McLaren non sta a guardare. La F1 si trova in una fase di profonda trasformazione, dove il successo non si costruisce solo in pista ma anche attraverso delicate manovre diplomatiche. L’introduzione del budget cap negli anni scorsi e dei nuovi regolamenti 2026 ha reso la competizione piΓΉ serrata che mai. Γ in questo scenario di incertezza che Zak Brown ha deciso di passare all’azione, inviando una comunicazione ufficiale dai toni perentori ai piani alti della Federazione Internazionale.
McLaren: la missiva di Zak Brown a Ben Sulayem
L’amministratore delegato della McLaren si Γ¨ rivolto direttamente a Mohammed Ben Sulayem per chiedere un intervento drastico volto a eliminare ogni forma di alleanza tra i team concorrenti. Nella sua missiva, il dirigente americano esorta la FIA ad avviare un processo di smantellamento per tutte quelle partnership consolidate che permettono forme di influenza incrociata. La richiesta mira a cancellare legami di proprietΓ o partecipazioni strategiche che potrebbero alterare gli equilibri della F1.
Le preoccupazioni del manager della McLaren affondano le radici in recenti indiscrezioni che vorrebbero Toto Wolff interessato all’acquisizione di una quota rilevante all’interno del team Alpine. Sebbene non vi siano ancora conferme ufficiali, Brown teme che questo tipo di manovre possano creare un precedente pericoloso, minando l’integritΓ competitiva che il Circus ha faticosamente costruito negli anni.ΓΉ

Il dirigente non punta il dito contro un singolo caso, ma critica un modello di business che rischia di trasformare il campionato in una sfida tra blocchi di potere. Il documento inviato a Ben Sulayem si articola in sei pagine dettagliate, dove viene inoltre sottolineata la necessitΓ di proteggere lo sport da accordi che possano influenzare l’esito dei Gran Premi.
Brown ha spiegato che lo sport non puΓ² permettersi compromessi sulla correttezza, specialmente dopo i grandi sforzi collettivi compiuti per livellare le prestazioni tra le undici squadre attuali. Secondo il suo punto di vista, le alleanze odierne rappresentano una minaccia per la reputazione globale della Formula 1 agli occhi di sponsor e appassionati.
Il modello “sospetto” della Red Bull
Per avvalorare la sua tesi, Brown ha richiamato alla memoria episodi controversi avvenuti in pista che hanno penalizzato i suoi piloti nella lotta iridata. Ha citato il caso del giro veloce di Ricciardo a Singapore nel 2024, un’azione coordinata che ha sottratto un punto fondamentale a Norris a favore del rivale Verstappen. Un altro esempio riportato riguarda l’appuntamento di Miami di qualche settimana fa, dove Liam Lawson avrebbe agevolato il passaggio di Max, evidenziando legami operativi sospetti.

La protesta di Woking non si ferma alla gestione dei GP, ma si estende alla condivisione di infrastrutture critiche come le gallerie del vento e i software di simulazione. Brown ha evidenziato come i trasferimenti interni di personale tecnico e dirigenziale tra scuderie affiliate avvengano con una rapiditΓ che aggira le normali procedure di mercato. Ha paragonato il passaggio fulmineo di Laurent Mekies alla Red Bull con la complessa trattativa per Rob Marshall, che ha richiesto lunghi mesi di attesa e indennizzi economici.
McLaren: Tutto in favore della lealtΓ reciproca
Nonostante le critiche severe, Brown riconosce che il lavoro svolto finora da Liberty Media ha portato la Formula 1 a un livello di competitivitΓ storica senza precedenti. Γ convinto che, risolvendo questo nodo strutturale legato alle proprietΓ incrociate, lo sport potrΓ finalmente godere di un futuro ancora piΓΉ solido e rigoglioso.
La visione della McLaren prevede un ecosistema dove ogni costruttore sia pienamente responsabile delle proprie scelte e non possa contare sul supporto di squadre satellite. Zak ha concluso il suo appello manifestando la certezza che la collaborazione tra team e istituzioni porterΓ al raggiungimento della piena paritΓ e integritΓ agonistica.

Brown si aspetta che la FIA prenda in considerazione la sua proposta, avviando una riforma che ponga fine alle zone d’ombra della co-proprietΓ entro la metΓ del 2026. L’obiettivo finale resta quello di consegnare al pubblico un mondiale dove ogni sorpasso e ogni punto conquistato siano il frutto del lavoro isolato di ogni singolo box.
Autore: Andrea Bovone
Foto: McLaren F1 Team – Red Bull Content Pool – FIA