F1 Ferrari GP Monza Hamilton

GP Monza, Ferrari: le correzioni tecniche prima della qualifica sulla SF-26

Le prove libere di Monza evidenziano il delicato lavoro di setup sulla Ferrari SF-26. In questa F1, serve come non mai bilanciare l’handling e massimizzare le velocitΓ  di punta in una pista del genere. Il team di Maranello ha individuato diverse piccole correzioni che possono far realizzare un salto di qualitΓ  alla vettura italiana per inserirsi nella lotta al vertice e contrastare la super Mercedes.

F1, il piano Ferrari per svoltare a Monza

I dati emersi dalle prime sessioni a Monza delineano in modo inequivocabile le diverse interpretazioni tecniche adottate dai team nella costruzione del setup: la Rossa Γ¨ alla ricerca dell’esecuzione perfetta. A Zandvoort, la scuderia aveva perso la bussola durante il sabato, compromettendo poi la gara, senza riuscire a trovare quello step prestazionale che Mercedes e McLaren avevano invece concretizzato.

F1 Ferrari GP Monza Leclerc
Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26 nelle Fp2 di Monza

Proprio per questo il lavoro notturno al simulatore (driver-in-the-loop) Γ¨ stato dunque cruciale per tutte le scuderie, e sopratutto per la Rossa. Nonostante le prime due sessioni di prove libere abbiano restituito riscontri davvero positivi per la SF-26, restano da affinare alcuni dettagli. L’obiettivo resta sempre il medesimo: compiere un ulteriore salto di qualitΓ  per la giornata odierna.

Le FP3 saranno il vero banco di prova per verificare l’effettivo incremento del ritmo sul giro secco. L’obiettivo primario Γ¨ comprendere come estrarre il massimo potenziale dalla SF-26. Un’operazione complessa, sebbene il gruppo di lavoro diretto da Frederic Vasseur abbia giΓ  individuato un paio di aree specifiche sulle quali intervenire prima della qualifica.

F1, GP Monza: gestione dell’handling e correzioni mirate per la SF-26Β 

Sul fronte della guidabilitΓ , l’auto di F1 italiana ha mostrato un bilanciamento complessivamente molto buono, pur mantenendo una tendenza fisiologica al sovrasterzo. La scelta di scaricare l’aerodinamica per massimizzare le velocitΓ  di punta ha inevitabilmente generato alcune complicazioni. Nello specifico, Charles Leclerc ha lamentato una certa instabilitΓ  in ingresso alla prima variante.

Una chiara dinamica che ha spinto i piloti a intervenire in modo mirato sugli strumenti a volante. Per arginare questo comportamento della SF-26, si Γ¨ agito sulla ripartizione di frenata (spostata all’anteriore per stabilizzare il posteriore) e sul differenziale, che Γ¨ stato chiuso a centro curva per garantire maggiore stabilitΓ  nella prima fase di inserimento che porta al secondo cordolo.

F1 Ferrari GP Monza Hamilton
Lewis Hamilton guida la Ferrari SF-26 nelle libere di Monza

Nel resto del tracciato di F1 brianzolo la monoposto Γ¨ parsa davvero molto solida, efficace anche in ingresso, e capace di sfruttare appieno l’ottimo grip meccanico a disposizione. Tuttavia, c’Γ¨ ancora del margine per limare qualche frazione di secondo: tempo senza dubbio cruciale per controbilanciare le aree della pista in cui la Mercedes si Γ¨ dimostrata molto competitiva.

Erogazione ibrida: filosofie opposte tra Ferrari, Mercedes e McLaren 

Sotto il profilo della gestione energetica, il Cavallino Rampante ha intrapreso una strada diametralmente opposta a quella dei diretti rivali. I top team non stanno affatto convergendo verso strategie di erogazione simili. La Mercedes, per esempio, sfrutta una mappatura che garantisce maggiore potenza nei primi due allunghi del tracciato. Questa la decisione presa per il venerdì.

In particolare ci riferiamo alle due varianti e nel tratto che collega la Lesmo 2 alla variante Ascari. Al contrario, la Ferrari tende a erogare meno in queste sezioni, conservando un margine diΒ deploymentΒ da sfruttare in uscita dall’Ascari per ottimizzare lo slancio sul rettilineo che conduce alla Parabolica. Questa scelta strategica garantisce un vantaggio di circa due decimi in quel punto specifico.

F1 Ferrari GP Monza Leclerc
Il monegasco Charles Leclerc in azione con la Ferrari SF-26 nelle FP2 del Gran Premio di Monza

Tuttavia, il dazio pagato nei due allunghi precedenti sfiora i tre decimi. Di conseguenza, sul fronte dell’erogazione c’Γ¨ ancora del potenziale inespresso da ottimizzare. La McLaren, dal canto suo, adotta una via di mezzo: un mix tra le filosofie di Ferrari e Mercedes, privilegiando un maggiore sfruttamento dell’energia nel settore centrale.

Autori:Β Zander Arcari – @berrageiz  – NiccolΓ³ Arnerich – @niccoloarnerich

Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv