Con quale analogia posso pensare al GP del Bahrain di F1 che si è corso in Malesia? Mi vengono in mente… tigri di carta bagnata. E non solo: un circuito vero, fatto per monoposto vere, motori “seri”, per piloti veri, per squadre vere, per una Federazione seria. Difatti, in poche ore è diventato ancora più cristallino ciò che tutti sanno da tempo.
Regolamento F1 2026: una chimera nata morta
Questo regolamento è una chimera nata morta. Tutti stanno facendo il conto alla rovescia per il prossimo ciclo tecnico. A mia memoria, e seguo la F1 dal 1987, non mi è mai capitato di vedere che ad appena poche gare di un nuovo ciclo, si cominciasse a schifarlo così platealmente. E, alla fine della fiera… tutto per un’Audi binottiana… ne valeva la pena?
Lo senti proprio nel paddock, fra i piloti e, a denti stretti, fra gli addetti ai lavori. Pure il presidente FIA, pur senza mai abiurare formalmente il pargoletto, s’è subito arrabattato per il nuovo regolamento. Manca solo Domenicali a dire “scusate, ci siamo sbagliati”. Ma lui è talmente calato nella parte del venditore di successo, che crede a ciò che dice e dice a ciò che crede.

Da qualche parte ho sentito dire che un fanfarone, per farsi credere e vendere le sue robe di plastica cromata, deve credere lui stesso a ciò che dice. Credo che il Dom sia un caso da manuale. Clamoroso.
Ferrari a Sepang: errori che non si imparano
Questa Rossa non è pronta a vincere nulla di importante. Errori strategici che vediamo noi comodamente seduti dal divano (qualcuno ironizza… ma è un’aggravante per chi non è seduto sul divano, se ci pensate bene,) e che non vedono loro che hanno fior di strumenti e dati. Errori che si ripetono con ottusità costante e allarmante.
Il problema a Maranello è che, alla fine, non capiscono davvero, né apprendono mai dagli errori commessi. Perché sono convinti che non siano errori. “E’ andata male, tuttavia poteva andare bene”… quindi se non si fa davvero tesoro degli errori, si è destinati a ripeterli, in un ciclo perpetuo verso le figuracce planetarie e la mediocrità.

Forse si è parlato poco degli uomini al muretto. Forse sarebbe ora di cominciare, da parte della meravigliosa (si fa per dire) cerbera rossa a tre teste Elkann-Vigna-Vasseur, a valutare cosa lì non funziona. Ma se monsieur Napoleon Vasseur è lì da praticamente quattro anni e nulla s’è visto di migliorato lato muretto (forse qualcosa di meno bislacco il primo anno), è evidente che anch’egli non sia più la soluzione (e io non l’ho mai pensato)… semmai parte ormai del problema.
Vedi le sue dichiarazioni dopo la gara. “Come noi ha fatto metà schieramento”. E nessuno che gli dicesse: “Ma fra i top team solo voi avete corso il rischio con tutti e due i piloti. Mercedes e Red Bull si sono ben guardate da mettere le gomme da asciutto”… Ma non sarebbe giusto fare di Napoleon il solo “colpevole”.
Il dito va puntato anche, se non soprattutto (d’altronde loro lo hanno scelto e loro lo difendono, almeno a parole… e per ora), sugli altri due di cui sopra, il “temibile binomio”, soprattutto per i fegati dei tifosi Ferrari, Elkann–Vigna. Ma dico io… stava così bene Vigna fra computer, atomi, protoni, pile e trasformatori, silicio, quanti e via discorrendo… ma non ci poteva restare?

Piloti e condizioni: chi ci va a nozze
I piloti tosti ci vanno a nozze su tracciati probanti e in condizioni meteo così così. Verstappen, Hamilton, Alonso e via discorrendo…
Clamorosa figuraccia della Federazione con i software delle centraline che vanno in tilt e si devono resettare mentre fanno ammutolire le monoposto. Si perde quasi un’ora per fare il “debug”. Non per la pioggia…Una volta tanto, almeno, la FIA ci ha messo la faccia ed ha emesso un apposito comunicato.
Ferrari: gli errori non servono a imparare
Max Verstappen: Sandokan. E che gli puoi dire. Era una belva, una tigre che ha fatto a brandelli (metaforicamente s’intende) gli avversari. A Sepang non ce n’era per nessuno.
PU Red Bull-Ford: “Si-può-fare!” Costruito un reparto motoristico a tempo di record, da una squadra che non lo aveva mai fatto. E’ stata l’unica PU non Mercedes ad aver agguantato una pole position in 16 gare. E ha vinto meritatamente la gara. Fate voi.
Horner-Vasseur: Vincenti e perdenti. Il primo ha fondato un impero del motorsport, e ha messo su il reparto motori da zero. Come aveva fatto per la scuderia. Il secondo ha vinto, almeno in F1… ZERO.
Russell: pulcino bagnato. Insomma, a pochi sta simpatica George. Ma dire che non sia sfigato, nell’anno di grazia del signore 2026, con la monoposto dominante che guida, sarebbe un’eresia.
Antonelli: occhio della tigre Talvolta esagera, poi si ricorda che deve portare a casa il bottino grande (il titolo) e allora si da una regolata. Secondo posto che praticamente vale il mondiale.

Muretto Ferrari: “impareremo dai nostri errori” (non ridete, vi prego…) A questo punto dovremmo avere come minimo una ventina di gare in più vinte, e qualche titolo mondiale in saccoccia, oltre a quello di Raikkonen che dura lì, ormai pieno di polvere, dal 2007. La verità amara è che a Maranello, nulla cambia. Ed evidentemente a qualcuno va bene così (vedi riflessioni sopra).
Hamilton: SUPER. Forse Lewis non lo sa, ma probabilmente con la sua gara magistrale ha salvato il deretano di monsieur Napoleon. E non sappiamo se sia un bene o un male…
Leclerc: neither fish, nor flesh…
Insomma, Leclerc ne ha sempre una… anche lui grandemente danneggiato dagli strateghi geniali, poi piano piano risistema le cose. Ma Hamilton gliele ha suonate, inutile girarci attorno…
McLaren: irriconoscibile A fare la battutaccia… ti verrebbe da dire che anche se lasci la Ferrari, lei non ti abbandona mai davvero. E così ogni tanto Stella si ricorda dei “bei tempi andati”. Per farla brave, il team fondato da Bruce McLaren ha fatto pure più danni della Ferrari, e ce ne vuole, con una monoposto che, comunque, comincia ad avere tanti grattacapi.
Norris: semi-colapintata! Deve essersi preso un mezzo abbiocco. E stava per fare strike! Imitando il collega meno blasonato ma di recente bastonato proprio dal campione del mondo in carica.

Alonso davanti al volante: fe-no-me-na-le
Alonso davanti ai microfoni: talvolta demenziale.
Pnemuatici Pirelli full wet: elementi di arredo?

Prepariamoci a Singapore, che termina questo trittico senza sosta…
Autore: Mariano Froldi – @MarianoFroldi
Immagini: Ferrari