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Update Mercedes, il posteriore non è il problema: serve capire la nuova mappa aerodinamica

Mercedes ha portato in pista un nuovo pacchetto di aggiornamenti per il Gran Premio di F1 in Bahrain. Parliamo di ben undici novità che hanno cambiato radicalmente la vettura. A Singapore è andato in scena un test importante, per raccogliere i dati che poi verrano studiati al simulatore. Il problema non è il posteriore dell’auto, ma la capacità di gestire la nuova mappa aerodinamica della W17.

La valutazione tecnica sullo scenario Mercedes

La situazione in cui si trova la Mercedes è assai complessa. Ci sono diversi elementi cruciali emersi in queste settimane. Il lavoro è focalizzato su diverse aree della monoposto, ha di fatto alterato in modo completo la mappa aerodinamica della monoposto. Questa variazione richiede una profonda comprensione per impostare di conseguenza il corretto setup.

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Il compare tra le nuove pance delle Mercedes W17 e la vecchia versione

L’aggiornamento mirava a migliorare l’efficienza e, soprattutto, il carico complessivo. In Malesia, fin dalle prove libere, è parso chiaro che qualcosa non funzionasse a dovere. Il team non ha mai trovato un bilanciamento soddisfacente, a causa di un forte surriscaldamento (overheating) delle mescole. Il setup va riadattato perché, all’atto pratico, i tecnici operano su una monoposto differente.

Per questo motivo, tra venerdì e sabato gli ingegneri hanno esplorato nuove soluzioni relative alla messa a punto, peraltro con scarsi risultati. I problemi si sono manifestati con maggiore intensità sulla lunga distanza rispetto al giro secco. Dopo Sepang, quindi, la squadra ha attribuito gran parti delle difficoltà all’assenza di una componente decisiva.

Mancava infatti la nuova ala anteriore, elemento attorno al quale ruotava l’intero aggiornamento. La decisione è stata quella di introdurla a Marina Bay per tentare di risolvere i problemi. “Magari è quello il motivo per cui non ha lavorato molto bene in Malesia”, ha spiegato Russell. L’ala non era disponibile da subito per questioni relative alle tempistiche di produzione, e non per ragioni tecniche.

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Il nuovo fondo della Mercedes W17 per il Gran Premio del Bahrain

Parliamo del primo elemento che viene colpito dal flusso d’aria; il condizionamento aerodinamico imposto è vitale per l’andamento dei flussi a valle. Su diversi circuiti la vettura si è rivelata spesso sottosterzante, motivo per cui la nuova specifica poteva risultare determinante per ritrovare il bilanciamento. Peccato che poi on sia stata impiegata perché non ha convinto piloti e tecnici.

W17: i test di Singapore servono per il lavoro al simulatore

“La vettura precedente è un po’ più stabile e ha più grip, ma al momento si tratta davvero di un singolo riscontro”, ha spiegato Toto Wolff, il quale ha poi sottolineato la necessità di tempo ulteriore per ottenere indicazioni più definitive. In sintesi, la nuova veste aerodinamica non ha perso performance; al contrario, a Brackley c’è la certezza di aver compiuto un passo in avanti.

Tuttavia, al momento la monoposto mostra una minore stabilità e una finestra di utilizzo più ristretta, i cui contorni sono ancora da definire in modo esatto attraverso tutti gli esami del caso. A Singapore, il team di Brackley ha adottato una strategia precisa, consueta in situazioni in cui non si comprendono appieno i problemi tecnici come nel caso della Mercedes.

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Kimi Antonelli a bordo della Mercedes W17 nel GP si Singapore

La scelta è ricaduta sullo sdoppiamento delle configurazioni per raccogliere in contemporanea i dati di entrambi i pacchetti. Questo approccio garantisce informazioni più veritiere e affidabili. Un’azione necessaria che richiede tempo extra, poiché la direzione tecnica intrapresa ora sarà la base per lo sviluppo del prossimo anno.

Aggiornamenti Mercedes: dove sta veramente il problema?

Gli ingegneri sapevano che i dati raccolti non avrebbero avuto un’utilità immediata; lo scopo era accumulare una base solida e di qualità per condurre analisi precise a Brackley. Con il ritorno al simulatore e il modello aggiornato della nuova monoposto, ci sarà un confronto diretto tra le due configurazioni in questa settimana di pausa.

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Il compare tra le due versioni di ala anteriore della Mercedes a Singapore

La disponibilità di un modello più dettagliato e di un tempo maggiore sulla pista virtuale permetterà di esplorare nuove strade per il setup. Come evidente, la situazione è complessa e neppure in casa Mercedes c’è un quadro cristallino degli eventi. L’introduzione di un pacchetto di aggiornamenti muta i riferimenti, con il conseguente obbligo di adattare il setup.

Piccoli aggiustamenti ai quali l’auto rispondeva bene ma ora inefficaci. La nuova mappa aerodinamica, in specifiche combinazioni di imbardata (yaw), rollio (roll) e beccheggio (pitch), ha reso meno stabile la W17. L’obiettivo primario resta la messa a punto per estrarre il massimo potenziale dal pacchetto; la squadra andrà avanti con il classico metodo “trial and error” per individuare la via corretta.

A livello dinamico sono emerse instabilità, ma colpevolizzare il retrotreno rappresenta una semplificazione del tutto eccessiva e fuorviante. Come detto, la nuova anteriore è stata scartata. Una specifica com meno, dove l’intento era quello di spostare il bilanciamento aerodinamico verso il posteriore. Non esiste alcuna evidenza di un problema strettamente aerodinamico.

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I nuovi Bargeboard della Mercedes W17

Ci riferiamo a un distacco del flusso in determinate condizioni di marcia capace di innescare squilibri. A Brackley c’è forte convinzione sulla possibilità di curare la situazione con il lavoro di queste settimane. Va infatti ricordato un dettaglio: Sepang e Singapore si sono disputate in due weekend consecutivi, una sequenza che ha impedito alla squadra in pista di rientrare alla base in Inghilterra.

Autori: Zander Arcari – @berrageiz  – Niccolò Arnerich – @niccoloarnerich

Illustrazioni: Instagram > Zander_77