La Red Bull ha definito i tempi per l’inaugurazione della sua nuova galleria del vento in F1. L’avveniristica struttura di Milton Keynes entrerà pienamente in funzione solo all’inizio della prossima stagione. Fino ad allora, i tecnici dovranno affidarsi a un impianto ormai datato situato nei pressi di Bedford. L’investimento mira a eliminare le croniche difficoltà di correlazione dati che hanno afflitto il team negli ultimi tempi.
Red Bull: una prima parte di 2026 complicata
Le prime tappe del mondiale 2026 hanno mostrato poche luci e tante ombre per la scuderia guidata da Laurent Mekies. Nonostante una power unit a quanto pare molto competitiva, il telaio della RB22 ha inizialmente deluso le aspettative. I primi aggiornamenti testati a Suzuka non hanno convinto Verstappen, rimasto scettico sui reali benefici.

La squadra ha dovuto quindi rivedere i propri piani per correggere i difetti aerodinamici emersi in pista. Pierre Wache ha ammesso che il team è ancora frenato dall’utilizzo di strumenti tecnologici obsoleti. Il direttore tecnico ha spiegato che, pur facendo progressi, i problemi di base rimangono purtroppo invariati.
Nutre però la speranza che il nuovo impianto possa finalmente garantire un deciso salto di qualità. Attualmente, la priorità non può che essere quella di massimizzare il potenziale delle risorse tecniche già a disposizione. Segnali incoraggianti sono comunque arrivati dal consistente pacchetto di aggiornamenti introdotto a Miami.

Le novità includevano una versione specifica dell’ala, decisamente diversa per attivazione alla Macarena Ferrari, e una profonda revisione delle fiancate. Waché ha confermato che il comportamento della vettura in Florida ha rispecchiato fedelmente le simulazioni, e che questi componenti erano in fase di sviluppo sin dai test pre-stagionali svoltisi a febbraio in Bahrain.
Tutte le tappe per l’aggiornamento della RB22
La competizione sulle infrastrutture è diventata cruciale per il successo dei top team in Formula 1. McLaren ha tratto grandi benefici dal proprio impianto, operativo ormai dall’estate del 2023. Anche Aston Martin vanta una struttura d’eccellenza, definita da Adrian Newey come il riferimento assoluto, anche se i risultati in pista della AMR26 sono sotto gli occhi di tutti.
D’altra parte è complice una power unit Honda non all’altezza della situazione. Red Bull, quindi, dovrà pazientare ancora per colmare il divario tecnologico con i suoi principali rivali. Il cronoprogramma dei prossimi mesi prevede un piccolo passo avanti in occasione della gara in Canada.

Un aggiornamento più significativo verrà invece introdotto con l’inizio della lunga stagione europea. Il team punta inoltre a raggiungere il limite minimo di peso entro il Gran Premio d’Austria. Risolvere le criticità legate alla massa è considerato vitale per rendere la monoposto molto più agile. La transizione verso la nuova sede sarà un processo delicato che coprirà tutto il prossimo anno.
La galleria del vento sosterrà lo sviluppo finale della RB22 e le prime fasi della vettura 2027. Waché confida che questo passaggio tecnologico porrà fine alle incertezze sui dati raccolti in fabbrica. Il futuro della Red Bull dipenderà dalla capacità di integrare rapidamente queste nuove e potenti risorse.
Autore: Andrea Bovone
Foto: Red Bull Content Pool