La storica scuderia di F1 McLaren ha estratto un notevole potenziale dagli aggiornamenti introdotti nell’ultima tappa del mondiale di Formula 1 Budapest. Tuttavia c’è un programma preciso per nutrire la curva di prestazione e spingere la MCL40 sempre più in alto. Quasi pronto i nuovi update per l’Azerbaijan, dove il team britannico spera di raggiungere la vetta.
McLaren: le novità che hanno fatto la differenza su carico e stabilità in Ungheria
All’interno di questo pacchetto evolutivo, spiccano due interventi di vitale importanza. Il primo vero fulcro degli sviluppi riguarda il marciapiede (visibile nell’illustrazione a seguire basso). Entrando nel dettaglio, gli aerodinamici di Woking capeggiati dall’ottimo Rob Marshall, hanno scelto di intervenire sul marciapiede prolungando la paratia verticale esterna.
Ci riferiamo a quella che corre in senso longitudinale lungo il perimetro del fondo. A questa modifica, inoltre, è stata affianca l’introduzione di una seconda deriva verticale, collocata però sul lato interno: una vera e propria bandella che, assieme all’altea, si incarica di “ingabbiare” le tre fessure di sfogo, anch’esse profondamente riviste nella sagomatura.

Infine, la superficie del fondo appare volutamente scavata, una scelta geometrica assolutamente mirata a segregare in modo netto l’area delegata al controllo delle turbolenze dalla sezione contigua. Un esercizio di micro-aerodinamica di assoluta precisione. La seconda modifica cruciale interessa le appendici ancorate alle prese dei freni posteriori.
Parliamo di elementi aerodinamici fondamentali per riuscire a deviare le turbolenze laterali prima che vengano risucchiate dalla bassa pressione del fondo. Nello specifico, l’appendice arcuata superiore (indicata dalla freccia bianca) è stata sdoppiata in più profili per stabilizzare il flusso e scongiurare il rischio di distacco.

Questa soluzione ha permesso di aumentare direttamente l’incidenza del gruppo di appendici inferiori, variando così il campo di pressione ai lati dell’estrattore per controllare e attenuare molto meglio i vortici a ridosso della gomma. Si tratta di un lavoro aerodinamico davvero certosino, ma che garantisce un marcato salto di performance alla monoposto.
McLaren è pronta per un altro update potente
Tuttavia, restano diversi fronti aperti su cui il team britannico è chiamato a intervenire: criticità già emerse in modo cristallino dalle analisi successive alla loro prima vittoria stagionale. Uno su tutti: la scarsa guidabilità dell’auto. I piloti continuano a lamentare un comportamento della vettura difficile da prevedere che spesso distrugge le prestazioni dei weekend.
Lo confermato direttamente Neil Houdley, a capo dell’ingegneria del progetto: “Da un punto di vista dell’handling, è chiaro come la vettura non sia facile da guidare“. Per addomesticare la monoposto, McLaren ha già tracciato una chiara rotta di sviluppo. Le novità arriveranno sin dalle battute iniziali della seconda metà di campionato: piccoli correttivi, ma cadenzati a ogni fine settimana di gara.

Dopodiché, come precisato dallo stesso Houdley, “potenzialmente avremo qualcosa di più sostanzioso per Baku“. Il prossimo pacchetto aerodinamico di rilievo farà il suo debutto in Azerbaijan. Inoltre va detto che, pur mantenendo un tasso di sviluppo inferiore rispetto a Mercedes e Ferrari, la McLaren è riuscita a scalare le gerarchie in classifica azzeccando le soluzioni corrette.
MCL40: il lavoro “di contorno” cela potenziale molto grande
Per il dopo Baku il team deve ancora definire la strategia. Se la ricerca individuerà ulteriori soluzioni di impatto, non è esclusa l’introduzione di un “pacchetto di fine stagione”, per usare le parole di Houdley. Le probabilità di deliberare ulteriori upgrade dopo la tappa azera ci sono, ma l’ago della bilancia nella decisione finale sarà la posizione in campionato.
In caso di uno scenario di classifica sfavorevole, è molto più probabile che il team decida di dirottare tutte le risorse e gli sforzi sul progetto 2027. Considerando l’ottima base di partenza, la squadra non ha alcuna intenzione di apportare pesanti modifiche alle geometrie caratterizzanti della monoposto. In altre parole, non dobbiamo aspettarci stravolgimenti macroscopici del fondo o delle pance.

Il lavoro di affinamento si concentrerà esclusivamente sulle componenti aggiuntive. Houdley ha fatto esplicito riferimento a elementi bolt-on o bonded-on, ovvero specifiche che possono essere semplicemente avvitate o incollate alle strutture preesistenti. Proprio in Ungheria, gli ingegneri hanno compreso quanto margine prestazionale si celi ancora in questi dettagli.
Autori e illustrazioni: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich