F1 Ferrari Leclerc

F1, Leclerc si allontana dai social: “Condizionavano il mio giudizio”

Il rapporto con i social network non è più buono. Questo emerge dalle parole di Leclerc ospite al podcast di Gianluca Gazzoli. Presente nella puntata numero 53 della quinta stagione, Charles spazia su vari argomenti privati, tra cui il rapporto con la sua famiglia, gli amici, la F1 e la storica Scuderia Ferrari. Ma il fatto interessante, appunto, riguarda l’assenza dalle reti sociali.

Un interesse passato che ora non c’è più

Il pilota della Rossa racconta come per parecchi anni, specie all’inizio della sua carriera in Formula 1, la sua presenza online fosse piuttosto assidua. Un rapporto che comprendeva pure i videogiochi, dove ricordiamo i suoi streaming, passando tante ore a condividere le sue passioni. Poi qualcosa si è rotto. Tutto deriva dal lato psicologico, che ovviamente gioca un ruolo decisivo nel suo mestiere.

Leclerc racconta come la preparazione mentale sia, al giorno d’oggi, riferendosi al motorsport, uno degli aspetti più importanti. L’ex Alfa Romeo sostiene che la differenza di talento tra gli attuali 22 piloti sia minima. La differenza è fatta dalla capacità di salire sulla monoposto ed essere al 100% per l’intero fine settimana di gara. Sta proprio qui il dettaglio tutt’altro che marginale.

F1 Ferrari Leclerc
Il monegasco Charles Leclerc (Ferrari) ospite di Gazzoli al Basement

Certo, l’allenamento fisico è altrettanto presente, ma la necessità di gestire le emozioni a 360° risulta più decisiva di quanto si possa pensare. Solo in due occasioni Charles ha faticato a incanalare il suo stato d’animo: Monza 2024 e Monaco 2019. Due gare che, per ragioni differenti, hanno innalzato e non di poco le sue emozioni. Per fortuna, però, anche in quei casi è riuscito a mantenere alta la concentrazione.

I social dovrebbero permettere alle persone di restare legate e condividere momenti della propria vita. Tuttavia, il lato negativo di questa pratica spesso emerge, specie nello sport, dove la possibilità di giudicare e puntare il dito verso gli altri è alla mercé di chiunque. Non c’è equilibrio e, sebbene un professionista dovrebbe essere capace di gestire alcuni commenti, non sempre è facile.

Charles: la percezione distorta della pista 

Nell’era della Formula 1 dominata da reel e clip virali, un singolo fotogramma rischia di riscrivere la narrazione di un’intera domenica. È questa la consapevolezza che ha spinto Charles a una drastica disintossicazione digitale. Il pilota della Ferrari ha analizzato in maniera molto lucida come le piattaforme social finissero per alterare non solo il giudizio dei tifosi, ma persino la sua stessa autoanalisi.

“I social network stavano alterando la percezione delle mie prestazioni in pista”, ha ammesso il ferrarista, svelando le dinamiche di una vera e propria cassa di risonanza emotiva. “Bastava che un singolo episodio, positivo o negativo che fosse, venisse enfatizzato dalla rete per far passare in secondo piano tutto il resto del weekend”. La scelta del monegasco non è una chiusura totale.

F1 Ferrari Leclerc
Gianluca Gazzoli e Charles Leclerc al Basement

Parliamo di una tutela del proprio equilibrio psicologico e professionale. L’estrema polarizzazione dei commenti online, dove si passa da eroi a colpevoli nel giro di un refresh, è diventata incompatibile con la freddezza richiesta di un pilota. “Oggi ogni minima cosa viene vivisezionata e commentata in modo estremo. Per come sono fatto, è una situazione che a lungo andare mi penalizza”, prosegue Charles. 

Per questo ho scelto di cambiare approccio. Sui social non passo più il mio tempo libero“. Charles resta presente con i suoi profili ma si limita a pubblicare dopo i weekend di gara o per le sue cose private. Una pratica che ci tiene a precisare come continui a gestire in prima persona: “Scelgo le foto e i testi perché voglio che la comunicazione resti autentica e parta sempre da me”.

Leclerc: la ricerca dell’imparzialità 

Il cortocircuito tra la realtà del cronometro e la “verità” dei social media è il vero motivo dell’allontanamento. Leclerc porta esempi concreti di come l’algoritmo possa ingannare: “Mi è capitato di chiudere gare in cui sapevo di aver guidato non bene, ma magari un mio sorpasso all’esterno diventava virale e, all’improvviso, sembrava avessi fatto una corsa leggendaria”, racconta il nostro.

Poi aggiunge: “Accadeva anche l’esatto opposto: weekend in cui esprimevo un rendimento altissimo venivano oscurati da un singolo replay negativo, scatenando una valanga di critiche”. In uno sport dove i millesimi fanno la differenza, l’oggettività è l’unica bussola valida. Ed è per questa precisa ragione che il piltoa della Ferrari ha scelto di spegnere il rumore di fondo: 

F1 Ferrari Charles Leclerc
Charles Leclerc (Ferrari) ospite al Basement

“Per un pilota è fondamentale analizzare le proprie prestazioni con la massima imparzialità, ed è esattamente per questo che ho deciso di staccarmi da quel mondo”. Si tratta di costruirsi un giudizio quanto più possibile neutro e utile alla causa, in quanto un pilota di F1 non può farsi condizionare dall’ambiente esterno, considerando il confronto che poi deve avere con il team nei vari briefing dopo un Gran Premio.

Autore : Zander Arcari – @berrageiz 

Immagini: Scuderia Ferrari