F1 2026 FIA ADUO

F1 2026, le regole dell’ADUO: Ferrari saprà il suo scaglione a Monaco

La FIA ufficializza l’ADUO in F1: MGU-K, turbocompressore ed elettronica potranno essere pesantemente sviluppati per ricucire il gap prestazionale tra le power unit. Questo avverrà seguendo un rigido calendario di valutazioni in pista che sbloccherà pacchetti di aggiornamento mirati. Il tutto grazie alla deroghe, che offriranno ai motoristi arretrati deroghe al Cost Cap fino a 11 milioni di dollari.

L’intervento in pista: il perimetro degli sviluppi consentiti

Il raggio d’azione concesso dalla FIA per recuperare terreno è vastissimo. L’Appendice C4 (Tabella 1) autorizza i costruttori in ritardo a intervenire su un ampio ventaglio di componenti dell’intera Power Unit. Nonostante il parametro vitale per accedere agli aiuti sia legato esclusivamente al deficit del motore termico, i tecnici potranno sviluppare pesantemente anche l’ibrido.

F1 2026 FIA ADUO
Il responsabile tecnico della FIA: l’ingegnere greco ex Ferrari Nikolas Tombazis

Stesso discorso per l’MGU-K, l’ERS e i relativi impianti di raffreddamento. Gli upgrade permessi abbracciano inoltre determinati elementi dell’ICE, l’impianto di scarico, il gruppo del turbocompressore, la valvola wastegate/pop-off, l’elettronica di controllo e i sensori o componenti elettrici montati su motore endotermico e scarico, fino a toccare specifiche funzioni idrauliche, liquidi e zavorre.

ADUO: regole d’assegnazione, cumulabilità e scadenze

Per poter introdurre questi sviluppi fin dalla gara successiva alla notifica FIA, i team dovranno sottostare a precise finestre temporali. L’Appendice C5, recentemente rimodulata per via delle cancellazioni in Medio Oriente, prevede un primo blocco valutativo sulle prime cinque gare (Australia, Cina, Giappone, Miami e Canada), con i verdetti attesi non oltre due settimane da Montreal.

F1 2026 FIA ADUO
Time line ADUO F1 2026

Seguiranno un secondo periodo (Gare 6-11, da Monaco all’Ungheria) e un terzo (Gare 12-18, dall’Olanda a Città del Messico). I costruttori con un divario prestazionale tra il 2% e il meno del 4% sbloccano un aggiornamento per l’anno in corso e uno per il successivo. Un gap dal 4% in su garantisce due upgrade immediati e due per la stagione seguente.

Deficit ICE rilevato in pistaStagione in CorsoStagione Successiva (N+1)TOTALE
Tra il 2% e il 3,99%📦 1 Aggiornamento📦 1 Aggiornamento2
Oltre il 4%📦📦 2 Aggiornamenti📦📦 2 Aggiornamenti4

Gli update non sono cumulabili nello stesso anno e vengono assegnati alla prima idoneità: se non usati entro l’ultimo round previsto per la loro introduzione, andranno irrimediabilmente persi. Tuttavia, le concessioni valide per la stagione successiva (N+1) resteranno attive e potranno sommarsi a nuovi aiuti qualora il team rientrasse nuovamente nelle soglie ADUO l’anno seguente. Rigida la regola sull’esclusione: i costruttori non idonei nelle prime due finestre non potranno accedere all’ultima.

ADUO: come si misura il deficit: l’ICE Index e il sollievo al Cost Cap

Alla base di questo ecosistema normativo dal 2026 al 2030 c’è l’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities). Come precisa il Direttore delle Monoposto FIA, Nikolas Tombazis, non si tratta di un Balance of Performance mascherato da aiuti su zavorre o flusso di carburante, bensì di un meccanismo di alleggerimento del Cost Cap (Articolo E4.1.1.t) tramite aggiustamento al ribasso delle spese.

La valutazione poggia sull'”ICE Performance Index”, un calcolo basato su coppia all’albero di ingresso, regimi di rotazione, potenza della MGU-K e ponderazione della sensibilità della potenza sul tempo sul giro. La FIA acquisirà i dati reali in pista, senza correzioni metodologiche compensative per aerodinamica esterna o temperature dei fluidi. Poiché l’ERS gioca un ruolo cruciale ma l’ADUO valuta solo l’ICE, se quest’ultimo accusa un ritardo dal leader pari o superiore al 2%, scattano le deroghe.

F1 2026 FIA ADUO
Soglie concessioni ADUO

Le franchigie di spesa extra concesse sono chirurgiche: fino a 3,0 milioni di USD (ritardo 2-4%), fino a 4,65 milioni (4-6%), fino a 6,35 milioni (6-8%) e fino a 8 milioni (8-10%). Oltre il 10% di deficit, si sbloccano 11 milioni, con l’aggiunta esclusiva (solo per il 2026) di poter anticipare ulteriori 8 milioni dal budget cap dei periodi futuri.

Ferrari, 3 settimane di attesa

Le tempistiche fornite dalla Federazione Internazionale parlano di circa 2 settimane dopo il Gran Premio di Monaco per la delibera ufficiale. Questo significa, tenendo presente il calendario della Formula 1, che il team di Maranello saprà con esattezza in che misura potrà intervenire sulla Power Unit non prima del fine settimana del Gran Premio di Monte Carlo.

F1 Ferrari SF-26 ADUO
Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26 al GP di Miami

Sebbene sia scontato che la Rossa potrà accedere alla deroga per modificare il propulsore, resta da capire se il deficit di cavalli che la SF-26 paga sul motore Mercedes, di certo non dovuto alla teoria super fantasiosa che riguarda “l’alimentazione caldissima“, inserirà l’auto italiana nello scaglione tra il 4% e il 6%, avendo, di riflesso, più soldi e libertà per modificare il motore.

Autore: Redazione Formula Tecnica – @Formula_Tecnica

Dati: Formula 1