F1 GP Monaco Ferrari

F1, GP Monaco: Ferrari seconda con Hamilton. Leclerc a muro…

Ferrari non ha molte chance di vittoria. D’altra parte, partire dietro a Monte Carlo non è l’ideale. Ieri c’era la possibilità di fare la pole: ne abbiamo parlato nelle nostre consuete analisi, tenendo presente che la Ferrari di Leclerc aveva i numeri per mettersi in prima fila e prendersi pure la partenza dal palo. L’unica speranza è la partenza, sebbene la distanza dalla prima curva sia davvero breve. Al traguardo, Leclerc si ritira mentre Lewis sale sul podio per la seconda volta consecutiva in seconda piazza.

Ferrari sfrutta la defezione di Max

La scelta sulle coperture è praticamente obbligata: tutta la griglia sceglie le Pirelli a banda gialla. Parliamo delle Medium, che consentiranno una sola sosta per poi smarcare presumibilmente le Hard. In radio arrivano le solite raccomandazioni durante l’installation lap, utili per attivare al meglio gli pneumatici e settare nella maniera corretta i parametri dei freni per la prima tornata.

Il primo colpo di scena arriva al via: Max ha uno stacco frizione pessimo e le due Rosse passano. L’olandese è addirittura costretto al ritiro per problemi legati alla power unit. Antonelli scappa subito via, mentre le due Ferrari cercano di prendere ritmo. Nelle prime tornate si parla parecchio delle mappature motore, una strategia per risparmiare subito benzina.

F1 GP Monaco Ferrari
Le due Ferrari alla Santa Devota nello scatto iniziale del Gran Premio di Monaco

Al giro sette arriva un team radio preoccupante: Charles parla di problemi di rigenerazione elettrica al posteriore, definendo strane le sue sensazioni. Il muretto ne prende atto e indaga, per poi restituire un feedback positivo non trovando nulla di anomalo sulla vettura numero 16. Lewis, nel mentre, chiede dove Kimi sia più veloce: le curve 3 e 4 stanno facendo la differenza, a quanto pare.

Le Rosse sembrano ben messe in pista, ma la Mercedes dell’italiano sta volando. Almeno per ora, con queste coperture, la W17 è imprendibile: sono quasi sei i secondi di gap accumulati in 8 giri rispetto ad Antonelli. Ferrari prova a reagire anche grazie a vari suggerimenti per migliorare l’handling, specie nel T3. Si parla di differenziale a centro curva, brake balance e brake shaping.

Ferrari gestisce il primo stint

La storia di Monaco non può cambiare: le gare tra le stradine del Principato sono sempre piuttosto noiose, tenendo presente che i sorpassi praticamente non esistono e le strategie sono davvero ridotte all’osso. Un fatto interessante riguarda le gomme: Hamilton racconta che i compound stanno soffrendo un alto degrado, molto maggiore rispetto a quello che era emerso durante i consueti briefing della domenica mattina.

Dato curioso, ma non troppo importante per ora. Kimi nel mentre Inge come un forsennato, tanto che ambedue le Rosse perdono costantemente terreno. Il muretto è molto attivo: viene suggerito ai ferraristi di entrare più lentamente alla 12, per poi avere una traiettoria più redditizia e poter andare prima sul pedale dell’acceleratore nella fase di uscita, di riflesso potenziando la trazione della vettura italiana.

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Lewis Hamilton guida la Ferrari SF-26 nel GP di Monaco

Giunti al passaggio 27 arriva il primo tyre phase update della gara: si è parlato delle varie informazioni utili al team per studiare al meglio i compound. Il team italiano conferma che l’utilizzo degli pneumatici è molto buono dopo una prima fase con più sofferenza. Con ogni probabilità, ci sono voluti diversi passaggi per centrare la temperatura target e ottimizzare il laptime.

