Lβalba del mondiale di F1 2026 si Γ¨ trasformata in un incubo per lβAston Martin, prigioniera di una crisi tecnica senza precedenti. La power unit Honda manifesta ritardi preoccupanti, faticando a dialogare con le soluzioni aerodinamiche estreme volute da Newey per la AMR26. I piloti sono i primi a pagarne le spese. Da qui parte una riorganizzazione per lasciare libero Adrian di agire tecnicamente, cercando un altro team principal che lo possa sgravare dai compiti.
Il secco βnoβ di Lambiase allβAston Martin
In questo caos, la figura di Adrian Newey appare profondamente fuori luogo nel ruolo di team principal, ricoperto praticamente per caso. Il genio britannico non possiede le doti gestionali necessarie per coordinare centinaia di dipendenti e i numerosi reparti della scuderia. Spesso Γ¨ Mike Krack a doverne fare le veci mediatiche, sebbene il suo ruolo sia stato ufficialmente dirottato verso altre mansioni.
Krack che tra le altre cose ha criticato apertamente la stampa mondiale, in quanto, secondo i suoi ragionamenti, tutta la pressione dei giornalisti sul caso Honda sta incrinando i rapporti con il motorista giapponese. La mancanza di una guida solida, probabilmente, sta frenando lo sviluppo della vettura e costringe Newey a dividersi tra design e gestione. Quantomeno sulla carta.

La decisione di inviare Andy Cowell in Giappone per supervisionare il progetto Honda ha lasciato un vuoto di potere a Silverstone. Adrian si ritrova cosΓ¬ a gestire una transizione complessa che sta logorando l’efficienza interna dell’azienda e la qualitΓ dei componenti prodotti. La necessitΓ di trovare un manager di professione Γ¨ diventata un’urgenza assoluta per Stroll, ormai consapevole del fallimento del modello attuale.
Uno dei nomi piΓΉ caldi per risolvere la crisi Γ¨ stato quello di Gianpiero Lambiase, lo storico ingegnere di pista di Max Verstappen. Adrian ha tentato il colpo grosso cercando di strappare il tecnico con la promessa della direzione sportiva totale. Lβitaliano ha perΓ² declinato l’offerta, preferendo restare fedele alla Red Bull malgrado le crescenti responsabilitΓ offerte dall’Aston Martin.
Aston Martin: il successore di Adrian Newey
Il taccuino di Lawrence Stroll era colmo di rifiuti eccellenti che potevano pesare sulle ambizioni di rilancio della squadra inglese. Parliamo di Martin Whitmarsh (ex amministratore delegato di Aston Martin, nda), Mattia Binotto e Jonathan Wheatley, i quali sono stati stati contattati ma hanno preferito non sposare il progetto. Ognuno di loro, per ragioni diverse, ha declinato l’invito di Newey.
Scenario che aveva lasciato la scuderia inglese in una posizione di isolamento manageriale preoccupante. C’era poi il discorso legato a Andreas Seidl, l’ex team principal di McLaren e CEO del gruppo Sauber/Audi Sino al 2024. Il manager tedesco, lontano dai riflettori della Formula 1 da oltre un anno, poteva rappresentare il profilo ideale per rimettere ordine nei ranghi.
Il teutonico aveva giΓ dimostrato grandi capacitΓ organizzative e poteva essere pronto a raccogliere una sfida cosΓ¬ complessa e rischiosa, ricordando il rilancio della McLaren con lui alla guida. Un ritorno ai vertici del motorsport con la βverdonaβ che poteva restituire una gerarchia chiara al team. Sullo sfondo c’era anche l’ipotesi clamorosa legata a Christian Horner.
L’inglese voleva acquisire quote della Alpine, ma l’opposizione dellβattuale boss della Mercedes poteva spingerlo verso le braccia di Newey. Un ricongiungimento tra i due ex pilastri della Red Bull in Aston Martin che avrebbe potuto cambiare la narrazione degli ultimi mesi, visto che i due, a quanto pare, non si sarebbero lasciati benissimo a Milton Keynes. Una mossa che perΓ² pareva disperata.
Jonathan Wheatley atteso nei prossimi mesi
Da qui nasce l’opportunitΓ di un’altro ex collega di Newey. Secondo le informazioni di Roberto Chinchero, sarΓ Jonathan Wheatley a prendere il posto del progettista britannico, abbandonando l’Audi dove non riesce a emergere per via della figura ingombrante di Mattia Binotto. Mentre il lavoro per sistemare la leadership prosegue, lo sguardo Γ¨ giΓ rivolto al prossimo appuntamento in Giappone.

Parliamo del Gran Premio di casa, tana della Honda. Il rischio (praticamente scontato) di rimediare un’altra brutta figura a domicilio spaventa e non poco i vertici della scuderia, consapevoli dei limiti attuali della power unit. Senza considerare che a prescindere, la FIA potrebbe limitate l’azione in pista di ambedue le AMR26 per questioni di sicurezza. Non proprio un bel biglietto da visita per il GP di casa.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Red Bull