Nel motorsport da sempre il fattore premiante è la velocità. Ma la F1 2026 è diventato un campionato di frenata. Il successo non premia la “velocità pura”, bensì l’abilità nell’ottimizzare l’energia ibrida. Le nuove power unit eludono i diktat della FIA. Gli oltre mille cavalli sbandierati esistono solo in pochissimi istanti. La seguente disquisizione si basa su elaborazioni effettuate attraverso il software open source Fast F1 e sulla base dell’ottimo articolo di Wéber Gábor – Total Reset.
F1 2026, le promesse disattese della FIA
Nel comunicato risalente al 16 agosto 2022, la FIA garantiva che le Power Unit della stagione 2026 avrebbero prodotto prestazioni simili a quelle utilizzate fino allo scorso anno. Questo attraverso motori a combustione interna V6 ad alta potenza e ad alto numero di giri ed evitando un’eccessiva differenziazione delle prestazioni per consentire una migliore guidabilità.
Purtroppo la gestione della più grande rivoluzione tecnica della categoria è stata assai complessa. Il continuo ciclo di carica ed erogazione di kW garantito dalle componenti ibride limita enormemente i picchi di potenza della parte elettrica delle power unit. Sin dalle prime simulazioni effettuate, è apparso evidente che il solo recupero di energia dissipata in frenata non era minimamente sufficiente per rigenerare le batterie.
È stato necessario individuare altri transitori atti a recuperare energia. Una delle tecniche è restare nella straight-line-mode attiva, in modo che il drag non concorra alla decelerazione. In base a specifiche strategie che minimizzino la perdita di tempo sul giro, si possono recuperare ulteriori kJ prima che inizi la fase di frenata. Una tecnica che si evince nei numeri apprezzati nei primi due gran premi della stagione.

Grazie ai dati messi a disposizione dalla FIA da noi rielaborati tramite software, si nota che nelle qualifiche di Australia e Cina i piloti hanno utilizzato maggiormente l’impianto frenante rispetto alla passata stagione. Limitatamente ai crono della pole position, in Australia George Russell ha utilizzato l’1,9% in più di freno rispetto al crono della McLaren di Lando Norris, che nel 2025 è valso la pole position nella edizione di questa stagione.
Il discorso è ancora più evidente confrontando i dati della pole nelle ultime due edizioni del gran premio di Cina. Quest’anno Kimi Antonelli ha conquistato la prima pole in carriera utilizzando il freno per 20,7 secondi rispetto ai 14,7 secondi del crono che garantì la pole alla McLaren di Oscar Piastri nella passata stagione. Questo esercizio è molto interessante anche in vista dei prossimi gran premi.
GP Giappone, gara più ostica per la componente ibrida
La prossima tappa a Suzuka sarà il test più severo per gli Energy Engineer dei vari team. Delle prossime 20 tappe della stagione, lo splendido tracciato nipponico, vera università per i piloti, è quello meno severo per l’impianto frenante. Max Verstappen nel corso della strabiliante pole position della passata stagione utilizzò il pedale del freno solo per il 9,2% per realizzare il miglior crono in qualifica.
Davvero un grande problema per le attuali power unit della Formula 1 2026, pur considerando il fisiologico aumento percentuale di fasi di frenata. Il recupero di energia sul giro sarà nettamente inferiore ai paletti fissati dalla Federazione Internazionale. Se a questo si somma la natura del layout, che sino alla passata stagione non rendeva i sorpassi agevoli, ecco l’inghippo.

Ne consegue che la qualifica e la gara nella terra del Sol Levante saranno decise dalle mappe di distribuzione dell’energia che i team stanno testando al simulatore. Per quanto riguarda il contenuto qualitativo dello spettacolo, sarà con ogni probabilità ancor meno entusiasmante di ciò che abbiamo sinora apprezzato. Ma punto più importante è quello analizzato nella prima parte dell’articolo.
La FIA ha creato norme che non mantiene le promesse e proprio per questo sta cenando di lavorare per cambiare, in qualche modo, un paradigma che sta facendo tutto tranne che funzionare nella maniera sperata e corretta. Non è certo un segreto, infatti, che Mercedes a parte, il resto di team e piloti non è affatto in linea con la Formula 1 attuale. Servono cambi repentini e a quanto sappiamo la FIA ci sta lavorando.
Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat
Immagini: Scuderia Ferrari