Kimi Antonelli chiude quinto la qualifica Sprint di F1. GP Olanda, Zandvoort, dove a causa di un danno al fondo della sua Mercedes W17 il bolognese getta alle ortiche la possibilità di fare la pole position. Una semplice escursione in ghiaia è costata 25 punti di carico aerodinamico e forti instabilità dinamiche, costringendo i meccanici a una riparazione d’emergenza con l’aero tape.
La dinamica che ha portata al danno sulla Mercedes W17 di Antonelli
Subito dopo la qualifica Sprint, davanti ai microfoni delle varie televisioni presenti per la prima qualifica del Gran Premio d’Olanda, Kimi Antonelli ha spiegato per filo e per segno le motivazioni dietro a un deludente quinto posto. Durante il primo turno di qualifica, Kimi stava ancora cercando il limite e, nell’ultima curva, ha cercato di portare un po’ di velocità in più.
Non appena ha inserito la monoposto arrivando all’apice, il posteriore della sua auto ha inevitabilmente perso la necessaria aderenza. Questa dinamica lo ha costretto ad arrivare piuttosto largo, dovendo per forza di cosa realizzare una breve escursione sulla ghiaia. Nulla di particolare, sia chiaro, cose che capito spesso, se non fosse che la sfortuna ha voluto che il fondo si danneggiasse.

Stando alle sue parole, però, e all’analisi della Mercedes tramite i sensori collocati sulla vettura, il pavimento della W17 “aveva dei buchi”. Ovviamente, compromettere il lavoro della massa fluida all’interno di un’aera così tanto nevralgica significa perdere immediatamente carico locale e, di conseguenza, un certo livello di prestazione che appunto viene a mancare. Sipario.
I numeri legati ai danni subiti al fondo sulla Mercedes W17
Sempre stando a quanto riportato dal leader della classifica mondiale piloti, questo tipo di danno ha comportato una perdita di 25 punti di carico aerodinamico. Oltre a questo deficit relativo alla mera spinta verticale, fattore già di per sé molto più che cruciale, si somma una chiara perdita di bilanciamento che non si può assolutamente sottovalutare. Oltre il danno la beffa, insomma.
Va inoltre sottolineato che, questo tipo di situazione, genera forti instabilità dinamica in determinate condizioni di marcia, a seconda di come viene impegnata la monoposto. È difficile valutare quanto possano pesare questi 25 punti di carico sulla prestazione del giovano pilota bolognese. Stesso discorso se vogliamo dare dei numeri relativi ai limiti cronometri che questo danno ha creato sulla W17 numero 12.

Anche considerando un circuito particolare come quello di Zandvoort, possiamo sostenere che il team ha cercato di riparare il danno. Come? I meccanici sono andati a tappare i buchi con dell’aero tape, che per semplificare può essere definito come una sorta di particolare nastro adesivo, estremamente sottile e molto resistente che viene utilizzato in questi tipi di situazioni limite.
Kimi senza colpe: non ha fatto nulla di sbagliato
Tenendo presente che questo fine settimana adotta il formato sprint, è del tutto normale che un pilota si ritrovi a prendere le misure alla pista anche durante le qualifiche. Non essendoci stato molto tempo per girare, con una sola ora di prove libere a disposizione, una volta montata la gomma rossa, la più morbida del lotto di Pirelli, Kimi non aveva ancora un’idea chiara di quale potesse essere il livello di grip.
C’era la necessità di testare le varie zone dell’asfalto per capire sino a dove spingersi. Un errore del genere è assolutamente legittimo e le conseguenze si sono rivelate del tutto inaspettate: una semplice escursione non avrebbe dovuto provocare tutti questi danni in altre circostanze. Ma la sfortuna ha deciso di accanirsi su Kimi Antonelli per una volta, in barba alla solite lamentele comiche di Russell.

Per cui, ritenere che Kimi avrebbe doveva essere più accorto è senza un’opinione abbastanza sterile; non gli si può chiedere di prevedere conseguenze così inusuali. Solitamente, con escursioni di questo tipo si perde solo qualche minuto ai box, giusto il tempo necessario per i meccanici di per ripulire dalla ghiaia le diverse zone della vettura. Purtroppo non è andata così.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarneric
Immagini: Mercedese AMG F1 team