F1 2026 Ferrari Vasseur

Caso Ferrari, Vasseur contro la FIA: cambiare le regole ora ci danneggia

l nuovo ciclo regolamentare della F1 2026 ha riportato al centro dell’attenzione un fenomeno che negli ultimi anni era stato quasi completamente eliminato: il turbo-lag. Con l’abolizione dell’MGU-H, il motore elettrico collegato alla turbina che contribuiva a mantenerla in rotazione, le auto tornano a fare i conti con un ritardo di risposta in accelerazione più evidente rispetto al passato. Ferrari ci ha pensato in partenza e Vasseur fa notare l’importante scelta di progetto.

Ferrari e la scelta sulla power unit

Durante i test in Bahrain le squadre hanno avuto la prima conferma concreta di questa criticità. In alcune situazioni, soprattutto nelle simulazioni di partenza da fermo, diverse vetture hanno mostrato difficoltà nella fase iniziale di accelerazione. Senza il supporto dell’MGU-H, infatti, la turbina necessita di più tempo per raggiungere il regime necessario a garantire la piena spinta del motore.

Il risultato è che le auto possono risultare meno pronte allo scatto al momento dello spegnimento dei semafori, un aspetto che ha riaperto il dibattito sulla procedura di partenza dei Gran Premi. In questo scenario, la Ferrari sembra aver affrontato il problema con un approccio diverso rispetto ad altri costruttori. Un qualcosa che gli offre un bel vantaggio nella fase di start.

F1 2026 Ferrari Vasseur
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 nei test del Bahrain

Il team guidato da Frédéric Vasseur ha lavorato fin dalle prime fasi del progetto sulla gestione del turbo-lag, immaginando una power unit progettata per privilegiare la guidabilità nelle fasi di accelerazione. La soluzione adottata a Maranello prevede una turbina più compatta, una scelta tecnica che consente al sistema di entrare in pressione più rapidamente. Riducendo l’inerzia del turbo, la risposta del motore diventa più progressiva e il ritardo nella fase di accelerazione viene attenuato.

Si tratta però di un compromesso. Un turbo di dimensioni inferiori può limitare il picco massimo di potenza disponibile, ma offre una migliore gestibilità del motore nelle situazioni più delicate, come appunto le partenze da fermo. Secondo quanto emerso nel paddock, questa filosofia progettuale sarebbe uno dei motivi per cui le vetture motorizzate Ferrari non sembrano soffrire in modo particolare la fase di start rispetto ad altri team.

Ferrari, Vasseur non è sorpreso dalla problematica sulle partenze

Proprio per questo motivo, in casa Ferrari ha destato sorpresa la discussione emersa durante i test del Bahrain riguardo a una possibile modifica della procedura di partenza. Tra le ipotesi circolate nel paddock c’è quella di introdurre alcuni secondi aggiuntivi di attesa prima dello spegnimento dei semafori, in modo da consentire ai piloti di gestire meglio la fase iniziale di accelerazione e ridurre eventuali rischi legati alla sicurezza.

Una prospettiva che ha lasciato perplesso Frédéric Vasseur, come spiegato dallo stesso team principal in un’intervista a Motorsport.com. “Senza MGU-H era chiaro che il turbo-lag sarebbe diventato un fattore da gestire”, ha spiegato il manager francese. “Lo sapevamo fin dall’inizio e, quando abbiamo definito l’architettura della nostra power unit, abbiamo valutato non solo la potenza massima ma anche altri aspetti, come la partenza”.

F1 2026 Ferrari SF-26 Vasseur
Frederic Vasseur, team principal della storica scuderia Ferrari

Vasseur ha sottolineato come la FIA avesse inizialmente indicato l’intenzione di non modificare la procedura di partenza, motivo per cui il ritorno del dibattito durante i test ha colto di sorpresa la squadra italiana:“Quando si progetta un motore si devono sempre fare dei compromessi. Da una parte c’è la massima potenza, dall’altra la guidabilità. Noi abbiamo fatto le nostre scelte”.

Leclerc sereno sul nodo partenze

Anche Charles Leclerc ha affrontato l’argomento, confermando che per la monoposto di Maranello le partenze non sembrano rappresentare una criticità particolare. Il pilota monegasco ha spiegato che la squadra aveva preso in considerazione il tema già nelle prime fasi di sviluppo della vettura, un aspetto che oggi potrebbe rivelarsi uno dei punti di forza della SF-26. “È un particolare che abbiamo valutato iniziando a lavorare su questo regolamento. “Per noi le partenze non sembrano un’area problematica”.

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Charles Leclerc nel paddock di Melbourne

Allo stesso tempo, il pilota Ferrari ha ricordato come il nuovo ciclo tecnico presenti ancora molte incognite. I test invernali hanno offerto soltanto indicazioni preliminari e alcune situazioni potranno essere comprese davvero soltanto nei primi weekend di gara: “Ci sono aspetti che non abbiamo ancora sperimentato completamente. Ad esempio il comportamento della vettura sul bagnato o le dinamiche dei sorpassi. Sono elementi che non si possono riprodurre completamente durante i test”.

FIA e partenze: possibile modifica per motivi di sicurezza

Il dibattito sulle partenze resta aperto. Al momento la FIA non ha annunciato alcuna modifica ufficiale e nei documenti tecnici pubblicati nelle ultime settimane non compare alcun cambiamento alla procedura di start. Tuttavia, trattandosi di una questione potenzialmente legata alla sicurezza, la Federazione Internazionale potrebbe decidere di intervenire anche senza il consenso delle squadre. Una scelta che avrebbe conseguenze tecniche importanti.

Specie per quei team che hanno sviluppato la propria power unit tenendo conto delle regole inizialmente previste. In una Formula 1 che si prepara a inaugurare una nuova era tecnica, anche un dettaglio come la risposta del turbo al momento della partenza può diventare un elemento capace di influenzare gli equilibri tra le squadre. Il confronto tra tra costruttori e Federazione su questo tema potrebbe quindi accompagnare l’inizio della stagione.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Scuderia Ferrari