Ferrari SF26 - F1

F1, Ferrari: analisi al flow-viz del nuovo fondo

Ferrari ha lavorato sul diffusore della SF-26. In questa F1 targata 2026 è molto importante avere contezza di ogni singolo dettaglio. Anche per questo, dopo una soluzione di certo molto interessante nella zona posteriore dell’auto, ecco che il Cavallino Rampante decide di affinare una soluzione che per la Federazione Internazionale è assolutamente in linea con il regolamento tecnico. Un primo aggiornamento al diffusore che, a quanto capito, sembra aver offerto riscontri interessanti.

Ferrari: il lavoro di acquisizione dati tramite il flow viz

Tra la prima e la seconda settimana di test, la Ferrari ha lavorato molto sulla validazione del progetto aerodinamico, in modo da verificare la correlazione tra CFD, galleria del vento e pista. Un qualcosa di altamente necessario, perché bisogna nutrire la curva di apprendimento quanto più possibile in questi ultimi tre giorni di prove su pista. La paraffina è utile per confrontare direttamente le linee di flusso a parete reali con quelle uscite dal CFD.

Ferrari SF-26 F1
La Ferrari SF-26 nei test del Bahrain

Per questo il team italiano, appena la vettura rientrava in pista, ha realizzato degli scatti che sono inviati direttamente a Maranello per essere studiati. Il programma di prove con il flow viz è stato molto metodico secondo quanto appreso dalla nostra redazione. Abbiamo infatti osservato i meccanici che con molta cura hanno pitturato la zona anteriore della monoposto nei primi tre giorni, per poi passare alla zona terminale delle pance per raccogliere informazioni.

Poi, stamattina, dopo un brevissimo primo run per verificare che tutto sulla vettura funzionasse al meglio. il flow viz è comparso nella zona del diffusore. Osservare come la paraffina avvolga la zona terminale delle pance è molto interessante, perché in quella zona troviamo il famigerato mouse-hole. Questo elemento serve per alimentare il diffusore con un flusso d’aria pulita. In quest’area della monoposto, di fatti, il fluido che scorre verso il diffusore tende a perdere una parte della sua energia.

Inoltre, al contempo subisce l’entrata laterale di flussi più lenti visto che il pavimento, rispetto al recente passato, non è più passibile di sigillatura come una volta. Ecco perché riuscire ad energizzarlo, di riflesso, significa ridurre il rischio che si stacchi la vena fluida proprio percorrendo il diffusore. Prendendo in esame l’andamento della vernice, possiamo notare che solo in parte il fluido viene attirato verso l’interno della macro componente in questione.

F1 Ferrari SF-26
Il fondo della Ferrari SF-26 nei test del Bahrain

Una concerta quantità della massa fluida viene infatti spinta direttamente all’interno del mouse-hole, come si nota dal cerchio bianco nell’immagine, mentre il fluido segue lo scivolo del diffusore e si inserisce in questa fessura.

Ferrari affina il diffusore con un approccio che sfrutta in maniera intelligente il regolamento tecnico

In mattinata, la Ferrari ha verniciato il diffusore con la paraffina ed hanno girato con il primo aggiornamento stagionale. Stando a quanto riusciamo ad analizzare dopo il primo run della SF-26 con i primi aggiornamenti, vediamo che le prime modifiche si concentrano proprio sul mero prolungamento dell’estrattore. Il Cavallino Rampante ha intelligentemente sfruttato i box regolamentari dei piloni dell’ala posteriore e dell’impact attenuator.

Una mossa astuta, in modo da creare dello spazio utile per inserire delle appendici che agiscano da estensione del diffusore. In questo modo, il diffusore riesce ad estrarre una quantità maggiore di massa fluida. Nello specifico, gli aerodinamici della scuderia italiana hanno unito in un’unica superficie le due appendici, che precedentemente erano separate e ancorate a lato dell’impact attenuator. Oltre ad aumentare l’estrazione c’è pure un’altra questione interessante.

Ferrari F1 SF-26
Il confronto tra le due versioni del fondo della Ferrari SF-26

È altamente probabile che il flusso proveniente dallo scarico vada direttamente ad impattare su questa superficie, generando tanto carico aggiuntivo, specie se consideriamo che il la massa in uscita dagli scarichi ha velocità estremamente elevate. Una soluzione della Rossa molto interessante che andrà studiata nel dettaglio in questi giorni e che, se utile alla causa, dovrebbe alzare il rendimento delle monoposto al retrotreno.

Autori: Zander Arcari – @berrageizNiccolò Arnerich – @niccoloarnerich – Formula Tecnica

Immagini: Xavier Gàzquez – @xavigazquez