L’unicitΓ del tracciato di Monaco impone alla Formula 1 la ricerca di soluzioni estreme per massimizzare il carico verticale, ignorando totalmente la resistenza all’avanzamento. Le recenti deroghe tecniche hanno infatti permesso a Mercedes W17 e Red Bull RB22 di ingegnerizzare appendici inedite e aggressive sull’ala posteriore. Analizziamo nel dettaglio la raffinata micro-aerodinamica di queste vetture e il ritorno concettuale dei moderni Monkey Seat tra le stradine del Principato.
F1, Gp Monaco: il box regolamentare della FIA apre alla fantasia dei tecnici
Durante la giornata dedicata ai media del Gran Premio di Monaco, sono emerse all’interno della pit-lane alcune innovazioni tecniche estremamente peculiari. Queste soluzioni derivano direttamente dalle recenti deroghe al regolamento tecnico, studiate in via esclusiva per rispondere alle atipiche esigenze aerodinamiche del tracciato del Principato.

Abbiamo predoni esame le ali posteriori di Mercedes e Red Bull che hanno mostrato la comparsa di alcune appendici inedite. Approfittando dell’abolizione dei dispositivi aerodinamici mobili per questo specifico fine settimana, i due team hanno ingegnerizzato strutture la cui implementazione Γ¨ resa possibile unicamente dall’assenza del meccanismo di apertura dell’ala.
F1, GP Monaco, l’interpretazione Mercedes: micro-aerodinamica sulla W17Β
Come evidenziato nell’immagine di riferimento, che illustra l’approccio Mercedes, Γ¨ stata sviluppata una complessa struttura a cascata. Sfruttando le tolleranze dei volumi regolamentari all’interno dei quali devono essere iscritti i flap dell’ala posteriore, gli aerodinamici di Brackley hanno individuato lo spazio utile per alloggiare ben otto piccoli profili di larghezza ridotta.
L’obiettivo Γ¨ generare preziosi punti di spinta verticale aggiuntiva. A Monaco, dove l’efficienza aerodinamica passa in secondo piano, i tecnici ignorano deliberatamente la resistenza all’avanzamento (drag) per massimizzare unicamente il carico verticale verso il suolo. Un dettaglio tecnico di particolare rilievo (indicato dalla freccia rossa) Γ¨ il minuscolo tirante di irrigidimento.

Sistema collocato tra il pilone di sostegno principale e un’estensione del terzo gruppo di flap. Questa soluzione strutturale garantisce che i micro-profili mantengano la corretta incidenza al variare delle pressioni in gioco, prevenendo flessioni che andrebbero ad alterare la topologia del flusso d’aria all’aumentare del carico.
F1, Gp Monaco: la risposta Red Bull: semplicitΓ ed elevata incidenzaΒ
Anche la Red Bull ha introdotto un concetto analogo, optando perΓ² per un’architettura all’apparenza meno elaborata. I tecnici di Milton Keynes sono riusciti a posizionare solamente due profili di ridotte dimensioni, in contrasto con gli otto elementi visti sulla W17.

Tuttavia, come si evince dall’immagine sottostante, ciascuno di questi due profili Γ¨ provvisto di una minuscola paratia laterale (freccia gialla).Inoltre fa presenza unΒ nolderΒ sul bordo d’uscita (freccia blu), dove l’angolo di incidenza di questi due flap risulta decisamente piΓΉ aggressivo rispetto a quello adottato dalla Mercedes. L’interrogativo sorge spontaneo: qual Γ¨ il reale potenziale di queste appendici?
L’impatto prestazionale: il ritorno dei “Monkey Seat”
Sebbene i punti di carico aerodinamico assoluto generati siano contenuti, l’effetto sull’aderenza dell’asse posteriore potrebbe rivelarsi tangibile. Considerando che entrambe le vetture non eccellono per grip meccanico in questa fase della stagione, i progettisti sono corsi ai ripari sviluppando soluzioni stravaganti ma meccanicamente raffinate, nel tentativo di limare centesimi preziosi.

Infine, una doverosa precisazione terminologica: ci troviamo di fronte a una moderna reinterpretazione dei celebri “Monkey Seat”. La sostanziale differenza rispetto al passato risiede nel fatto che questi nuovi elementi non sono posizionati all’uscita del terminale di scarico per sfruttare il soffiaggio dei gas, bensΓ¬ lavorano interamente investiti da flussi aerodinamici “puliti”.
Autori: Zander Arcari β @berrageiz β NiccolΓ³ Arnerich β @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari