F1 GP Baku Ferrari Leclerc

F1, GP Baku Fp2: Ferrari è bilanciata ma manca prestazione. Finestra insufficiente

GP Baku, round numero 15 della F1 2026: le seconde prove libere confermano i limiti della Ferrari SF-26 legati al gap della power unit e a un deployment non ancora ottimale. Nonostante un handling bilanciato grazie all’aderenza delle mescole Soft, la ristretta finestra di setupcostringe il team a complessi compromessi tecnici. Manca una netta superiorità aerodinamica per compensare la carenza di trazione nei mini-allunghi, complicando la ricerca della prestazione.

GP Baku: Ferrari ha sempre dei limiti sulla power unit

Ambedue le Rosse, rispetto alla prima sessione di prove libere, non perdono tempo e scendono subito in pista. Lo fanno entrambe con le mescole Pirelli a banda gialla, per testare i ritocchi alla messa a punto della vettura. Anche in questo caso, il quantitativo di benzina è sufficiente per mettere assieme diversi test, dove peraltro le rotazioni del motore sono più alte.

In linea generale, le Rosse sembrano mostrare il medesimo atteggiamento del mattino a livello di handling. Quello che invece sembra differente sono le fasi di carica e scarica della batteria, con un deployment che però non sembra più efficace. Resta da capire se si tratta di precise mappature che il team sta studiando, o se è solo un livello di potenza maggiore.

F1 GP Baku Ferrari Leclerc
Charles Leclerc (Ferrari) in attesa di scendere in pista nelle Fp2

Il sovrasterzo resta, ma pure qui pare che non arrechi lo stesso fastidio visto nella prima sessione. Non è facile interpretare, per ora. Resta il fatto che, a livello di power unit, la Ferrari paga un evidente gap che non può colmare con le sole regolazioni. È questo il limite più evidente che emerge in questa prima parte della sessione. Dopo 20 minuti arriva la bandiera rossa: tutti in garage.

Ferrari: migliora il bilanciamento della SF-26 ma non basta

Nella seconda sgambata, le due Ferrari montano finalmente le gomme Soft, mescola che, a differenza di altre scuderie, è stata totalmente snobbata nelle prime libere. Durante l’outlap, c’è la chiara necessità di lavorare sull’asse anteriore: serve scaldare il più possibile le coperture, che tendono a raffreddarsi sensibilmente nei lunghi tratti ad alta velocità di percorrenza.

Con un livello maggiore di aderenza, il bilanciamento delle vetture italiane sembra decisamente migliorato. Il grip aiuta sempre, e sembra che la mescola cerchiata di rosso vada abbastanza a genio alla SF-26. Vanno però considerati un paio di fattori. Anzitutto l’eccesso di rotazione: anche se pare più sotto controllo, continua comunque a limitare la trazione in alcune curve.

F1 GP Baku Ferrari
Il monegasco Charles Leclerc guida la Ferrari SF-26 nella zona della città vecchia durante le Fp2.

Dove incide maggiormente è nel terzo settore, specie nelle curve 14 e 15. Resta pertanto da capire se sia un atteggiamento migliorabile, o faccia parte del livello di compromesso all’interno della scelta realizzata sulla messa a punto. L’altro elemento, in un certo modo legato al primo, riguarda la confidenza al volante dei ferraristi: ci sono diversi punti del tracciato dov’è fondamentale.

Sino ad ora, questo parametro non pare essere stato esplorato sino in fondo. Anche qui serve uno step per ottimizzare il rendimento. Il secondo run volge al termine, con i ferraristi richiamati in pitlane. Una visita rapida al garage, un’occhiata alla telemetria, e poi via verso l’ultimo stint. L’ultima raccolta dati per concludere questo giovedì di pista a Baku.

Ferrari: tutti i difetti della SF-26 che emergono a Baku

Ancora gomme Soft, ma non nuove: il medesimo set di prima, dove i ferraristi mettono assieme 4/5 giri in simulazione passo gara. Prove sulle quali non vale la pena spendersi, tenendo presente che le cose cambieranno. In definitiva si può fare un quadro della situazione. La SF-26 appare bilanciata, ma l’analisi del cronometro evidenzia come la finestra di setup sia ristretta rispetto ai diretti avversari.

Una dinamica tecnica che, di fatto, rappresenta il vero limite intrinseco della Rossa in questa seconda metà di stagione. Nel tentativo di costruire il tempo sul giro massimizzando le velocità di percorrenza, la monoposto non riesce a compensare il distacco accumulato nei tratti di accelerazione più brevi. A livello di gestione dell’ibrido, le scelte di deployment seguono una logica conservativa.

F1 GP Baku Ferrari Leclerc
vista aerea di Leclerc (Ferrari) nelle Fp2 del Gran Premio di Baku

Il team punta a tutelare le velocità di punta sui lunghi rettilinei per difendersi dagli avversari, ma questa specifica mappa di erogazione lascia la vettura scoperta nei mini-allunghi, dove subisce la trazione della concorrenza. In assenza di un settore o di una tipologia di curva in cui esprimere una solida superiorità, la ricerca della prestazione si trasforma in un compromesso estremamente complicato.

Autore: Zander Arcari – @berrageiz  

Immagini: Scuderia Ferrari – F1TV