Al giro 29 arriva la sosta per Lewis: erano due giri che l’inglese si lamentava un po’ delle gomme, tra degrado e carenza di rotazione. Si passa alle gomme Hard come previsto, con una precisa fase di introduzione delle coperture: “normale” per tre giri, per poi mettersi sul target lap time di 16.5s. Per Charles si parla invece di “Plan B”.

Hamilton prende una penalità e deve gestire la benzina

Lewis aveva pure chiesto se un cambio gomme così anticipato fosse la mossa corretta per restare secondo: risposta positiva da parte del muretto, che anche in questa occasione può rassicurare il ferrarista. Tuttavia, poco dopo viene ricordato che il momento è critico, spingendo Hamilton a dare di più raggiungendo i tempi chiesti sin dall’inizio. Un po’ di brivido non manca mai, insomma.

Poi arriva l’investigazione della FIA per aver superato il limite di velocità in pitlane. Bastano due minuti e arriva la penalità: 5 secondi. Al giro 26 pure Leclerc passa alle Hard, sommando un ritocco all’ala anteriore: -4 click per bilanciare l’auto. Anche il brake balance cambia. Introduzione medio-lenta come per il compagno, per non accorciare la vita utile delle gomme.

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Il monegasco Charles Leclerc a bordo della Ferrari SF-26 durante il GP di Monaco

Pochi chilometri più tardi c’è la necessità di gestire il carburante. Viene infatti chiesto un lift-off massiccio, superiore ai 150 metri. Dapprima pareva fosse un problema legato alle temperature di esercizio dei freni o della power unit, ma poi, considerando le mappature utilizzate, è chiaro come il provvedimento sia relativo alla benzina. Non una buona notizia per il ferrarista, che ricordiamo ha 5 secondi di penalità sul groppone.

Stesso discorso vale per Charles, pure lui costretto ad alzare il piede molte volte. C’è poi un fatto curioso da spoilerare. Pare che la penalità di Hamilton non sia ancora stata comunicata ai ferraristi. Tuttavia, poco dopo, il monegasco inizia a spingere parecchio e dimezza il distacco sul compagno di squadra. Va detto che le comunicazioni possono arrivare pure tramite il volante.

Leclerc contro le barriere: problema ai freni

Nei giri successivi arrivano dei team radio che fanno capire come ambedue i ferraristi siano consci della penalità di Lewis. Inglese che peraltro da qualche giro chiede più potenza. Tutto procede nella noia sino a quando, giro 59, arriva la Safety Car per il botto di Stroll. Le due Ferrari vengono richiamate ai box e ovviamente Leclerc non è affatto d’accordo.

La vettura numero 16 poteva andare davanti, anche considerando che Lewis ha scontato i 5 secondi prima della sosta. Charles è di fatto arrabbiato e non perde l’occasione per ricordarlo. Il regime di possiamo bandiera gialla dura più del previsto, restituendo l’azione quando mancano 12 giri alla termine della gara. Purtroppo nemmeno il tempo di partire e Leclerc si pianta in curva 19.

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L’inglese Lewis Hamilton con la Ferrari SF-26 nel GP di Monaco

L’anteriore della Rossa si blocca e Charles va su tutte le furie. Inutile raccontare la sua reazione che prende proprio di mira l’impianto frenante della vettura italiana. La corsa riparte dopo più di mezz’ora con una standing start. Al via Lewis parte bene ma vale lo stesso per Kimi che mantiene la posizione. Non succede nulla sino alla bandiera a scacchi e Lewis è secondo.

Per chiudere il fine settimana c’è un fattore che deve fare riflettere e non poco la Rossa. Ci riferiamo al distacco rimediato dalle due Rosse sulla Mercedes W17 prima della Safety Car. Un gap importante che racconta una superiorità del team tedesco pure in un circuito dove il deficit di motore della monoposto italiano era azzerato.

Autore : Zander Arcari – @berrageiz 

Immagini: Scuderia Ferrari