Il suicidio tattico del muretto McLaren nel GP Spagna di F1 sotto VSC, consegna ad Antonelli una gara che Norris avrebbe dominato sul passo. Mentre Verstappen sfrutta la neutralizzazione e l’azzardo di Leclerc su gomma Hard naufraga aspettando una Safety Car fantasma, a Madrid trionfa la luciditΓ della Mercedes.
GP Spagna: l’incognita asfalto e le scelte al via
Su un tracciato inedito i riferimenti pre-gara sono carta straccia. Le simulazioni del venerdΓ¬ si sono scontrate con un’evoluzione della pista brutale, lasciando le strategie in balia del degrado termico e meccanico. I calcoli erano chiari: con un consumo ridotto, la singola sosta Media-Hard era l’opzione regina; con un degrado superiore, le due soste sarebbero diventate la prassi.
Al semaforo, scelte conservative e azzardi tattici. Mercedes e McLaren si sono marcate a uomo montando la Media su Antonelli e Norris, la mescola piΓΉ bilanciata. Red Bull ha tentato il blitz: Soft per Verstappen. Una gomma non da gara, scelta unicamente per massimizzare lo spunto al via ed evitare un letale “trenino” in stile Gran Premi di Monaco.

Il tutto considerando che per sorpassare in pista serviva un delta di passo enorme, stimato in ben 2 secondi. Ferrari, invece, ha sparigliato le carte: Mentre Lewis aveva le Soft, abbiamo visto le gomme Hard per Leclerc. Una strategia “a scalare”, giΓ rivelatasi letale su asfalti roventi come quello di Budapest.
Il patatrac McLaren sotto VSC
Nel primo stint, Norris costruisce il gap. L’anteriore sinistra di Antonelli va in sofferenza, mentre l’inglese scappa nonostante il muretto McLaren sia cieco a causa di un blackout ai dati telemetrici. Poi, al giro 15, l’episodio che spacca la gara: Stroll si ferma: la direzione gara esita a chiamare la Virtual Safety Car, e quando impone il regime di sicurezza Norris ha giΓ oltrepassato l’ingresso box.
Antonelli ringrazia, rientra e monta la Hard. Γ il primo grave errore di valutazione di Woking: le scuderie mappano in modo chirurgico ogni singola curva per prevedere il regime di sicurezza imposto dalla direzione gara in caso di crash. L’unica parziale attenuante per la McLaren Γ¨ che l’Aston Martin di Stroll era ancora in grado di muoversi.

Ma Γ¨ al giro 16 che si consuma il disastro. A VSC appena ritirata, Norris rientra in regime di bandiera verde, gettando al vento gli 11 secondi di vantaggio garantiti dalla sosta neutralizzata (una sosta VSC “costa” circa 13 secondi contro i 24 standard) e sprofondando in quinta piazza. Γ il secondo errore, era meglio restare in pista, dettare il ritmo e costruire un vantaggio di mescola. CosΓ¬ non Γ¨ stato.
La Hard granitica che illude Ferrari
La Virtual ha salvato la gara di Verstappen, permettendogli di liberarsi subito della fragile Soft per passare alla soliditΓ della Hard. In quel frangente, complici le comunicazioni allarmate dei piloti (Norris incluso) sull’alto degrado, gli strateghi credevano ancora nelle due soste. Γ stata l’osservazione del ritmo di Charles Leclerc a ribaltare i calcoli: la gomma Hard si Γ¨ rivelata granitica e costante nel degrado.
La sosta singola era l’unica via percorribile. Leclerc, leader virtuale, Γ¨ rimasto in pista sperando nell’imponderabile: una Safety Car o una bandiera rossa. Nessun miracolo si Γ¨ materializzato. Il pit-stop a sole 8 tornate dalla fine gli ha tolto il tempo materiale per tentare una rimonta con la gomma rossa, consegnando di fatto la leadership ad Antonelli.

Il verdetto inappellabile? Senza i 2 secondi di delta sul giro necessari per attaccare, tra i front-runners le posizioni si sono congelate. Norris Γ¨ stato di gran lunga il piΓΉ rapido nella fase terminale della corsa. Aveva il passo per dominare e avrebbe vinto agevolmente, ma la pessima lettura del muretto ha trasformato una gara in pugno nel trionfo tattico della Mercedes.
Autori:Β Zander Arcari β @berrageizΒ Β βΒ NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – McLaren – Red Bull