Ferrari, Hamilton in pista test Bahrain 2026

F1, Test Bahrain: Ferrari studia il posteriore della SF-26

Ferrari inizia la prima settimana dei test in Bahrain con qualche dubbio. La F1 2026 Γ¨ tosta e la Rossa lo ha capito, ieri. Cambia layout, clima e il modo di pensare il programma di lavoro rispetto alla Spagna. C’era tanta attesa per vedere e capire il comportamento della SF-26 in una diversa configurazione. Non tutto Γ¨ andato secondo i piani, benchΓ© tante informazioni sono state raccolte. Β 

Ferrari: Lewis non ha le idee chiare sulla SF-26 

In mattinata Γ¨ il sette volte campione del mondo di Formula 1 a scendere in pista poco dopo le nove. Realizza un doppio giro di installazione per controllare che tutto funzioni e, dopo l’ok dei tecnici, torna a calcare l’asfalto bahreinita. Si capisce da subito che non esiste nessun tipo di assillo per quanto concerne i riscontri cronometrici. Inoltre, salta alla vista come, nei tratti piΓΉ lenti della pista, vedi curva 1 e 8, la Rossa non sia affatto composta. 

Le ragioni sono diverse, e si rifanno tutte quante ad una ragione principale: mancanza di carico, che lo stesso Hamilton, nel media pen del team italiano, sottolinea con forza per ben tre volte. Va detto che l’ex Mercedes non era raggiante ma comunque piuttosto tranquillo. Non sono mancati nemmeno i sorrisi. Uno dei concetti piΓΉ interessanti riguarda la gestione energetica. 

F1 Ferrari
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 nel dirmi giorni di test in Bahrain

Ferrari pare sia in alto mare nel capire come amministrare al meglio il supporto dell’ibrido, un tema condiviso pure con le altre scuderie. D’altra parte parliamo di una delle discriminanti decisive per avere un buon ritmo nei long run. Interessante il passaggio sui 600 metri di lift off per ricaricare le batterie al MontmelΓ², qualcosa che il britannico ricorda come quasi scioccante riferendosi alla passata stagione. 

Per circa metΓ  della mattinata, la SF-26 numero 44 ha lavorato duramente sulla raccolta dati, mossa necessaria per capire come spalmare nella maniera piΓΉ redditizia il supporto ibrido. C’è un passaggio anche sul retrotreno alquanto instabile, dove Lewis, con fare ironico, ricorda che pure il front end della Rossa era tutto tranne che preciso. Le cause? Mancanza di downforce che si fa parecchio sentire. 

Nessun tipo di riferimento alla meccanica o ad altre questioni che, almeno in questa fase dei test a Sakhir, non hanno fatto partire nessun tipo di allarme. Al contrario, c’Γ¨ una buona sensazione attorno al doppio push-rod dell’auto. Si tratta di testare, raccogliere dati, analizzare e capire. Stesse sensazioni per Leclerc che, nell’arco del pomeriggio, ha messo assieme un discreto numero di tornate. 

Leclerc lavora sul rear end della Ferrari  

Nel suo caso la vettura italiana Γ¨ parsa meno scomposta, sebbene, pure nella sua sessione di test in Bahrain, non siano mancate diverse indecisioni. Per essere piΓΉ precisi parliamo delle fasi di entrata, dove la SF-26 numero 16 Γ¨ parsa in leggera difficoltΓ , specie tra curva nove e curva dieci, dove la frenata in combinato non era digerita facilmente dalla Rossa. Una vettura che in linea di massima ha mostrato un atteggiamento piuttosto preciso.

F1 Ferrari Hamilton Leclerc
L’inglese Lewis Hamilton in sella della Ferrari SF-26 in Bahrain

Ci riferiamo alla chiara tendenza verso un eccesso di rotazione con un posteriore ballerino. Tuttavia abbiamo registrato pure del sottosterzo, in alcune occasioni, nelle stessa curva. Idem per le pieghe 11, 12, 13 e 14. Sebbene sia presto per trarre conclusioni, questa prima giornata in Bahrain evidenzia una monoposto italiana nervosa e difficile da gestire nel suo complesso. Ma, come detto, serve piΓΉ tempo per un giudizio valido accompagnato da cognizioni di causa.

Nel mentre va comunque sottolineato l’ottima affidabilitΓ  del motore Ferrari che, rispetto al MontmelΓ², Γ¨ stato spinto maggiormente sia sull’endotermico che sulla parte ibrida. Le simulazioni passo gara mostrano una Rossa piΓΉ stabile e meno soggetta a fenomeni quali carenza di rotazione e sovrasterzo. Inoltre, negli ultimi run Γ¨ apparso il flow viz sulla Rossa propio al rear end, per studiare la massa fluida che attraversa la vettura, anche considerando alcune modifiche minori al retrotreno. 

Ferrari F1
Charles Leclerc (Ferrari) in sella della SF-26 nei test di Sakhir

Un lavoro per affinare il posteriore dopo tutti gli esami del caso. Solo nella seconda settimana il team italiano metterΓ  tutto assieme, tenendo conto che la specifica dell’auto non Γ¨ quella definitiva e che la conoscenza sulla vettura stessa Γ¨ ancora bassa. Forse i piloti si attendevano qualcosa in piΓΉ? PuΓ² darsi, ma in questo caso parliamo solo di sensazioni, dove facce e dichiarazioni restano piuttosto abbottonate.

Autore e immagini : Zander Arcari – @berrageiz – Formula Tecnica