Ferrari ha profuso un impegno incessante nello sviluppo della monoposto di F1 2026. Una fase nevralgica dove conferme significative relative ai valori di deportanza (downforce), alla gestione delle masse inerziali del veicolo e alla validità del lavoro svolto al simulatore, in seguito all’aggiornamento del modello matematico degli pneumatici. Fervono i preparativi per affinare minuziosamente la vettura in vista dello shakedown previsto per gennaio, evento che anticiperà le sessioni di test a Barcellona.
Ferrari: focus totale sulla comprensione della monoposto 2026
Lewis Hamilton e Charles Leclerc, pur concedendosi il meritato riposo invernale, non distolgono l’attenzione dal lavoro da svolgere in fabbrica. Nei giorni correnti hanno presenziato presso il quartier generale di Via Abetone Inferiore 4 per operare al simulatore, un contesto che, naturalmente, coinvolge tutte le scuderie, con i piloti impegnati da tempo nello studio della condotta in pista delle monoposto 2026 per acquisire familiarità con la gestione dinamica delle vetture.
I portacolori del Cavallino hanno dunque macinato chilometri virtuali con il modello della futura auto. È opportuno chiarire un aspetto a tal riguardo: non si assisterà a uno stravolgimento totale dello stile di guida, sebbene sia necessario comprendere come adattarlo. È noto che le nuove vetture disporranno di un bilanciamento differente e, grazie al sistema driver-in-the-loop, è possibile testare le sensazioni al volante per giungere in pista con il massimo grado di preparazione possibile.

L’obiettivo è ottimizzare lo stile di guida in funzione delle caratteristiche peculiari dell’auto. Tuttavia, anche se l’ambito simulativo offra riscontri decisamente validi, il modello non possiede ancora quella fedeltà assoluta che acquisirà solamente dopo i primi test reali; quando le vetture calcheranno l’asfalto e, tramite la telemetria e la raccolta dati, il simulatore potrà essere aggiornato. Solamente in quel frangente si potrà affinare il modello virtuale e ottenere riscontri di maggiore attinenza con la realtà.
Ferrari: decremento di carico e diversa gestione delle masse nel guidato
In linea di principio, le vetture 2026 vanteranno punti di forza divergenti rispetto alle attuali wing car, peculiarità che di riflesso dovranno essere sfruttate con modalità diverse rispetto alle monoposto 2025: pneumatici a sezione ridotta e prestazioni inferiori in percorrenza di curva, dove i livelli di carico verticale genereranno una variazione significativa, così come il bilanciamento complessivo dell’auto, anche in relazione al progetto deliberato dalla Rossa.
Tutti questi parametri comporteranno inevitabilmente una miriade di ulteriori modifiche, come ad esempio il funzionamento dei gruppi sospensivi, che utilizzeranno livelli di rigidezza dissimili. Il medesimo discorso si applica all’equilibrio nelle fasi di staccata. Sussiste poi un’ulteriore questione strettamente connessa alla dinamica del veicolo, con un baricentro che dovrebbe anch’esso subire variazioni, seppur non drastiche, ma comunque capaci di cambiare le carte in tavola.

Stando alle informazioni apprese dalla nostra redazione, per il team italiano l’inerzia della massa della vettura durante i trasferimenti di carico è maggiormente percepibile dai piloti, specialmente nei cambi di direzione più lenti. Tale dinamica si correla alla minore spinta verticale che “incolla” l’auto al piano di riferimento (l’asfalto). Istituendo un paragone con la SF-25, per il team di Maranello si stima una riduzione della downforce pari all’incirca al 20% sulla vettura 2026.
Ferrari: lo sviluppo sulle gomme della SF-26 procede secondo i piani
Parimenti, è imperativo rammentare che in questa fase risulta cruciale dedicare il maggior tempo possibile alle nuove procedure legate alle auto 2026, al fine di familiarizzare con le modalità inerenti l’aerodinamica attiva: straight line e cornering, che in italiano possiamo definire configurazione da rettilineo e da curva. L’altro macroscopico aspetto su cui i piloti dovranno acquisire confidenza concerne la gestione della parte ibrida e degli pneumatici.
Anche in questo ambito, si dispone di modelli più accurati delle coperture 2026 a seguito dei test di Abu Dhabi (ne avevamo trattato in questa sede), collaudati proprio dai piloti della Ferrari nei giorni scorsi; ciò ha permesso di affinare i valori di schiacciamento (squash) e degrado termico dei compound, iniziando a comprendere come gestire al meglio questo componente fondamentale, che presenterà una superficie di appoggio complessiva inferiore rispetto al 2025.

Preliminarmente ai test a porte chiuse di Barcellona, la nuova Rossa dovrebbe scendere in pista per uno shakedown, occasione in cui verranno raccolte diverse informazioni preliminari utili per l’approccio alle prove in Catalunya. Il tempo è tiranno e va massimizzato in ogni modo, tenendo in stretta considerazione la grande sfida che attende il Cavallino Rampante, laddove l’obiettivo è quello di risultare in maniera immediata competitivi per le posizioni di vertice.
Autore del testo: Zander Arcari – @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari