto nel talento di Kimi Antonelli sin dalla sua infanzia. Mentre la Ferrari preferiva profili diversi, il team di Toto Wolff ha scommesso tutto sul giovane pilota italiano. In passato Massimo Rivola lo avesse segnalato a Maurizio Arrivabene, ricevendo però un netto rifiuto. L’allora team principal Ferrari considerava Kimi ancora troppo piccolo per entrare a far parte della Driver Academy.
Perché Antonelli non è andato in Ferrari?
Il rifiuto della Ferrari, avvenuto tra il 2016 e il 2017, ha permesso alla Mercedes di fiondarsi sul ragazzo. La storia della FDA, fondata nel 2009, evidenzia una certa difficoltà nel lanciare talenti oltre ai pochi nomi noti. A parte casi come Bianchi, Leclerc o Bearman, molti piloti del programma di Maranello non hanno sfondato in Formula 1.
Diverso il caso di Perez, il quale lasciò l’Academy e quindi il programma Ferrari per incompatibilità. Tornando a Kimi, la scuderia di Brackley ha invece saputo guardare oltre l’anagrafe, investendo su un prospetto di assoluto valore.

Nonostante il clamore mediatico, Toto Wolff ha preso le difese della storica scuderia di Maranello sulla questione. Il team principal Mercedes ritiene che non sia corretto criticare la Ferrari per non aver scoperto Antonelli quando correva nei kart. Secondo il manager austriaco, dare la colpa ai rivali per aver trascurato l’attuale stella del mondiale è un’analisi ingiusta. Wolff sottolinea che scoprire il talento è solo il primo passo di un percorso molto più complesso.
Il legame ufficiale tra Antonelli e il programma giovani della Mercedes è iniziato nel 2018, dopo il “no” della Ferrari. Il padre di Kimi ha confermato che Arrivabene rifiutò l’opportunità di ingaggiare l’allora 11enne proprio a causa della giovane età. Wolff, intervenendo su La Gazzetta dello Sport, ha ribadito che il merito non risiede solo nell’averlo individuato precocemente. Il vero valore aggiunto è stato creare l’ambiente ideale per permettere alla sua crescita di sbocciare pienamente.
Come la Mercedes ha coltivato il talento di Kimi
Il manager della Mercedes ha spiegato come il team abbia fornito ad Antonelli i migliori strumenti e il supporto necessario. Il lavoro svolto insieme negli ultimi otto anni è ciò che ha fatto la differenza tra una promessa e un campione. Kimi è parte di un progetto a lungo termine meticolosamente pianificato da un gruppo di persone esperte e dedicate. L’obiettivo è sempre stato farlo sentire protetto, permettendogli di maturare sia come pilota sia come giovane uomo.

Oltre al supporto tecnico, Wolff ha lodato l’enorme contributo dei genitori di Kimi nell’educazione del giovane leader del mondiale. Grazie a loro, il pilota ha appreso i valori giusti per affrontare le pressioni di uno sport così competitivo. Per la Mercedes, il talento rappresenta solo il punto di partenza, mentre il successo attuale è il frutto di anni di impegno. Il futuro di Antonelli appare radioso, ma è il risultato di un percorso condiviso iniziato quando era un bambino.
La sfida interna con Russell
Attualmente, Kimi Antonelli guida la classifica iridata dopo aver inanellato una serie di tre vittorie consecutive. Questo exploit ha permesso all’italiano di staccare il compagno di squadra George Russell di ben venti punti nel mondiale. Wolff ha commentato che il cronometro non mente mai e che i successi ottenuti dal giovane pilota sono ampiamente meritati. La gerarchia interna alla Mercedes sembra riflettere la straordinaria forma fisica e mentale mostrata da Kimi.

Riguardo a George Russell, Wolff ha attribuito i risultati deludenti a un mix di sfortuna, errori a Miami e problemi tecnici. Il manager si aspetta però una pronta riscossa del pilota britannico già nel prossimo appuntamento previsto sul circuito di Montreal. Russell ha vinto in Canada lo scorso anno e il team è convinto che tornerà a essere un rivale ostico.
Autore: Andrea Bovone
Foto: Mercedes AMG F1 Team – F1