F1 Ferrari GP Bahrain

Ferrari, Hamilton: come la luciditΓ  del pilota maschera le falle del muretto

Il Gran Premio del Bahrain conferma il talento di Lewis Hamilton a bordo della Ferrari, capace di rimediare a un grave errore strategico del muretto. Malgrado una vettura compromessa dalla scelta delle soft, l’inglese ha sfoderato una prestazione magistrale per sensibilitΓ  e ritmo. Resta il nodo critico della gestione in gara e della comunicazione portata avanti dai vertici della scuderia.

Super Lewis nel gestire l’errore

Senza nessun tipo di acredine verso l’ottimo Charles Leclerc, il Gran Premio del Bahrain, che si Γ¨ corso in Malesia, certifica ancora una volta l’enorme talento di Lewis Hamilton. A Sepang, l’inglese Γ¨ stato una sorta di spin off perfetto del messaggio “non mollare mai”. Una corsa in cui non solo Γ¨ stato davvero rapido, ma ha messo in mostra tutte le sue doti, a 360 gradi. Chapeau, Mr. Lewis.

La corsa Γ¨ partita con un dito in un’occhio. Ferrari ha avuto un’idea davvero brillante: partire con le gomme soft, resistere qualche giro, per poi iniziare a macinare ritmo ed evitarsi una sosta. La strategia era davvero super. Intelligente. Peccato che lo scenario in cui Γ¨ stata applicata non era lontanamente fruibile. Un errore terrificante che ha inguaiato ambedue gli alfieri di Maranello.

F1 GP Bahrain Ferrari Hamilton
Lewis Hamilton in azione con la Ferrari durante il GP del Bahrain

Lewis, inoltre, a differenza del compagno di squadra, non ha corretto lo sbaglio del muretto box. L’inglese Γ¨ stato infatti costretto a restare il pista e guidare una vettura ingestibile per almeno dieci tornate. Un vero e proprio incubo che il britannico ha saputo gestire alla perfezione, senza mai mollare il colpo e riuscendo a mantenere sempre gli errori di guida lontani da lui. Un qualcosa di strepitoso.

Hamilton Γ¨ sempre un pilota formidabile

“Con questa pista le gomme inizieranno a funzionare non prima di dieci giri“: questo il messaggio di Lewis mentre si accingeva ad accomodarsi sulla seconda casella di partenza. Per i fenomeni del muretto ne bastavano 2 o 3, prima della ripartenza. Hanno convinto Lewis che fosse cosΓ¬. Pure lui poteva opporsi e non lo ha fatto. È complice. La prossima serve piΓΉ attenzione.

Ma la domanda Γ¨ questa: perchΓ© decine di tecnici accompagnati da tutta la tecnologia del caso non riescono a prevedere situazioni del genere? Mistero assoluto. Va pure detto che quasi metΓ  griglia Γ¨ incappata nella medesima falla. C’Γ¨ qualche attenuante. Sicuramente. Ma il “mal comune mezzo gaudio” non rinfranca affatto. Hamilton ne ha preso nota per il prossimo futuro.

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Lewis Hamilton (Ferrari) festeggia sul podio il terzo posto al GP del Bahrain in Malesia

Resta la soddisfazione di aver dato tutto. Di non mettere nemmeno per un secondo in discussione le proprie capacitΓ . Di non farsi prendere dallo sconforto, a quarantuno anni suonati, dovendo ripartire dal fondo della griglia dopo una super prestazione in qualifica. Questo fa del britannico un pilota intatto. Un talento che non tramonta nemmeno in situazioni del genere.

Uno scenario che racconta la voglia di primeggiare ed uno spirito acceso. Caratteristiche necessarie se si corre in F1, specie con la tuta del Cavallino Rampante, e se si nutre un sogno: fare qualcosa di importante nel posto piΓΉ difficile. Lewis va applaudito. Resta un grande campione. E non importa se non vincerΓ  nulla con la Rossa, perchΓ© ha comunque conquistato tutti, dopo un 2025 infernale.

Ferrari: lo scoglio sul quale il team deve lavorare

L’ultimo blocco Γ¨ dedicato alle dichiarazioni. Al modo in cui Lewis si spende di fronte alle telecamere. abituato a parlare chiaro. Poca politica e tanta concretezza. Un approccio da leader, che non teme di ammettere i propri errori e mettere in piazza le sue debolezze. Un personaggio di enorme spessore e che, purtroppo, non Γ¨ seguito nelle sue modalitΓ  dalla squadra.

SΓ¬, la Ferrari: team che dall’alto continua a narrare contesti quantomeno fantasiosi. E lo fa in troppe occasioni. Quasi sempre. Non Γ¨ un metodo utile alla causa. Si spera che, almeno internamente, le dichiarazioni di facciata lascino spazio alla mera realtΓ . Anche se, considerando i reiterati sbagli commessi nelle ultime annate, difficilmente ci si crede. Speriamo di sbagliare noi, questa volta.

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Frederic Vasseur, team principal della Scuderia Ferrari

Chi senza dubbio potrebbe fare qualcosa di piΓΉ Γ¨ il team principal. L’uomo e il suo impegno per la causa non si discutono, l’approccio mediatico sΓ¬. La tendenza continua a distorcere la realtΓ  per tornaconti personali non serve mai. Avvelena il proprio giudizio a prescindere. Crea precedenti ai quali poi risulta difficile non credere. Pare essere questo il problema principale della Ferrari come squadra.

Autore:Β Zander Arcari – @berrageizΒ Β 

Immagini: Scuderia Ferrari