A Shanghai si è scritta una pagina importante per la F1 italiana. Con il successo al Gran Premio della Cina, Kimi Antonelli ha interrotto un digiuno che durava da vent’anni: era infatti dal 2006 che un pilota nostrano non riusciva a salire sul gradino più alto del podio nella massima categoria. Il bolognese della Mercedes ha costruito la sua prima vittoria con maturità e velocità, partendo dalla pole position conquistata ieri e gestendo la gara con lucidità nonostante le pressioni degli avversari e alcuni momenti delicati.
Una partenza decisiva
Non è stata una vittoria casuale, ma il risultato di un weekend quasi perfetto. Kimi ha guidato con sicurezza fin dalle prime fasi, sfruttando al meglio la competitività della Mercedes W17, che su questo tracciato si è dimostrata la vettura più complete del lotto. Il momento chiave della gara è arrivato subito dopo lo spegnimento dei semafori.
Come già accaduto nelle gare precedenti, le W17 hanno sofferto qualche difficoltà nella gestione energetica e Lewis Hamilton è riuscito a scattare meglio, portandosi momentaneamente davanti a tutti. Kimi, però, non si è fatto sorprendere. Dopo aver perso la posizione nelle prime curve, è rimasto concentrato e ha risposto pochi giri più tardi con un sorpasso deciso che gli ha restituito il comando.

“Sicuramente mi è piaciuta la partenza,” ha spiegato dopo la gara. “Fino ad ora erano state tutte piuttosto complicate. È vero che Lewis mi ha superato, ma lo stacco non è stato male e il ritmo era buono”. Tant’è cheda quel momento, la gara, ha preso la direzione che il pilota italiano sperava.
La Safety Car e la gestione delle gomme
La neutralizzazione al decimo giro, con l’ingresso della Safety Car, avrebbe potuto cambiare gli equilibri della corsa. In una gara ancora giovane, il gruppo si è ricompattato e le strategie si sono riaperte. Alla ripartenza ha dovuto affrontare una fase delicata: il passaggio alle gomme dure si è rivelato più complicato del previsto. La Mercedes ha faticato a portare rapidamente in temperatura gli pneumatici, mentre le Ferrari sembravano più a loro agio in quella fase.

Nonostante questo, il giovane italiano ha mantenuto la calma ed è riuscito a crearsi il gap necessario per gestire al meglio il finale di corsa, anche in virtù del duello che si è animato alle spalle fra George Russell e le Ferrari: “Con le gomme dure, dopo i primi giri difficili, mi sentivo bene,” ha raccontato. “Abbiamo fatto fatica a riscaldarle rispetto alla Ferrari, ma sentivo di avere la situazione sotto controllo”.
Il momento di tensione nel finale che porta al trionfo storico
Il vantaggio accumulato si è rivelato fondamentale negli ultimi giri. A tre tornate dalla fine Antonelli ha commesso un piccolo errore nel tornantino più lento del circuito, rischiando di compromettere tutto. Per fortuna il margine costruito in precedenza gli ha consentito di mantenere la leadership senza conseguenze. “Mi sono spaventato parecchio in quel momento,” ha ammesso con sincerità.
“Mi sono rilassato troppo e ho commesso un errore. È una cosa che non dovrò più fare”. È stato l’unico vero brivido di una gara altrimenti gestita con grande controllo. Quando la bandiera a scacchi è scesa sul rettilineo, Kimi ha realizzato di aver scritto una pagina importante per il motorsport italiano. Dopo l’arrivo al parco chiuso, l’emozione è diventata impossibile da trattenere. Il giovane pilota si è lasciato andare a lacrime di gioia, prima di analizzare con lucidità il significato del risultato:

“Sognavo questo momento. Sono davvero felicissimo e questa vittoria ha un sapore speciale”. Il successo rappresenta anche un traguardo simbolico per il pilota bolognese, che fin dall’inizio della sua carriera ha indicato la vittoria in Formula 1 come uno dei suoi obiettivi principali: “Questo era uno dei miei sogni più grandi. Ora mi sento più fiducioso e consapevole del mio potenziale. Battere George e gli altri non sarà facile. Dovrò continuare a spingere e a lavorare. Oggi è andata bene, ma siamo solo all’inizio”.
Parole che raccontano bene la mentalità con cui il pilota Mercedes sta affrontando questa fase della sua carriera: entusiasmo, ma anche grande consapevolezza delle difficoltà che lo attendono. Per l’Italia, intanto, Shanghai resterà una data speciale. Dopo vent’anni di attesa, un pilota italiano è tornato a vincere in Formula 1. E se il futuro manterrà le promesse viste in questo weekend, quella di Kimi potrebbe essere solo la prima di molte vittorie.
Autore: Roberto Valenti
Immagini: Red Bull