F1 GP Bahrain Ferrari

F1 | GP Bahrain, analisi tecnica Ferrari: a cosa può ambire la SF-26 di Lewis Hamilton?

Qualifica GP Bahrain, scenario dove la Ferrari è andata forte. Un risultato in F1 che nasce da diverse considerazioni tecniche: uso delle gomme, scelta della scarica dell’ibrido, setup, configurazione aerodinamica che favorisce il carico e l’estrema bravura di Lewis Hamilton. Analizziamo tutti i fatti per capire cosa potrebbe succedere domani sulla distanza dei 300 chilometri.

Ferrari sceglie una configurazione aerodinamica che funziona.

Della strategia di Max Verstappen abbiamo già parlato ampiamente con un pezzo dedicato. Una tattica che ha spinto, e non poco, l’olandese verso l’alto, battendo peraltro l’ottimo Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26. Considerando gli onboard, non è che la RB22 viaggiasse su un binario perfetto. Tutt’altro. Ma in questa Formula 1 la velocità di punta fa tanta differenza.

Più di quella in curva, anche se le velocità di percorrenza continuano ad essere comunque importanti. Non come nel recente passato, certo, ma sempre in parte decisive. Ed è proprio su questo punto che si concentra l’analisi sulla Ferrari di oggi, quella con il numero 44 stampato sulla scocca. Una Rossa che si è issata in alto, in prima fila, su un tracciato difficile da gestire al meglio.

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Le due configurazioni dei bargeboard della Ferrari SF-26

Il team è stato bravo a capire dove mettere le mani. Oltre allo scarico FTM nella sua forma più incisiva, la squadra ha deliberato la configurazione più adatta: quella con i bargeboard a tre elementi verticali che, rispetto a quella con meno downforce usata a Monza (singolo componente), offre maggiore stabilità di marcia. Inoltre, sono arrivati due piccoli ritocchi al posteriore.

Il primo riguarda il corner ruota, dove una delle appendici ancorate parallelamente all’asse della vettura ha modificato le sue forme. L’altro riguarda l’aggiunta di una winglet sulla cascata di flap ancorati direttamente al bordo del diffusore. Aggiornamenti che hanno lavorato per sommare un livello di spinta verticale locale sulla monoposto, utile alla causa della Rossa.

F1, Ferrari: i dati spiegano la supremazia in curva

Quanto appena detto si traduce in pista. Se prendiamo in esame la telemetria di confronto tra Lewis e Max, possiamo snocciolare qualche dato che ci aiuta a capire. Il rendimento di Hamilton ha dimostrato la forza della Ferrari nelle curve medio-rapide. Un’informazione avvalorata dai dati, che mostrano come la Rossa abbia saputo esprimere un grado di downforce molto alto. Il più grande di tutti.

Nel secondo settore della pista malese, sappiamo che il britannico del team italiano è risultato il pilota più rapido di tutti. A bordo della sua SF-26, ha rifilato praticamente a tutti gli altri piloti più di due decimi. Due decimi e mezzo, se vogliamo essere precisi. Un dato inequivocabile della supremazia che l’auto di Maranello ha saputo e deciso (con la scelta sulla configurazione) di sfruttare appieno.

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Qualifica GP Bahrain: il compare tra Lewis Hamilton e Max Verstappen

Lewis, se vediamo i dati di Verstappen, gli ha rifilato rispettivamente 3, 6, 3 e 8 km/h in ogni curva a media/alta velocità. Stesso discorso per le zone più guidate del tracciato, dove in percorrenza riesce a essere circa 5 km/h più rapido. Bene anche alla piega numero 1, che ha fatto pensare e non poco la Ferrari sino alla qualifica, dove Hamilton mantiene la velocità minima più alta di tutta la griglia.

Nel primo settore, tra curva 5 e 6, l’inglese è in grado di alzare meno il piede dall’acceleratore. Realizza sì un lift off, ma solo del 30% contro il 50% di Verstappen. Max che, appunto, usando la tattica dedicata di cui sopra, ricarica un quantitativo di energia superiore che poi può spendere nell’allungo successivo. Una cosa è chiara, per concludere: Lewis si è adoperato al meglio.

GP Bahrain: i meriti di guida di Lewis Hamilton nella prima fila della Ferrari

Hamilton ha lavorato in maniera sapiente per controllare l’eccessivo grado di rotazione, usandolo per avvantaggiarsi senza pagare troppo lo scotto dell’instabilità in trazione. Anche per questo sarà molto interessante capire come andrà domani, quando le logiche date dall’alto carico di benzina cambieranno il modo di condurre la vettura. In teoria questo fatto non dovrebbe favorire la Rossa.

F1 GP Bahrain Ferrari Hamilton
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 nella qualifica del GP del Bahrain

Ma c’è pure il tema legato al consumo gomme. Nelle FP2 la Ferrari è andata forte a livello di tempi. Due stint realizzati per la maggior parte del tempo con le Soft, dove la progressione era valida e il degrado meno alto di quanto atteso. Max, invece, ha scelto di testare le Medium in configurazione high fuel, e anche per questo è difficile fare un rapporto tra i due. Domani ne sapremo qualcosa di più.

Autori:  Marco Iurlandino – @marcoiurla – Zander Arcari – @berrageiz  

Illustrazioni: Instagram > Zander_77