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F1, intesa FIA e FOM: ritorno ai motori V8 e investimenti steward

La F1 e la FIA consolidano un’alleanza strategica vitale attraverso il nuovo Patto della Concordia, garantendo investimenti cruciali per un arbitraggio impeccabile. Domenicali e Sulayem superano i conflitti definendo ruoli chiari per tutelare il business commerciale. Questa sinergia istituzionale spiana la strada alla rivoluzione tecnica del 2031, puntando su monoposto leggere, carburanti ecologici e il ritorno ai motori V8.

Il Patto della Concordia e l’esigenza di un arbitraggio impeccabile

Il consolidamento e l’espansione di un business multimiliardario richiedono fondamenta inossidabili. È questo il principio cardine che ha guidato la stesura della sezione sullaΒ governanceΒ del nuovo Patto della Concordia, siglata lo scorso dicembre e valida oltre il 2025. L’obiettivo ultimo e condiviso Γ¨ garantire una crescita sostenibile per l’intero ecosistema della massima formula, dai promotori alle emittenti.

Per farlo, come sottolineato esplicitamente da Domenicali, serve una FIA molto autorevole e ampiamente supportata a livello finanziario. Il recente accordo inietta infatti nuovi e sostanziosi capitali nelle casse della Federazione Internazionale. Risorse che Sulayem impiegherΓ  per modernizzare le infrastrutture operative e tecnologiche. Il fulcro nevralgico di questo investimento Γ¨ il fattore umano.

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Il presidente della Formula 1 Stefano Domenicali

Si va dal rispetto per i volontari a bordo pista, sino ai vertici della direzione di gara: ogni singolo GP equivale a una finale della Coppa del Mondo e, in quanto tale, necessita dei migliori arbitri sulla piazza. Garantire decisioni ineccepibili Γ¨ l’unica via per infondere totale sicurezza nei piloti e preservare la credibilitΓ  dell’intero sport. Un aspetto per cui la FOM Γ¨ disposta a garantire qualsiasi forma di supporto economico.

Distensione istituzionale: il superamento degli attriti tra FOM e FIA

Questa visione e di mutuo soccorso rappresenta il culmine di un necessario processo di maturazione nei rapporti tra le due massime entitΓ  del motorsport. La coesione odierna si contrappone in modo netto alle forti turbolenze che avevano caratterizzato l’insediamento di Ben Sulayem nel 2021. Inizialmente, lo stile di leadership fortemente verticistico dell’emiratino aveva generato malumori diffusi nel paddock.

Per questo si scatenarono aspre polemiche su questioni di forma come l’uso di gioielli o il linguaggio dei piloti, fino a provocare un vero e proprio esodo di figure dirigenziali dalla FIA. L’apice della tensione istituzionale si era registrato nel 2023, quando le esternazioni pubbliche del presidente in merito all’effettivo valore di mercato della F1 avevano invaso pericolosamente il campo di competenza esclusivo della FOM.

Sulayem F1 2026 FIA FOM
Ben Sulayem, il presidente della Federazione Internazionale

Oggi, quegli sconfinamenti tattici sembrano archiviati. Il management ha compreso l’importanza di tracciare confini netti: chi detiene i diritti commerciali non si intrometterΓ  mai nelle stesure regolamentari, cosΓ¬ come la FIA non invaderΓ  piΓΉ la sfera economica. Negli ultimi 24 mesi c’Γ¨ un clima di profonda distensione, basato sulla consapevolezza che le due organizzazioni operano come entitΓ  strettamente complementari.

FIA, obiettivo 2031: auto leggere e potenziale ritorno dei V8

Questa ritrovata e solida alleanza ai vertici permette oggi di guardare al futuro ingegneristico della categoria con una prospettiva comune e coraggiosa. Mentre i tecnici affrontano le incognite legate alla controversa e balbettante transizione regolamentare della F1 2026, i cui difetti emersi nei primi tre appuntamenti imporranno imminenti correttivi a partire dalla tappa di Miami, si stanno giΓ  delineando i contorni del 2031.

L’intento condiviso da Stefano Domenicali e dalla presidenza FIA Γ¨ quello di operare una drastica cura dimagrante sulle vetture. Al centro di questo progetto c’Γ¨ l’utilizzo esclusivo di combustibili sostenibili abbinato a un propulsore endotermico dal forte impatto sonoro e prestazionale, limitando drasticamente il peso del comparto elettrico. Sulayem voleva anticipare i V8 ma non se ne fece nulla.

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Bn Sulayem e Stefano Domenicali, rispettivamente presidente della FIA e della FOM

Il tutto a causa di Mercedes e Audi. La direzione tracciata per compiacere i puristi delΒ racingΒ Γ¨ ormai segnata. Le tempistiche sono state posticipate per garantire stabilitΓ , ma la visione di una Formula 1 compatta, leggera e acusticamente brutale Γ¨ ora supportata all’unanimitΓ  sia da chi scrive le regole, sia da chi vende lo spettacolo al mondo. Si spera…

Autore : Zander Arcari – @berrageiz 

Immagini: FIA – F1 2026