F1 2026 FIA

F1, la FIA stravolge le norme per Miami: cura peggiore del problema?

La FIA interviene sui regolamenti della F1 2026 in vista della Florida. L’obiettivo è quello di arginare le criticità legate a sicurezza e gestione dell’energia. Sebbene le nuove direttive tecniche puntino a limitare lift and coast e differenze di velocità, le squadre temono che le modifiche possano generare nuovi scompensi tecnici che complichino ulteriormente lo scenario. Vediamo perché.

F1 2026, FIA: una cura peggiore della malattia?

Nonostante gli sforzi della FIA per correggere il tiro già dal prossimo appuntamento in Florida, all’interno del paddock serpeggia un certo scetticismo sull’efficacia a lungo termine di queste contromisure. Il nucleo del problema resta la natura stessa delle nuove power unit. Analizzando le modifiche appena deliberate, gli ingegneri di pista hanno espresso forti dubbi.

La riduzione del limite complessivo di ricarica in qualifica rischia di non favorire affatto uno stile di guida più naturale. La logica è spietata. Riducendo la quantità di energia che il sistema può recuperare, si abbassa inevitabilmente anche la quota di potenza elettrica che il pilota può scaricare a terra in fase di trazione. L’obiettivo della Federazione Internazionale è chiaro.

Si vuole permettere ai piloti di accumulare l’energia necessaria sfruttando le normali fasi di frenata e l’uscita dalle curve lente. Questo dovrebbe scongiurare manovre estreme e artificiali. I tecnici ammettono che, raggiungendo i target energetici in condizioni di guida convenzionali, i piloti non saranno più costretti a ricorrere a un lift and coast esasperato.

F1 2026 FIA Ferrari
La griglia di partenza del GP di Australia 2026

Allo stesso tempo, si eviterà l’abuso del cosiddetto super clipping o la necessità di parzializzare l’acceleratore in uscita di curva solo per spostare l’erogazione elettrica da un punto all’altro del tracciato. Tuttavia, emerge in chiaro rovescio della medaglia che preoccupa enormemente le scuderie. Gli addetti ai lavori ritengono che questo approccio non sia affatto la scelta corretta.

Una mossa che potrebbe introdurre un nuovo ostacolo nel tentativo di risolverne un altro. La griglia si trova già a fare i conti con una formula 1 cronicamente affamata di energia elettrica. L’ulteriore riduzione dei limiti di ricarica rischia di amplificare le fasi in cui la potenza viene tagliata. Risultato finale? Auto che trascorrono ancora meno tempo alla massima velocità, mortificando le prestazioni assolute.

F1, le contromisure della FIA per Miami: qualifiche e partenze al setaccio

Le perplessità dei tecnici nascono dal pacchetto di aggiornamenti normativi ratificato per il fine settimana di Miami. Per arginare le anomalie in qualifica, il tetto massimo di ricarica scende a 7 megajoule per giro. Questo valore potrà essere ulteriormente ridotto su piste specifiche. L’intento è mitigare lo spettacolo sgradevole di auto che procedono a passo d’uomo prima delle staccate.

Parallelamente, il recupero massimo di energia sale dai precedenti 250 kilowatt a quota 350 kilowatt. Questa mossa farà sì che le auto della F1 2026 rallentino in modo più brusco quando ricaricano l’ibrido tramite il motore termico. La speranza è che questa forte decelerazione si fonda in modo più armonico con la frenata tradizionale e non crei problemi.

Le novità si estendono anche alla gara. La FIA vuole azzerare le differenze estreme di velocità tra vetture in scia. L’uso del pulsante boost da 350 kilowatt sarà severamente vincolato. I piloti potranno attivarlo solo quando il sistema ibrido starà già erogando almeno 150 kilowatt. Ecco perché si eviteranno picchi di accelerazione improvvisi. Inoltre, l’erogazione diventerà variabile in base al punto della pista.

F1 2026 FIA
La partenza del Gran Premio del Giappone 2026

Nei rettilinei, sfruttando l’aerodinamica attiva, le auto toccheranno il picco massimo di potenza elettrica. Nelle sezioni guidate, invece, il limite scenderà a 250 kilowatt. Questo garantirà una lotta ad armi pari nelle zone in cui il carico aerodinamico risulta vitale per il bilanciamento. A Miami debutterà anche un inedito sistema di sicurezza per le partenze.

Durante le libere, la FIA testerà un software in grado di rilevare gli scatti lenti allo spegnimento dei semafori. Se un pilota di F1 piantarsi in griglia, il motore elettrico interverrà in automatico per garantire un’accelerazione minima. I piloti che seguono saranno tempestivamente avvisati da speciali segnali luminosi posteriori. Uno stratagemma per scongiurare tamponamenti a catena allo start.

Sicurezza e spettacolo: le origini dell’intervento federale

Questa profonda revisione regolamentare in corsa nasce dalle aspre polemiche esplose dopo i primi tre Gran Premi della stagione. La Formula 1, la FIA e i team si sono seduti a un tavolo durante la pausa di aprile per analizzare i difetti di una formula tecnica complessa e destinata a durare fino al 2030. L’urgenza iniziale era prettamente televisiva ed estetica.

I vertici volevano eliminare le andature passive in qualifica, giudicate un’aberrazione e mal digerite da una parte consistente della tifoseria. Tuttavia, un evento specifico ha drasticamente cambiato le priorità del tavolo di lavoro. L’incidente di Oliver Bearman a Suzuka ha fatto scattare l’allarme rosso in tema di sicurezza con il violento testacoda contro le barriere del pilota della Haas.

F1 2026 FIA Hamilton
Il direttore e responsabile delle monoposto FIA Nikolas Tombazis

Le enormi differenze di velocità di avvicinamento tra monoposto di F1 con batterie cariche e scariche sono state giudicate incompatibili con gli standard della categoria. A chiudere il cerchio, sono state introdotte anche nuove tutele per i Gran Premi bagnati. Le temperature delle termocoperte per le gomme intermedie subiranno un importante incremento.

Inoltre, la potenza elettrica massima sotto la pioggia verrà tagliata e bloccata intorno ai 200-250 kilowatt. Le modalità di sorpasso estreme sul volante saranno disabilitate per impedire che l’enorme coppia elettrica inneschi repentine perdite di aderenza. Resta da capire se questa massiccia operazione normativa basterà a salvare l’ambizioso progetto della divisione 50:50 tra potenza termica ed elettrica.

Autore : Zander Arcari – @berrageiz 

Immagini: F1 -FIA