F1 McLaren MCL40 Norris

F1, McLaren MCL40: il vantaggio per gestire il posteriore in Ungheria

Aggiornamenti e ampliamento della mappa aerodinamica non bastano a spiegare il trionfo in F1 della McLaren in Ungheria. Come rivelato dallo stesso Lando Norris, è stato anche il vento a fare la differenza rispetto a rivali come Ferrari, addomesticando i cronici problemi al retrotreno della MCL40. Una fattore sottile che ha favorito e non poco il team di Woking.

McLaren: la differenza con gli update a Budapest

Abbiamo già parlato in modo approfondito delle ragioni dietro alla vittoria della McLaren in Ungheria. Gran parte dei meriti è imputabile alla bontà degli aggiornamenti. Su tutti dobbiamo menzionare le modifiche al fondo e al rear corner: update che hanno ampliato la cosiddetta mappa aerodinamica della monoposto, fornendo una prestazione senza dubbio più alta.

Ogni componente aerodinamico montato sull’auto genera un certo valore di carico a seconda delle condizioni del flusso in ingresso. La monoposto sterza e si inclina, e il flusso varia in direzione e intensità. La mappa aerodinamica riassume la relazione tra il carico e gli angoli caratteristici della vettura. Strumento che le squadre usano per trovare precisione assoluta.

F1 McLaren Stella
I due principali aggiornamenti della McLaren MCL40 per il Gran Premio di Ungheria

Dopo la vittoria a Budapest, Norris ha sollevato un tema che secondo lui ha avuto una rilevanza centrale. Parliamo del vento, e non è la prima volta che questa variabile cambia completamente le carte in tavola. Era successo qualcosa di molto simile anche nel 2025, quando, proprio grazie a un repentino cambio di direzione del vento, la Ferrari riuscì a strappare la pole alla McLaren.

Norris: il vento ha cambiato il weekend della McLaren

Non mi aspettavo di andare così forte in qualifica, ma il vento è cambiato da venerdì a sabato, e quello di sabato si adattava davvero molto di più alla nostra vettura“: a rivelarlo è il campione del mondo in carica della McLaren che poi aggiunge: “Sappiamo che con alcuni tipi di vento facciamo molta fatica. Situazione sulla quale dobbiamo lavorare all’interno della vettura”.

Ma la cosa più interessante riguarda i benefici ottenuti: “Se il vento fosse rimasto quello del venerdì, per noi sarebbe stata una gara peggiore. Magari potevamo vincere lo stesso, ma il passo non sarebbe stato uguale. Il vento fa una differenza enorme: volte vai più veloce e non sai perché. Poi, nel giro successivo spingi e vai più piano. E ancora non sai perché. Ecco, di solito, la risposta è il vento.

F1 McLaren MCL40 Norris
Il sorriso di Lando Norris, vincitore del Gran Premio di Ungheria con la McLaren

Leggendo le parole di Lando viene da chiedersi per quale strano motivo una vettura dovrebbe essere favorita dal vento rispetto a un’altra. Le tipologie di vento possono essere suddivise in base alla direzione. È piuttosto ovvio che, a seconda della corrente, cambia la gestione aerodinamica dell’auto e la maniera di gestirle per mantenere il rendimento.

Come funziona il vento in F1

Facciamo il punto. Si può avere ad esempio quello frontale, che, anche se non si direbbe affatto, gioca a favore in quanto aumenta la velocità di ingresso del fluido. Condizione favorevole perché aumenta il carico, sebbene sta poi al pilota, in base alla sua sensibilità, capire quanto in ritardo può staccare: in altre parole, quanto può sfruttare questo vento.

F1 McLaren MCL40 Norris
Lando Norris (McLaren) sfreccia a bordo della MCL40 nel fine settimana Ungherese

C’è poi il vento di coda, che di fatto rovina l’aerodinamica e fa sì che il pilota senta una monoposto con meno carico. La sfida, in questo caso, è diametralmente opposta. Ma caso più difficile da interpretare è quando il vento investe la vettura lateralmente. La differenza tra le varie auto sta proprio nella mappa aerodinamica. Non si può progettare un’auto resistente a un certo tipo di vento. Tutto vero.

Ciò malgrado bisogna comunque essere bravi, in fase di progetto, a costruire un’auto che sia capace di tollerare abbastanza bene il vento laterale. In altre parole, ogni elemento aerodinamico deve essere progettato per avere una bassa sensibilità al vento su un ampio spettro di condizioni di marcia. Con quest’ultimo termine intendiamo certe combinazioni di rollio, imbardata e beccheggio.

Ferrari sembra essere in grado di appianare bene la sensibilità a questo parametro rispetto alla McLaren, anche se in questo weekend è stata un’arma a doppio taglio. Lo stesso Norris ha ammesso che la MCL40 è più soggetta ai cambi di direzione del vento. Una sensibilità elevata che spesso pare essere la causa di tanti problemi, ma che a Budapest, inaspettatamente, ha aiutato il team inglese.

F1 McLaren MCL40 Norris
Lando Norris guida la McLaren MCL40 nel fine settimana i Budapest

Una specifica direzione delle raffiche ha coperto alcuni grattacapi? Oppure ha esaltato dei punti di forza? Chissà. Senza dubbio, a quanto appreso, il vento ha aiutato ad addomesticare il posteriore della vettura. Norris, infatti, dopo la qualifica raccontava: “Soffriamo con il posteriore più di altre monoposto, per questo oggi il vento ci ha aiutati un po’”.

Autori e illustrazioni:  Zander Arcari – @berrageiz  – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich

Immagini: McLaren