Con Nikolas Tombazis, la FIA aveva spento le polemiche sul rapporto di compressione della power unit Mercedes, escludendo irregolarità e definendo il caso un’isteria mediatica. Tuttavia, l’imminente introduzione di un nuovo test a caldo e il provvedimento per il 2027, conferma la chiusura di una zona grigia abilmente sfruttata da Brackley. Un dettaglio tecnico che, in un campionato sul filo dei decimi, potrebbe garantito al team un vantaggio cruciale a fine anno.
La FIA pompiere sua caso rapporto di compressione
Il caso relativo al rapporto di compressione della power unit Mercedes ha infiammato le discussioni nel paddock per mesi. Tuttavia, la Federazione Internazionale decise di gettare acqua sul fuoco. A inizio giugno entrerà in vigore un nuovo test a caldo per la misurazione di questo parametro. Una mossa che non aveva finalità punitive, ma puramente regolatrici.
Il direttore delle monoposto della FIA, al secolo l’ex ferrarista Nikolas Tombazis, a suo tempo scelse di chiarire la posizione dell’organo legislativo riguardo a questo tema spinoso. Una controversia fortemente ridimensionata dall’ingegnere greco, il quale ha ammesso come l’organo giudicante sia rimasto sorpreso dall’emergere del tema, pur mantenendo un dialogo costante con i motoristi.

Tombazis ha categoricamente respinto le accuse di irregolarità rivolte a Brackley, escludendo qualsiasi ipotesi di dolo e chiarendo che nessuno stava barando, a dispetto delle forti pressioni esercitate dalle scuderie rivali. Nikolas ha poi spiegato la natura prettamente tecnica della vicenda. Le indagini della FIA non miravano a bandire un sistema illegale.
FIA: la colpa spesso è della stampa, pure se ci sono oggettività confermate
Al contrario si trattava di normare scelte progettuali concepite per ottimizzare il rapporto di compressione sfruttando in modo favorevole le variazioni di temperatura. La prassi della misurazione era a temperatura ambiente. Di conseguenza, le direttive emanate tra lo scorso autunno e la primavera avevano il solo scopo di ribadire questo standard e prevenire una dispendiosa guerra di sviluppo.
L’intervento della FIA è servito a bloccare sul nascere la tentazione di investire enormi capitali su materiali esotici, una deriva considerata estranea allo spirito sportivo della F1. Pur rifiutando con l’idea di un imbroglio, Tombazis ha riconosciuto che queste esplorazioni ingegneristiche si spingevano oltre le normali intenzioni del regolamento. Per questo su è intervenuto per chiudere la falla.

Infine, aveva liquidato l’intera questione definendola una vera e propria isteria collettiva, alimentata da una copertura mediatica e da un fervore che, analizzati dall’interno, si sono rivelati sproporzionati rispetto alla reale entità tecnica dei fatti. Tra pochi giorni entrerà in voga la nuova misurazione, vedremo se le cose cambieranno.
Il dettaglio che può pesare come un macigno
Se Nikolas Tombazis sostiene che il vantaggio sia minimo, va senz’altro creduto. Non mettiamo assolutamente in dubbio le sue parole, essendo il tecnico greco una figura integra e di indubbia credibilità. Ma qui non si discute l’entità percentuale del vantaggio, bensì la presenza di una soluzione che genera comunque dei benefici e che non avrebbe dovuto trovare spazio nella Formula 1 del 2026.
Parliamo di uno scenario in cui anche un solo decimo fa tanta differenza. Senza contare che il motore endotermico gioca un ruolo cruciale nel ricaricare le batterie, garantendo di fatto un doppio profitto prestazionale. Difficilmente verranno mai alla luce con esattezza i dati relativi al motore Mercedes, ma c’è un elemento destinato a rimanere impresso nell’immaginario collettivo, in primis tra gli avversari.

Molto probabilmente, in questi primi 5 Gran Premi e per il resto del campionato (seppur in misura minore), la Mercedes ha goduto di un margine che alla bandiera a scacchi di Abu Dhabi potrebbe fare la reale differenza nell’economia del Mondiale. D’altronde, se così non fosse, non sarebbero mai arrivati i provvedimenti correttivi da parte della Federazione Internazionale.
Autore: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: FIA – Mercedes