La F1 ha finalmente accolto Kimi Antonelli tra i grandi. Il diciannovenne bolognese ha vinto la sua prima gara nella massima categoria del motorsport. Lo ha fatto all’alba del suo secondo anno da pilota titolare, approfittando di una Mercedes inarrivabile per qualsiasi altro concorrente e grazie alla debacle parziale di George Russell, il quale non ha potuto fare meglio per via di un paio di difficoltà capitategli nel corso del fine settimana Cinese.
Il percorso di crescita di Antonelli
Il talento di Kimi lo avevamo già visto all’esordio mondiale lo scorso anno, quando a Melbourne sotto la pioggia rimontò dal fondo della griglia fino al quarto posto. Parliamo dell’unico rookie a portare la vettura al traguardo. La sua crescita lo scorso anno è stata importante e più che tangibile, anche nei momenti in cui c’è stato da soffrire.

Per esempio ricorderemo come a fine estate 2025, quando alcuni errori, anche grossolani, hanno iniziato a pesare come dei macigni, le critiche si sono sprecate. Ci si chiedeva, alla Mercedes, un intervento in grado di mantenere la calma nella testa di Kimi, circondato da uomini come Toto Wolff e Peter “Bono” Bonnington in grado di gestire qualsiasi situazione e riportare la serenità in un momento difficile.
La scommessa è stata vinta, perché Antonelli ha finito il 2025 in crescendo, con prestazioni di altissimo livello, vedasi il Gran Premio del Brasile e la difesa nei confronti di Verstappen. I criticoni del primo giorno, anzi, in questo caso del primo giro non sono mancati: in tanti hanno posto dei dubbi già nel 2024, quando Antonelli fece un incidente a Monza durante le FP1.
All’epoca, il bolognese era terzo pilota, e il suo primo vero assaggio con la Formula 1 è stato piuttosto traumatico. Wolff ammise di aver accelerato un po’ troppo con i tempi, ma anche quel botto fa parte di un percorso di crescita. I giovani piloti devono avere tempo, non si arriva subito imparati (semi cit.). Specialmente in una categoria anno dopo anno sempre più complessa.

Perché quando si dice che i giovani abbiano una curva di apprendimento più rapida con l’introduzione questa era regolamentare, si dice fondamentalmente una cazzata, come se i più esperti sapessero correre esclusivamente con un diesel. C’è una narrazione troppo distorta in giro, ma non parliamo solo di Kimi, è una considerazione puramente generale, speriamo che nessuno si offenda.
Perché Antonelli può infastidire Russell nella corsa al titolo
Tornando a noi, Antonelli ha dimostrato di saperci stare tra i grandi, ma chiaramente con una Mercedes nettamente superiore rispetto alla concorrenza e con il dubbio di un motore non propriamente limpido. Ma questi dubbi li mette la FIA, che prima dà l’ok, poi cambia le misurazioni in corsa, non li mettiamo noi o chi racconta la Formula 1.
Se tutto fosse pienamente regolare, non ci sarebbe bisogno di questo cambio a giugno, non vi pare? Per questo motivo fare una valutazione generale su Antonelli, adesso, risulta essere più complicato di quanto possa sembrare. Il talento è indiscutibile, ma sarebbe bellissimo vederlo esprimere in una Formula 1 un po’ più paritaria, avete capito, e che specialmente permetta al pilota di spingere sempre, senza che il motore di bello e buono decida di piantarsi perché le pile si sono scaricate.

Ecco, questi “ma” non derivano dal talento di questo o quel pilota, ma da un sistema che nasconde le sue lacune dietro ai 50214 sorpassi che vediamo in gara. Per chiudere su Kimi: il ridimensionamento di Russell è servito, perché il pilota inglese non è stato mai in grado di impensierirlo domenica, probabilmente anche per non spremere troppo un motore tutt’altro che super affidabile.
Entrambi, però, erano nelle stesse condizioni, e questo potrebbe bastare. Chiaro che George sia il favorito al titolo, avendo un’esperienza molto più grande dell’italiano. Ma è sempre vero è proprio l’inglese costretto a vincere, non certamente un ragazzino di 19 anni. La pressione risiede tutta sul britannico, Antonelli è chiamato a fare il suo. Poi, quel che verrà, verra.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Mercedes