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F1, GP Monza: Ferrari “contro” Antonelli. Un finale tutto da scrivere

Ferrari e Antonelli, due orgogli della F1. C’è qualcosa di inspiegabile nell’aria quando metti piede a Monza, a inizio settembre. Il Gran Premio d’Italia è ormai alle porte e si sa, per noi questo è sempre stato un momento di puro fermento viscerale. Questa è l’essenza della Formula 1, la pista più emozionante del mondiale, l’asfalto sacro su cui hanno inciso il loro nome giganti e icone immortali. Ed è proprio qui che il rito si compie: quando i motori salgono di giri all’unisono e le luci rosse si spengono, quel conto alla rovescia pesa il doppio. 

Il cuore batte a un ritmo forsennato, perché batte per qualcosa che ti appartiene fin da bambino. L’attesa scivola via tutta d’un fiato, supera l’imbuto della Prima Variante e si lancia a gas spalancato dentro il velocissimo curvone di Biassono. È una danza frenetica sul filo dei trecento all’ora che ti trascina fino al ritmo sincopato e letale della Variante Ascari, prima di affrontare l’apnea finale: l’infinita piega della Parabolica. 

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Vista aerea del tracciato di Monza

E quando la monoposto schizza fuori da quell’ultima curva in totale accelerazione, i motori urlano e si trattiene il fiato perché lì, la vittoria è un’altra cosa, e quel traguardo lo si taglia quasi tutti insieme, la monoposto spinta dall’energia delle tribune. Vedere la Ferrari sfrecciare sul circuito di casa fa tutto un altro effetto. Negli anni abbiamo visto trionfare diversi piloti, quasi tutti accomunati da un’unica passione inossidabile: la Rossa di Maranello. 

Eppure, a guardarmi intorno oggi, mi rendo conto che portiamo dentro una cicatrice che brucia: sono passati esattamente sessant’anni dall’ultima volta che un pilota italiano ha tagliato per primo il traguardo nel nostro Gran Premio, da quel lontano 1966 in cui Ludovico Scarfiotti fece impazzire il Tempio della Velocità.

Kimi Antonelli in Mercedes: il talento italiano che spacca il tifo

Quest’anno, però, un nuovo potenziale avversario bussa alla porta. E porta con sé un cortocircuito sentimentale che trovo meravigliosamente crudele. Un italiano, sì, ma non dalla nostra parte. Kimi Antonelli sta letteralmente facendo girare la testa a tutto il paddock con il suo talento cristallino. 

Il salto verso la F1 ha fatto discutere, è vero, ma per la Mercedes sembra essere la scommessa definitiva sul futuro. Adesso, questo ragazzo ha ufficialmente l’opportunità di correre e sognare a casa sua. Un regalo immenso per il nostro automobilismo. Ma la vera domanda, quella che mi frulla in testa mentre cammino tra le tribune, è una sola: come la prenderà l’Italia?

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I tifosi della Ferrari a Monza

Sicuramente in modo divisivo. Da un lato c’è la fedeltà assoluta alla maglia rossa, una fede cieca che non accetta compromessi. Dall’altro batte prepotente l’istinto di appartenenza, la voglia disperata di gridare per un nostro ragazzo e vederlo, finalmente, riprendersi la storia.

GP Monza, l’energia di Monza: le emozioni di Kimi prima del debutto

Ma come vive questa pressione chi si ritrova con gli occhi di un’intera nazione addosso? Interrogato su come si sente in merito a questa gara circondato da un tifo diviso a metà, Kimi dimostra una lucidità che spiazza: “Alla fine è un altro fine settimana di gara, ma ovviamente sarà diverso. Allo stesso tempo, sarà emozionante”

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Andrea Kimi Antonelli nella media session all’interno dell’hospitality Mercedes

Lungi dal farsi schiacciare dall’ansia, ha le idee chiare su come canalizzare il calore del suo pubblico: “Penso che l’energia sarà incredibile e potrà anche essere usata per fare ancora meglio in pista. Non vedo l’ora di vedere come andremo”. Nessun timore reverenziale, ma solo una feroce determinazione: “Salirò in macchina con pochi pensieri e mi godrò lo spettacolo. La vittoria? L’obiettivo è sempre lo stesso”.

Ferrari contro Antonelli: un finale tutto da scrivere

Il talento di Antonelli è innegabile. Perché sì, noi tifiamo Ferrari fino al midollo, ma in fondo siamo curiosi. Vogliamo vedere se il ragazzino con la stoffa del campione assoluto può davvero compiere l’impresa in quella che sarà per sempre casa sua, perfino al volante di una freccia d’argento.

E allora quest’anno, a trionfare, sarà la scuderia tricolore per eccellenza o il giovane Antonelli? È una sfida totale tra l’uomo e la macchina. Da una parte un nostro figlio, dall’altra la vettura che rappresenta il cuore di milioni di tifosi, la macchina più bella del mondo. La risposta la troveremo proprio lì, alla fine di staccate impossibili al limite dell’aderenza. 

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Andrea Kimi Antonelli dopo la qualifica del GP del Belgio

Anche se forse, in fondo ai titoli di coda di questo GP di Monza, avremo una possibilità in più di sentirci tutti vincitori. E chissà che un bel giorno, questo ragazzo con la passione smisurata per le corse e per l’adrenalina pura non venga a bussare alle porte di Maranello, con tanta voglia di fare e di vincere anche per noi.

Autore: Elisa Cuboni – @ElisaCuboni