F1 2026 GP Cina Red Bull Verstappen

GP Cina F1, Red Bull non ha passo e si rompe: Verstappen disperato

Il Gran Premio di Cina si è rivelato uno dei fine settimana di F1 più complicati degli ultimi anni per la Red Bull. Sul circuito di Shanghai la squadra di Milton Keynes ha dovuto fare i conti con problemi tecnici, difficoltà di prestazione e un risultato complessivo ben lontano dalle aspettative con cui aveva iniziato la stagione. In un contesto tutt’altro che semplice, l’unica nota parzialmente positiva è arrivata da Isack Hadjar, che ha chiuso la gara in ottava posizione conquistando i primi punti con il team. Verstappen ritirato.

Hadjar fa il suo

Per il giovane pilota franco-algerino si tratta di un risultato importante, soprattutto considerando le difficoltà emerse durante l’intero weekend. Partito nono, Isack è riuscito a restare nel gruppo centrale della classifica e a sfruttare al meglio le occasioni che la gara gli ha offerto. “È un peccato non essere riuscito a raccogliere più punti oggi,” ha raccontato al termine della gara.

“La partenza è stata buona e nelle prime fasi avevo un ritmo discreto. Ho avuto una bella battaglia con Ollie, è stato divertente correre così vicino, ma poi il posteriore mi è scappato all’improvviso e ho perso la macchina”. Dopo quell’episodio Hadjar si è ritrovato nel traffico del gruppo, costretto a rimontare.

F1 GP Cina Red Bull Hadjar
Isack Hadjar (Red Bull) ai microfoni della F1 dopo il GP di Cina

Con una serie di sorpassi decisi è riuscito comunque a rientrare in zona punti: “Ho dovuto recuperare molto, ma sono riuscito a fare qualche bel sorpasso. In alcuni casi siamo stati anche fortunati con ciò che è successo davanti, ma portare a casa i primi punti con la squadra è comunque una bella sensazione”.

Verstappen: “Uno dei weekend peggiori”

Al di là del risultato di Hadjar, il fine settimana cinese ha messo in evidenza i limiti della RB22 in questa fase del campionato. La monoposto ha sofferto soprattutto nella gestione degli pneumatici e nel bilanciamento in curva, due aspetti fondamentali su un tracciato come quello di Shanghai. Il problema più evidente è stato il graining delle gomme anteriori, che ha compromesso il ritmo gara dei piloti e reso difficile mantenere una velocità costante sulla distanza.

A questo si sono aggiunte difficoltà nella fase di partenza e nella gestione della potenza del motore. Chi ha pagato maggiormente queste difficoltà è stato Max Verstappen. L’olandese, partito dall’ottava posizione, non è mai riuscito a entrare davvero nella lotta per le posizioni che contano e alla fine è stato costretto al ritiro a causa di un problema tecnico. Dopo la gara, Max non ha nascosto la frustrazione per un weekend che ha definito tra i più difficili da quando corre con la Red Bull.

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Max Verstappen (Red Bull) nel fine settimana del GP di Cina

La partenza è stata un grosso problema, proprio come ieri. E il resto della gara è stato simile alla Sprint: tanto graining, l’anteriore che spinge, pochissima aderenza in curva. Il ritmo era davvero pessimo”. Secondo l’olandese, uno dei limiti principali riguarda proprio la gestione dell’energia della power unit: “A Melbourne avevo già avuto problemi di batteria e qui è successo di nuovo” confida il talento di Hasselt.

Poi aggiunge: “Quando rilascio la frizione semplicemente non c’è potenza. Non mi sono mai visto nemmeno vicino alle Mercedes“. Una situazione che ha reso impossibile per Verstappen competere con i team di vertice: “Non mi sorprende che non siamo al livello di Mercedes, Ferrari o McLaren. Ma questo weekend è stato particolarmente negativo”.

Ritiro, problemi tecnici e sguardo a Suzuka

La gara dell’olandese si è conclusa definitivamente quando un guasto al sistema di raffreddamento ha costretto il team al ritiro della vettura. Un problema che ha evidenziato come la squadra stia ancora attraversando una fase delicata nello sviluppo della nuova power unit. Il team principal Laurent Mekies ha riconosciuto apertamente le difficoltà incontrate durante il weekend:

“Il Gran Premio di Cina è stato molto duro per noi fin dall’inizio. In un weekend Sprint partire in difficoltà è lo scenario peggiore possibile, perché il tempo per recuperare è pochissimo. Portare la nostra power unit in pista già a Melbourne è stato un risultato importante, ma era inevitabile incontrare qualche problema di affidabilità”.

Nonostante le difficoltà, in casa Red Bull si cerca di guardare avanti. I dati raccolti nelle prime gare della stagione stanno aiutando gli ingegneri a capire dove intervenire per migliorare il comportamento della vettura. “Abbiamo imparato molto nelle ultime settimane,” ha spiegato Mekies. “Sono convinto che potremo essere più competitivi già dal prossimo appuntamento in Giappone”.

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Laurent Mekies, team principal della Red Bull immortalato in Australia

Il calendario potrebbe anche offrire un’opportunità preziosa per lavorare sulla monoposto. Dopo la gara di Suzuka, infatti, la cancellazione delle prove previste ad aprile darà ai team alcune settimane extra per concentrarsi sullo sviluppo. “Abbiamo un gruppo di persone molto talentuose a Milton Keynes,” ha concluso Mekies.

“Sono certo che con uno sforzo collettivo riusciremo a superare questi limiti e migliorare rapidamente il nostro pacchetto tecnico”. Per ora, però, la realtà è chiara: a Shanghai la Red Bull ha dovuto inseguire. E per tornare stabilmente nelle posizioni che contano servirà una reazione già nelle prossime gare.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Red Bull