Ferrari si accontenta: GP di Baku, round numero 15 della F1 2026, dove il team di Maranello può portare a casa punti ma non soddisfazione. Leclerc quarto e Hamilton sesto sotto la bandiera a scacchi, anche grazie all’errore di Piastri, al ritiro di Norris e a un Kimi Antonelli tutto tranne che impeccabile a Baku. Un fine settimana che si somma a tanti altri, dove il protagonismo riguarda gli altri.
Ferrari mostra immediatamente tutti i propri limiti motoristici
La partenza non è stata un granché per la Ferrari: Lewis ha mantenuto la sesta piazza, che però ha perso al giro due dopo l’attacco di Max Verstappen. Mentre Charles, malgrado l’extra grip delle Soft, non ha avuto un buon stacco frizione che gli è costato la seconda piazza in curva 2 ai danni di Oscar Piastri. Inizia così, per la Rossa, il Gran Premio dell’Azerbaijan.
Alla tornata numero 4 tocca alla Red Bull di Hadjar infilare la numero 16: Charles si era difeso con i denti in curva uno, ma ha dovuto cedere il passo sul rettifilo che porta alla 3 per mancanza di energia. Mezzo giro e succede lo stesso con Verstappen, che svernicia la Rossa. Il dato particolare, e che fa senza dubbio riflettere, riguarda le comunicazioni via radio.

Non c’è rabbia o preoccupazione, in quanto i ferraristi già sapevano a cosa andavano incontro. Leclerc fa praticamente scena muta, limitandosi a recepire i consigli sui settaggi sulla power unit. Mentre l’inglese si limita a far notare la mancanza di potenza in maniera rassegnata. Come detto, parliamo di un inizio forse scontato per il team, un po’ meno per i tifosi.
Ferrari: Lewis supera Norris e arriva la Safety Car
Dopo 10 passaggi le cose non cambiano: le SF-26 occupano la quinta e settima posizione, divise dalla McLaren del campione del mondo in carica Lando Norris. Dando un’occhiata al crono si nota la grande differenza di passo della Mercedes, eppure sulla radio di Lewis arriva il messaggio: “the pace is good“. Il ritmo è buono? Probabilmente lo è, considerando il deficit lato power unit.
Lo è un po’ meno pensando ai due step Evo che la Ferrari ha usato per migliorare il motore. Sebbene il team e i piloti sostengano che le cose siano migliorate, purtroppo la pista dice ben altro. Ed è un vero peccato, perché con un propulsore all’altezza in ogni gara si poteva puntare al top. Al giro 16 la fase è di stallo, con le posizioni cristallizzate. Il solo Antonelli recupera sino all’undicesima piazza.

Ma, un po’ a sorpresa, il passo di Hamilton si fa pressante sulla McLaren di Norris, tanto che il britannico attacca e passa il connazionale, prendendo la sesta posizione alle spalle del compagno di squadra. La gara prosegue senza altre scosse sino al giro 31, dove entra la SC in pista. Le due Rosse vengono chiamate ai box passando alle mescole Pirelli Medium, come le auto che le precedevano.
Ferrari esce indenne da due Safety Car
Il gruppo si compatta e servono sei giri agli steward per risistemare la pista nelle normali condizioni e ritirare la Williams di Albon dalle barriere. Alla ripartenza, nelle retrovie c’è un incidente multiplo che coinvolge 4 vetture: ancora Safety Car. La gara viene pertanto nuovamente neutralizzata, con gli steward impegnati nel rimuovere le vetture e ripristinare il tracciato.
I ferraristi passano nuovamente in pit lane per un nuovo cambio gomme, stessa cosa per i 4 piloti davanti a loro. Le Rosse sono sempre in quinta e sesta posizione e dopo 3 giri si riparte: un’altra occasione per attaccare, quando mancano 13 passaggi alla bandiera a scacchi. I ferraristi sono piuttosto prudenti e preferiscono non esagerare per non mettersi nei guai.

Nel frattempo Antonelli è risalito sino alla settima piazza, e la sua intenzione è quella di passare ambedue le Ferrari. Il giro seguente c’è un errore grave di Piastri che arriva lunghissimo in curva 1 ed è costretto a prendere la via di fuga: le Rosse diventano quarta e quinta. Russell, Verstappen e Hadjar davanti a loro prendono margine, con Charles e Lewis che devono difendersi da Kimi.
Ferrari: un finale piatto
Leclerc ha più ritmo del compagno e prende qualche secondo di vantaggio, mentre Hamilton cerca di difendersi disperatamente dagli attacchi della Mercedes numero 12. Ci riesce per qualche giro, sino a quando è costretto a cedere al ritmo superiore della Freccia d’Argento. Kimi ora va all’inseguimento dell’altra Rossa. Mentre Lewis si arrende all’evidenza, il monegasco si apre in radio.
Inizia una comunicazione serrata, dove arrivano una serie di suggerimenti su come gestire l’auto e mantenere un handling sufficiente a tenersi la quarta piazza. Antonelli sta dando il massimo, ma il passo del ferrarista è comunque buono. Ci sono 3 secondi abbondanti tra i due. Tempo che il monegasco sa gestire nelle restanti 5 tornate, portando a casa un quarto posto.

La Ferrari non poteva dare di più: il limite sulle power unit è troppo evidente per fare di meglio. Resta la consolazione di aver preso dei punti, sebbene la consapevolezza di un mondiale finito da tempo continui a pesare. Ci sono ancora sette Gran Premi, dove il team di Maranello farebbe bene a spostare la maggior parte dell’interesse sulla monoposto del prossimo anno.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV – GP Baku