F1 GP Spagna Ferrari

F1 2026, Ferrari è già deceduta: la ricorsa immaginaria al titolo finisce qui

GP Spagna: la tappa del Mondiale di F1 2026 in cui la Ferrari saluta tutti e abbandona l’illusione. Addio all’ipotetica e fantasiosa corsa al titolo, affossata da una SF-26 che, invece di evolversi, fa il passo del gambero. La Rossa scivola inesorabilmente indietro, sverniciata da avversari diretti come la McLaren, che a inizio campionato faticava persino a uscire dai box. Di questo passo, sembra quasi che a Maranello si stiano impegnando a fondo per l’unico vero traguardo rimasto: battere il tragico record dei 21 anni di digiuno iridato.

Ferrari saluta tutti e se ne va: il 2027 è già presente

Madring. Sarà stato un successo, ce lo dice Domenicali e noi dobbiamo credergli. Va a finire che di successo in successo, specie con queste piste, si rischia una narcolessia generalizzata per milioni di spettatori. Anche di quelli giovani che ama Domenicali. Di certo, il Madring è stato un’ottimo metodo per rilassarsi e, in qualche caso, per prendere pure la classica dormita settembrina postprandiale.

Nel mio caso specifico, ho rischiato effettivamente un MOMUMENTAL abbiocco. Alla fine della gara Caronte, il mio gattaccio nero, che era acciambellato comodamente sul divano, prima mi ha guardato sonnacchioso, probabilmente chiedendosi come mai io, suo servitore, perdessi tanto tempo davanti ad una TV. Poi, s’è stiracchiato ed ha cominciato a reclamare la pappa.

F1 GP Spagna Ferrari
Kimi Antonelli (Mercedes) vincitore del Gran Premio di Spagna

E questa è stata la cosa più interessante accaduta dal via della gara di questo nuovo fantasmagorico circuito cittadino nella capitale spagnola. Giusto i primi chilometri un pelino elettrizzanti… e poi più nulla sino alla bandiera a scacchi. E potremmo finire qui. Ma siccome poi Arcari ci resta male, mi tocca mettermi davanti alla tastiera e inventarmi qualcosa.

Partiamo dalla fortuna. Che arride agli audaci. Ad esempio l’italiano Kimi Antonelli. Piola che di fatto, ormai, ha scavato una voragine fra lui e la seconda Mercedes. Che dire. E’ la sua stagione. E, in gran parte, il nostro anno monumentale e storico, nel senso di noi italiani, per l’impresa di cui cominciamo a vedere il traguardo considerando la nazionalità di Kimi.


Intanto, la Ferrari è già deceduta. Intendo per l’anno in corso. Siamo arrivati, con ancora un bel po’ di gran premi da disputare, alla fatidica fase e frase “anche quest’anno si vince l’anno prossimo”. Ma forse sarebbe meglio dire, mentre la carriera di Leclerc comincia ad essere una gloriosa promessa che fu, che forse “non si vince neanche fra qualche anno”.

Ricordiamoci che c’è un famigerato record da battere: 21 anni di digiuno. Credo che il trio delle meravigliose meraviglie Vigna-Elkann-Vasseur (anche se a me comincia sempre più ad assomigliare ad un dantesco Cerbero), si stia davvero impegnando tanto per batterlo. In negativo, ovvio. Poi c’è da dire che questa è una formula Mercedes.

F1 GP Spagna Ferrari
Il muretto della Ferrari al Madring

Se non della stessa squadra, che comunque vincerà abbastanza agevolmente entrambi i campionati di Formula 1, certamente della PU. Sino ad oggi, a parte due gare (Ferrari) hanno vinto solo squadre con quel motore e sino ad oggi nessuno ha fatto pole position che non avesse quel motore. Che sarebbe inferiore a quello della Red Bull. Vi prego, non ridete.

Curioso. Ogni qual volta c’è un cambio importante che riguarda la PU ecco che, almeno dal 2014, solo un propulsore svetta decisamente sugli altri. Quello della stella a tre punte. Il complottista che è in ognuno di noi ferraristi, non fosse altro che perdendo spesso perdiamo il senso della realtà, si sveglia e ipotizza che Totone sia riuscito a fare quello che voleva per vincere prima che si cominciasse a gareggiare.

Ma il realista che è in me, ritiene che hanno lavorato meglio degli altri. Il che implica che anche nelle interlocuzioni con la FIA, loro sono stati più bravi e abili degli altri. E quindi bisognerebbe semplicemente fare loro i complimenti e amen. O che, Ferrari non abbia alcun interesse a mostrare il muso iracondo. E senza troppi arcani motivi, basta seguire i soldi e capire il perché.

F1, GP Spagna: Ferrari si sta impegnando per battere il record

Antonelli: 81 L’abisso di punti che tiene a siderale distanza Russell

Antonelli dopo la gara: gentleman Ha ricordato che Norris è stato sfortunato. Sapeva bene che la vittoria gli è arrivata come un gentile cadeau. Un signore.

Russell: sul ponte sventola bandiera bianca?

Leclerc: 8 1/2. Di più non poteva fare. Una prece.

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Lando Norris (McLaren) con la sua amata coca cola alla fine del GP di Spagna

Norris: 10. Per come ha regolato Antonelli sino alla VSC, è il vincitore morale della gara.

Hamilton: 5 Misterioso guasto ai freni e tanti saluti. Rognato.

Verstappen: 9. Dagli la monoposto appena decente e il mastino eccolo lì.

Vasseur: 4. Dichiarazioni in fotocopia. Manco l’AI sa essere così ripetitiva come il curato di campagna francese che non ha ancora spiccicato una parola in italiano.

Veline maranelliane: 10. Sempre in prima linea, pur di avere un’esclusiva agli ordini del padrone. Fedeli. Anzi, fedelissime.

Madring: RONF RONF Per i motivi in premessa.

F1 GP Spagna Ferrari
L’ottima strategia Ferrari durante il Gran Premo di Spagna

SF 26: 4. Quattro gare senza podio. I record, quelli belli…

Rincorsa immaginaria al titolo di Hamilton: finita.

Alonso/Sainz: comparse. Cosa assai triste…

E con ciò, finisce anche questo pagellone. Appuntamento al prossimo Gran Premio

Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi