Durante gli ultimi giorni, il paddock sta cercando di comporre una prima classifica virtuale sulla F1 2026 alla luce dei rapporti di forza emersi nei test pre-stagionali del Bahrain. Ferrari è tra le favorite per molte fonti. Tutto vero. Ciò malgrado, come abbiamo già evidenziato in diversi scritti, sarebbe alquanto rischioso arrivare a una conclusione del genere osservando solamente la classifica dei tempi. Nei test c’è tanto “non detto” e serve leggere tra le righe.
F1 2026, indizi sul giro secco: la Ferrari SF-26 ha spinto di più nell’arco del giro
La comunicazione di ogni team cerca di attenuare la pressione sulla propria squadra. Andrea Stella, per esempio, ha recentemente ammesso che “Ferrari e Mercedes sono uno step in avanti”. Ma la domanda è questa: lo sono davvero? Di recente abbiamo esaminato le accelerazioni laterali e longitudinali massime in tutti i giri che i piloti dei top team hanno realizzato nell’ultima giornata di prove. Da queste analisi emergono spunti interessanti, che evidenziano diverse metodologie utilizzate dai team per nascondersi.
Lo studio non è terminato li, continuando a leggere le informazioni da noi raccolte, sia al livello macroscopico che prendendo in esame singole tornate. Da qui emergono ulteriori considerazioni incrociando i vari dati. Ferrari si è nascosta meno di altri team, o almeno così sembra. Nei giri più veloci di McLaren e Red Bull, se comparati al best lap di Leclerc, si evincono sostanziali differenze che ci fanno capire un po’ l’atteggiamento generale.

In diversi punti della pista, nella fase di accelerazione, sia Red Bull che McLaren realizzavano la tecnica del short-shift, ovvero andavano su di marcia molto rapidamente. In questo modo si riduce la trazione e la velocità a fine rettilineo risulterà minore. Questo può essere dovuto anche a un maggior carico di benzina imbarcato. Lo pensiamo, anche considerando le velocità minime al centro della sezione che comprende lo snake, nel settore centrale, curve 5, 6 e 7.
Red Bull, McLaren e Mercedes arrivavano allo 0% di gas, mentre Ferrari rimaneva sopra al 20%. In diverse frenate, poi, come per la 11 o per la 14, Mercedes alzava il piede dal gas diversi metri prima rispetto agli avversari. Un ulteriore dato che indica una maggior percentuale di lift and coast durante la tornata. Sappiamo che tale pratica si utilizzava anche per recuperare energia, ma questo tipo di valori percentuali cos’ differenti potrebbero indicare un “oscuramento della performance”.
F1, le velocità assolute: l’exploit McLaren fa riflettere
Ancora: dati che si scontrano con l’analisi macroscopica, portato a termine esaminando tutti i giri dei piloti top durante gli ultimi tre giorni di test, registrando le migliori velocità minime per ogni singola curva. Se nel giro più rapido McLaren sembrava lenta in curva, dati alla mano, alla 12 laMCL40 ha fatto segnare una velocità minima molto interessante, ovvero 259 km/h. Parliamo di 5 km/h in più all’apice rispetto alla Rossa. Al tempo stesso, nella classifica assoluta, Mercedes risulta seconda in quasi tutte le pieghe.
Sebbene in gran parte del tracciato la monoposto di Maranello resta davanti a tutti, si capisce abbastanza bene come il team di Maranello abbia scelto di portare avanti un programma diverso. Aspetto che non stupisce affatto, considerando che negli ultimi anni spesso è risultata “regina dei test”. Detto questo, non volgiamo sostenere che la vettura italiana non abbia pregi. Al contrario Ferrari mostra un’ottima fase di trazione, e se i dati non mentono, nel combinato la SF-26 sembra un’auto essere molto solida.

Per i team è molto difficile stimare la performance altrui, specie per la quantità di carburante imbarcata e l’utilizzo dell’ibrido. Con queste vetture, l’effetto del peso dovrebbe valere sui 3 decimi al giro. Per cui, 30 kg in più imbarcato significano quasi 1 secondo di ritardo al giro. Il team principal della McLaren stima che la MCL40 sia al terzo o quarto posto, in lotta con Red Bull. Proprio le due scuderie che lo scorso anno si sono giocate il mondiale piloti sino all’ultima gara.
F1 2026, Ferrari sa che Mercedes ha nascosto la potenza della sua power unit
Ci sono poi tutte le mappature in gioco, sulle quali, come ha sottolineato lo stesso Leclerc, quest’anno si può giocare parecchio. Per le fasi di harvesting e deployment è tutto ancora poco chiaro. Le velocità massime e i vari rumors del paddock offrono una panoramica anche sulle forze in campo a livello di motoristi. A tal proposito, abbiamo messo assieme tutte le velocità di punta massime fatte registrare dai piloti durante i test, calcolando una media e visualizzando il picco massimo.

Non considerando eventuali scie che potrebbero sporcare i dati possiamo fare alcune idee alquanto interessanti. Paradossalmente, quella a raggiungere le velocità maggiori è stata proprio la McLaren, sia a livello di media che sulla velocità assoluta nei tre giorni. Il dato è comunque importante, visto che monta la power unit tedesca. Ferrari e Mercedes, ancora una volta, si sono marcate, visto che entrambe hanno raggiunto velocità massime molto simili.

Charles ritiene che la W17 abbia nascosto molta potenza nei test: pare che la Mercedes non si sia nemmeno avvicinata alla mappatura “Strat 1”, utilizzando al massimo Strat 3. Questo ricordano che nel giro più veloce Russell era il primo ad alzare il piede dal gas applicando spesso anche del clipping “forzato”. Un taglio sul deployment dell’energia prima della fine della retta. Va detto che pure Ferrari non ha utilizzato la mappa Engine 1 per un giro completo, ma solo in alcuni punti per dei test.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccolò Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini e grafici: Formula Tecnica