F1 2026 GP Australia Red Bull Verstappen

GP Australia F1, Red Bull prepara il cambio di passo per la qualifica

Il venerdì del Gran Premio d’Australia, primo atto della F1 2026, ha visto una Red Bull un po’ in affanno. La RB22 è scesa in pista con l’obiettivo di raccogliere dati e comprendere il comportamento del nuovo pacchetto, profondamente rivisto sia dal punto di vista aerodinamico sia per quanto riguarda la power unit. Il programma di lavoro, però, è stato condizionato da alcuni imprevisti che hanno limitato il chilometraggio e lasciato ancora diversi interrogativi sul reale potenziale della vettura

Verstappen tra assetto e problemi tecnici

Il lavoro di Max Verstappen è stato influenzato da alcune difficoltà emerse soprattutto nella seconda sessione di prove libere. Dopo una FP1 relativamente lineare, il pomeriggio si è rivelato più complesso e ha impedito alla squadra di completare l’intero programma previsto. Il quattro volte Campione del Mondo ha chiuso la giornata con il sesto tempo in 1’20”366.

Ma il dato cronometrico racconta solo una parte della storia. Il vero limite della giornata è stato infatti il numero ridotto di giri completati, appena 13 nella seconda sessione, troppo pochi per lavorare in maniera approfondita sia sul giro singolo sia sulla simulazione di passo gara. E proprio in tal senso, Verstappen ha spiegato come la squadra stia ancora cercando il giusto equilibrio della vettura.

F1 GP Australia Red Bull
Le due Red Bull RB22 nella pit lane dell’Australia

 “Non siamo riusciti a fare tutto quello che avevamo pianificato. Stiamo lavorando per trovare il set-up migliore e abbiamo avuto qualche difficoltà con il grip. A un certo punto sono anche finito nella ghiaia. La giornata non è stata completamente pulita, ma a livello di passo siamo più o meno dove mi aspettavo. Analizzeremo i dati e cercheremo di migliorare durante la notte”.

Una power unit tutta nuova da comprendere

Uno degli aspetti più interessanti del weekend australiano riguarda proprio la nuova power unit utilizzata dalla Red Bull. Per la prima volta il team affronta un fine settimana di gara con un’unità motrice sviluppata interamente all’interno della propria struttura. Si tratta di un passaggio importante nella storia recente della squadra, ma inevitabilmente anche di una sfida tecnica che richiede tempo per essere assimilata completamente.

La gestione dell’energia e l’integrazione tra motore e telaio sono diventati elementi centrali nella nuova generazione di monoposto, rendendo ogni chilometro percorso particolarmente prezioso. Il responsabile tecnico Paul Monaghan ha sottolineato proprio questo aspetto nel bilancio della giornata, evidenziando come la priorità, almeno in questa fase, sia quella dir accumulare esperienza con il nuovo pacchetto tecnico.

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Paul Monaghan, responsabile tecnico di pista della Red Bull

Parole che di fatto si allineano a quelle rilasciate dallo stesso Verstappen al termine della sei giorni di test in Bahrain, meno di dieci giorni fa. “Oggi abbiamo portato in pista due vetture con la nostra power unit per la prima volta in un weekend di gara”, ha spiegato Monaghan. “Considerando che tutto è nuovo, stiamo imparando molto a ogni uscita. È facile commettere errori e difficile essere perfetti, ma questo fa parte del processo”.

Il lavoro di Hadjar e la gestione dell’energia

Se la giornata di Max è stata limitata da qualche difficoltà, quella di Isack Hadjar ha permesso al team di raccogliere una quantità maggiore di dati. Il franco-algerino – che debutta ufficialmente nel team proprio in questa occasione – ha completato un programma di lavoro più ampio, totalizzando 28 giri nella seconda sessione e chiudendo con il nono tempo. 

Il suo passo gara ha fornito indicazioni utili sul comportamento della RB22, anche se il ritmo medio è rimasto leggermente più alto rispetto a quello dei principali rivali, Mercedes e Ferrari in primis. Hadjar ha spiegato come uno dei punti più delicati riguardi proprio la gestione dell’energia della power unit: 

“Nella prima sessione tutto è andato piuttosto bene e l’affidabilità della power unit è stata solida. Nel pomeriggio abbiamo avuto qualche difficoltà con il deployment dell’energia, che rendeva più complicato mettere insieme giri costanti. Il primo giorno non è mai perfetto. Analizzeremo tutto e cercheremo di sistemare le cose per domani”.

Una Red Bull ancora tutta da interpretare

Guardando alla classifica della giornata, la Red Bull appare leggermente più distante rispetto ai riferimenti emersi dalle prove del venerdì. La McLaren di Oscar Piastri ha stabilito il miglior tempo della sessione, mentre Ferrari e Mercedes hanno mostrato una buona competitività sia sul giro secco sia nelle simulazioni di passo gara. 

Per la squadra di Milton Keynes, invece, il quadro resta ancora incompleto. Il chilometraggio limitato e le interruzioni del programma di lavoro rendono difficile valutare con precisione il reale potenziale della RB22. Ed è proprio questo il punto che rende il venerdì di Melbourne particolarmente interessante. Se c’è una squadra che negli ultimi anni ha dimostrato di saper crescere rapidamente nel corso del weekend, quella è proprio la Red Bull. 

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Max Verstappen in pista con la Red Bull RB22 a Melbourne

Per questa ragione le prove del venerdì non offrono ancora un quadro definitivo. Le qualifiche e soprattutto la gara diranno se la RB22 è davvero un passo indietro rispetto alla concorrenza o se il potenziale della nuova vettura deve ancora emergere pienamente.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Red Bull Racing