Le recenti dichiarazioni di Fred Vasseur, team principal di F1 della Ferrari, indicano che un misterioso parametro del telaio della SF-26 favorisce il passo gara a discapito della qualifica. L’analisi tecnica suggerisce che il segreto risieda nella flessibilitΓ torsionale controllata della monoscocca in carbonio. Questa micro-torsione, infatti, assorbirebbe le vibrazioni e le sconnessioni, preservando al meglio gli pneumatici sulla lunga distanza.
Ferrari: cβΓ¨ un parametro che avvantaggia la gara
Nelle varie dichiarazioni rilasciate da Fred Vasseur negli ultimi giorni, una su tutte ha catturato senza dubbio il nostro interesse. A quanto pare, cβΓ¨ una caratteristica del telaio della SF-26 che starebbe complicando e non poco le sessioni classificatorie. IlΒ team principalΒ della Rossa ha rivelato questo aspetto, senza perΓ² aggiungere alcun dettaglio:
βΓ una tendenza dall’inizio della stagione quella di essere probabilmente un po’ piΓΉ performanti in gara, rispetto alla qualifica. Questo aspetto non Γ¨ dovuto solo al motore. A volte si tratta di un parametro del telaio, ma questa informazione la terrΓ² per me“. Un commento appunto parecchio interessante sul quale si puΓ² approfondire.

Γ interessante cercare di comprendere di cosa si tratti. Ovviamente potrebbe dipendere da una miriade di fattori differenti, spesso molto specifici e di complessa interpretazione. Ecco la ragione per la quale proviamo a dare una lettura piΓΉ tecnica e ragionata alle parole del team principal francese, partendo da una base di elementi a nostra disposizione.
Ferrari, qual Γ¨ il parametro che danneggia la qualifica?
Il telaio della vettura italiana Γ¨ una mono scocca in fibra di carbonio dotata di unΒ coreΒ in alluminio. Tra le varie squadre, la struttura della scocca cambia in modo significativo. PiΓΉ che a livello geometrico, le differenze sostanziali risiedono nella stesura e nel numero delle pelli di carbonio. La direzione di ogni singola pelle, infatti, ha un peso determinante sulle caratteristiche finali della scocca.
PoichΓ© il telaio subisce flessioni e torsioni molto intense, si ricerca una rigidezza estremamente elevata. A questo punto va sottolineato che il telaio di ogni team Γ¨ unico e che, persino tra chassis identici e del tutto fabbricati dalla medesima squadra, possono sussistere delle micro-differenze. Con i materiali compositi, del resto, si tratta quasi di un lavoro di artigianato.

Cercando di semplificare il tema il piΓΉ possibile, possiamo sostenere un fatto: ogni team cerca di limitare il piΓΉ possibile la flessione longitudinale. La torsione, al contrario, puΓ² presentare dei risvolti molto positivi. Parliamo ovviamente di movimenti impercettibili, ma concedere un certo grado di torsione controllata al telaio, in determinate situazioni, puΓ² davvero agevolare il lavoro sulle mescole.
In gara le velocitΓ di percorrenza sono fisiologicamente piΓΉ contenute rispetto alla qualifica. Una minima flessibilitΓ torsionale, quindi, puΓ² aiutare ad assorbire le vibrazioni innescate dai cordoli e le micro-sconnessioni dell’asfalto. Questo impedendo che tali “shock”Β si vadano a scaricare direttamente sulla carcassa dello pneumatico.
Ferrari: il dettaglio tecnico importante per la SF-26
Sia chiaro, in questo articolo stiamo parlando di alcune dinamiche estremamente complesse da gestire e altresì completamente invisibili a occhio nudo. Scenario che però è in grado di creare varie differenze marginali sul cronometro. Sebbene la tematica spesso sfugga alla gestione dei paramenti, è chiaro che saper amministrare al meglio situazioni del genere può generare vantaggi.

Ed Γ¨ per questo che le scuderie cercano di estrarre potenziale anche su questo fronte, benchΓ© ottenere un sufficiente controllo dinamico di questi parametri richiede uno sforzo ingegneristico davvero notevole. Γ molto probabile che Vasseur si stesse riferendo proprio a questo specifico aspetto quando ha menzionato quel “certo parametro” del telaio.
Autore: Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari