F1 McLaren Stella

F1, McLaren: possibili esperimenti sulla power unit alla base del blackout

Il Gran Premio di Cina si è trasformati in un vero e proprio incubo a occhi aperti per la McLaren. Quella che poteva essere una gara d’attacco, con il quinto e sesto posto conquistati da Piastri e Norris, si è concluso con un disastroso doppio zero prima dello spegnimento dei semafori. Stella, visibilmente amareggiato al termine della giornata, ha dovuto fare i conti con l’amara realtà di due monoposto rimaste malinconicamente mute all’interno del box, vittime di un improvviso e fatale collasso tecnico.

L’odissea elettrica delle due MCL40

Il calvario della scuderia di Woking è iniziato poco prima dell’apertura della pit lane, colpendo inizialmente la vettura di Norris. Il team principal ha spiegato come i tecnici abbiano improvvisamente perso ogni possibilità di comunicazione con la parte elettrica della power unit. Nonostante i tentativi disperati dei meccanici di aggirare l’ostacolo sostituendo componenti periferiche per evitare il lungo e penalizzante cambio dell’intero blocco motore, ogni sforzo si è rivelato vano.

Anche i tentativi di riprogrammazione software non hanno sortito alcun effetto, condannando il britannico a non poter letteralmente uscire dal garage. Pochi minuti dopo, una sorte quasi identica, seppur con sfumature tecniche leggermente diverse, è toccata a Piastri. L’australiano era riuscito a raggiungere regolarmente la griglia di partenza, ma al momento di riavviare la monoposto per il giro di ricognizione, il sistema è andato in blocco totale.

F1 McLaren GP Cina Stella
Andrea Stella, team principal della storica Scuderia Ferrari

Stella ha chiarito che, pur trattandosi di un’anomalia di natura differente rispetto a quella di Norris, il cedimento ha riguardato esattamente lo stesso macro-componente elettrico fornito dalla Mercedes HPP. Una coincidenza tanto rara quanto devastante, che imporrà ora un’analisi congiunta e serrata tra Woking e Brixworth per capire l’origine di questo doppio, inspiegabile, collasso terminale.

Il conto salato dei dati persi e l’impatto sul campionato

Oltre allo zero in classifica in un Mondiale 2026 che non perdona alcuna sbavatura, il rammarico maggiore per i vertici McLaren riguarda l’enorme mole di dati andata in fumo. Rinunciare a ben cinquantasei giri di gara con due vetture rappresenta un colpo durissimo per lo sviluppo. Stella è ben consapevole che in questa delicatissima fase di studio dei nuovi regolamenti, ogni chilometro in pista è vitale per ottimizzare le prestazioni.

Questo vale sia per la comprensione dei flussi aerodinamici, sia per la complessa validazione meccanica del disegno kame adottato per le sospensioni e il loro delicato accoppiamento con le coperture. Senza questi riscontri sul passo gara, la squadra si ritrova a navigare a vista verso il prossimo appuntamento. Il peso specifico di questa disfatta si riflette drammaticamente sulle classifiche. Il manager italiano non ha nascosto la preoccupazione per il terreno perduto.

F1 McLaren Stella
Oscar Piastri prima del Gran Premio della Cina a bordo della sua McLaren MCL40

Con una Mercedes che sembra correre un campionato a parte e una Ferrari che si fa sempre più minacciosa, tornare a casa a mani vuote dalla Cina rappresenta un deficit che potrebbe pesare come un macigno sul bilancio di fine stagione. Nonostante la batosta, e la delusione di un Piastri costretto a saltare la partenza dei primi due gran premi dell’anno, il muretto McLaren cerca di fare quadrato.

L’impronta lasciata dalla profonda ristrutturazione aziendale iniziata nel 2023 sta aiutando il team ad assorbire l’urto. La linea dettata dalla dirigenza è chiara: focalizzarsi esclusivamente su ciò che è sotto il proprio controllo, metabolizzare la lezione di Shanghai e guardare al prossimo fine settimana con la mentalità di chi sa incassare il colpo e ripartire.

GP Cina, cosa è sucesso alla McLaren?

Per quanto riguarda il problema accusato, la McLaren ha confermato che si è trattato di guasti elettronici di natura differente. Nel post-gara, Andrea Stella ha spiegato come il team abbia provato a sostituire il maggior numero possibile di componenti, evitando però di intervenire su quella specifica parte la cui sostituzione avrebbe richiesto troppo tempo.

Tra i tentativi effettuati rientra anche la sostituzione della control unit, un’operazione che richiede pochi minuti, ma che come abbiamo visto non ha portato alla risoluzione del problema. Le informazioni tecniche sono state offerte dagli uomini della Mercedes HPP, fornitori della Power Unit, con i quali la McLaren collaborerà per analizzare più a fondo quanto accaduto, a quanto pare.

È tuttavia piuttosto anomalo il fatto che entrambe le vetture di Woking, equipaggiate con power unit Mercedes, si siano ritirate a causa di problemi elettrici di natura differente. Considerando che la McLaren ha margine d’azione nella sola programmazione del software di controllo, relativo gestione elettrica, è naturale ipotizzare che il team possa aver sperimentato qualcosa proprio su questo fronte.

F1 2026 McLaren
Lando Norris a bordo della McLaren MCL40

D’altra parte, non è un segreto che la scuderia di Woking abbia lavorato sulla gestione ibrida, nel tentativo di massimizzare le prestazioni attraverso il software gestionale. Un’operazione strettamente collegata a questo ambito, ma allo stesso tempo rischiosa, considerando la limitata esperienza e un supporto Mercedes che, a quanto pare, si è rivelato piuttosto latitante quando si tratta di una collaborazione più diretta.

La scuderia britannica, infatti, detiene la responsabilità totale sulla logica di controllo dell’energia, un ambito nel quale possono emergere diverse criticità. Al momento non è ancora possibile confermare alcuna ipotesi, anche perché sarà necessario attendere il report definitivo della Mercedes HPP prima di trarre conclusioni più precise. Ma è chiaro che lavorare senza il libretto di istruzioni non è semplice.

Autore:  Zander Arcari – @berrageiz  

Immagini: McLaren