Serviva una gara perfetta per dare un senso al weekend della Ferrari. GP Monza: round numero 13 della F1, dove il Cavallino Rampante ha dato il massimo per fare felici i propri tifosi. I limiti della SF-26 non hanno concesso di più della seconda fila in qualifica, un risultato che doveva migliorare. Alla bandiera a scacchi Hamilton è sesto, mentre Leclerc si ritira al giro 2 per lo schianto alla Parabolica.
Ferrari: un inizio peggiore
Il via non è dei migliori: le due Ferrari si sfidano e ad avere la peggio è Lewis Hamilton. L’inglese si getta all’interno di Charles e lo affianca. Il monegasco non molla però, percorre la chicane e chiude il compagno di squadra, costretto ad allargare la traiettoria e finire sulla ghiaia perdendo diverse posizioni. Nel frattempo Leclerc continua a spingere e passa Gasly.
La gioia dura molto poco, però, considerando che in mezza tornata la Ferrari numero 16 viene ripassata dall’Alpine del francese e pure da Verstappen. Il ferrarista non ci sta, spinge ancora di più e di riflesso commette un errore fatale alla Parabolica: va sul gas troppo presto, perde il posteriore e va a sbattere contro le barriere. La sua gara termina così.

Al netto della sbavatura che porta Charles al ritiro prematuro, il suo atteggiamento sul compagno al via è stato molto duro. Qualcosa che è sempre meglio evitare, specie se si vuole credere ancora nel titolo mondiale. Risultato? La direzione gara espone la bandiera rossa, tutti in pit lane, una Ferrari in meno e la vettura numero 44 in ottava posizione. Fare peggio era difficile.
Ferrari recupera posizioni con Hamilton
Passa quasi mezz’ora per la ripartenza che avviene una volta ricomposta la griglia. Lewis abbandona le mescole Soft per passare alle Medium. L’inglese deve ricostruire una gara che si è messa in salita. Quando tutto sembrava pronto, la direzione gara ci ripensa e ordina un giro di formazione extra. Poco dopo, finalmente ci siamo: al secondo start, lo stacco frizione di Hamilton è molto buono.
L’inglese approfitta della bagarre davanti a lui e nel giro di una tornata recupera ben 4 posizioni. Dopodiché si mette in scia all’Alpine di Gasly, che sembra avere meno ritmo del ferrarista. Lo studia per due passaggi e poi lo passa prendendo la terza posizione. Davanti a lui c’è Max Verstappen, che si trova in scia alla Mercedes di George Russell.

Va detto che l’handling della Rossa non è perfetto e, come per la qualifica, c’è una certa tendenza al sovrasterzo, specie in uscita dalle curve lente. Lewis inizia a soffrire un po’ e, nell’arco di una tornata, viene passato da Piastri e Kimi Antonelli ,autore di una rimonta super partendo dalle ultime file. Carlo Santi cerca di tranquillizzare Hamilton.
Lo fa suggerendogli di concentrarsi sulla guida e di restare agganciato al gruppo davanti a lui per avere sempre l’overtake mode. La gara è ancora lunga e può succedere di tutto. Lewis obbedisce e si lancia all’attacco di Piastri alla Roggia, dove lo passa, ma arriva lungo e cede nuovamente la sua posizione. Il campione del mondo ce la sta mettendo tutta, malgrado non abbia la potenza dei motori Mercedes..
Ferrari fissa l’obiettivo con Lewis
In radio si parla di deployment: per questo vengono modificati i parametri della power unit per scaricare meglio la potenza. Lewis passa ancora Piastri, che però gli restituisce il favore al passaggio successivo. I due si passano a vicenda e non sembrano avere il passo delle due Mercedes e della Red Bull di Verstappen là davanti.
Hamilton continua a chiedere più potenza al muretto, che evidentemente non può fare nulla. Per questo arriva un suggerimento: cerca di staccare Piastri a più di un secondo, così non avrà più l’overtake mode. Il britannico è piuttosto nervoso nella risposta, ribadendo che sta dando tutto per farcela e sta rischiando parecchio. Nel mentre Piastri lo svernicia ancora.

Ci sono inoltre delle vibrazioni fastidiose sull’asse anteriore sinistro che non aiutano il ferrarista che, un po’ sornione, attacca ancora Piastri e lo svernicia. Arriva poi un team radio piuttosto chiaro: le due Mercedes, ora davanti, hanno 2/3 decimi di passo in più, mentre Verstappen è più lento. L’obiettivo della gara è peraltro chiaro: tenere dietro Piastri e prendere il terzo posto di Max.
La teoria c’è, ma la verità è un’altra: la McLaren di Piastri non molla, l’australiano ripassa e, nel frattempo, Max resta tranquillamente in terza piazza, con un vantaggio di circa 4 secondi. La frustrazione di Lewis è evidente, in quanto capisce che per colpa della sua power unit non ha la possibilità di lottare tra i primi: un limite che pesa malgrado l’upgrade tramite l’ADUO.
Ferrari non approfitta della virtual Safety Car
l giro successivo arriva la Virtual Safety Car. Carlos Santi si apre in radio: “Se facciamo la sosta perderai 5 posizioni, stiamo considerando di restare fuori“. L’inglese ci pensa un attimo e decide di non cambiare le gomme. Poi, tre giri più tardi la corsa riparte. Con questa mossa il britannico guadagna due posizioni grazie alle soste di Antonelli e Verstappen. Vedremo se sarà la scelta corretta.
Hamilton si trova a circa 1,7s da Piastri e non ha l’overtake mode. L’inglese sta facendo di tutto per riprendere Piastri, mentre alle sue spalle Kimi sta arrivando come un treno. Arriva il giro 35, dove Lewis esagera alla 1, arriva lunghissimo e si vede costretto a prendere la via di fuga. La McLaren di Piastri si allontana e Antonelli lo passa. Hamilton si scusa e accusa le gomme troppo vecchie.

Sino ad ora, non effettuare la sosta non ha portato vantaggi. Al contrario, l’altra McLaren di Lando è letteralmente incollata agli scarichi della Rossa. Il campione del mondo in carica sta studiando il talento di Stevenage, sino a che, al passaggio 42, lo infila in curva 1 senza troppa fatica. Hamilton continua a parlare delle gomme, del fatto che sono molto vecchie.
Ferrari si arrende al motore
Tornando alla strategia, non è semplice capire. Senza dubbio la Ferrari credeva di avere un passo superiore con le Medium. Così non è stato, però, e, oltre a perdere contatto con Piastri, alla fine ha perso pure la posizione su Norris. Quando mancano 5 tornate alla fine, la vettura numero 44 si trova mestamente in sesta piazza, senza obiettivi.
La gara di Lewis finisce così, senza infamia e senza lode. D’altronde, il deficit di motore è troppo importante a Monza, malgrado con con l’aggiornamento al motore un passo in avanti ci sia comunque stato.. Monza era la gara peggiore per la Rossa e arrivare sesti, con una corsa in parte compromessa al via, non è un buon risultato, ma non è nemmeno da buttare.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV