F1 GP Australia Red Bull Hadjar

GP Australia F1, Red Bull: Hadjar ha realizzato un lavoro super nei mesi scorsi

Il sabato di Melbourne ha regalato alla Red Bull una giornata dai contorni contrastanti. Da una parte l’entusiasmo per il terzo posto di Isack Hadjar, autore della miglior qualifica della sua carriera in Formula 1 nel weekend d’esordio con il nuovo team. Dall’altra l’amarezza per l’incidente di Verstappen che lo obbliga a scattare dal fondo della griglia. Una giornata, quindi, dalle due facce per la squadra di Milton Keynes: incoraggiante da un lato, carica di interrogativi dall’altro.

Hadjar si prende la scena

Se c’era un nome che in pochi si aspettavano così in alto al termine delle qualifiche, quello era probabilmente proprio Isack Hadjar. E invece il franco-algerino ha chiuso al terzo posto con il tempo di 1:19.303, costruendo giro dopo giro una sessione sempre più convincente. La sensazione, osservando la sua progressione, è che il risultato non sia arrivato per caso.

Hadjar ha migliorato il proprio rendimento a ogni uscita, trovando fiducia nel momento giusto e mostrando una capacità di adattamento che, su una pista come Albert Park e all’inizio di un ciclo tecnico completamente nuovo, assume un peso ancora maggiore. “È il modo perfetto per iniziare la mia avventura con il team”, ha spiegato al termine della sessione.

F1 GP Australian Red Bull Hadjar
Isack Hadjar festeggia il terzo posto nella qualifica del GP di Australia con i meccanici della Red Bull

“Quando ho tagliato il traguardo nell’ultimo giro ho capito subito che era un buon tempo. Arrivare qui non era qualcosa che ci aspettavamo davvero, quindi possiamo essere molto contenti”. Nelle sue parole emerge un aspetto interessante: la crescita costante avvertita in qualifica. Non il classico lampo improvviso, ma una costruzione progressiva del risultato: “Abbiamo continuato a migliorare a ogni run, dalla prima tornata in Q1 fino all’ultima. La macchina e io siamo cresciuti insieme giro dopo giro”.

È una frase che racconta bene il senso della sua giornata. Hadjar non si è limitato a portare a casa un piazzamento di prestigio, ma ha dato la sensazione di essere entrato progressivamente dentro la vettura, fino a sfruttarne appieno il potenziale. Un dettaglio che, in un contesto tecnico ancora tutto da decifrare, vale forse quanto il risultato stesso.

Red Bull, una qualifica che vale anche per il progetto

Il terzo posto di Isack non rappresenta soltanto una soddisfazione individuale. È anche un segnale importante per il lavoro svolto dalla squadra negli ultimi mesi, soprattutto alla luce del nuovo regolamento tecnico e della nuova power unit. Hadjar ha parlato di una vettura finalmente più consistente rispetto al venerdì, sottolineando come la squadra sia riuscita a trovare quella continuità che fino al giorno prima era mancata:

“Siamo riusciti a trovare la costanza che ieri non avevamo. Ho sentito sotto di me una macchina solida, sia dal lato telaio sia da quello della power unit”. Dietro questa crescita c’è il lavoro di un gruppo che ha dovuto affrontare un inverno particolarmente impegnativo. Il cambio regolamentare ha richiesto una revisione profonda dell’intero pacchetto tecnico e i primi riscontri di Melbourne sembrano dare ragione a chi, dentro il team, ha scelto di puntare forte sulla fase di sviluppo.

F1 GP Australia Red Bull Mekies
Laurent Mekies, team principal della Red Bull in Australia

Non a caso Laurent Mekies ha voluto leggere il risultato proprio in questa chiave. Per il CEO e team principal, il sabato australiano rappresenta una ricompensa concreta per il lavoro accumulato negli ultimi anni: “Sappiamo tutti quanto sia competitivo questo sport, quindi qualificarsi terzi oggi è una grande ricompensa per tutto il lavoro svolto dietro le quinte negli ultimi quattro anni, sia sul lato power unit sia su quello del telaio per affrontare questo nuovo regolamento”.

Ma il passaggio forse più significativo delle sue dichiarazioni riguarda proprio Hadjar: “Ha lavorato tantissimo durante l’inverno e vedere questo impegno trasformarsi in un risultato del genere è qualcosa di speciale, non solo per lui ma per tutta la squadra”.

Il rovescio della medaglia: il ko di Verstappen

Se il lato luminoso del sabato porta il nome di Hadjar, quello più amaro è inevitabilmente legato a Verstappen. L’olandese non ha potuto completare la propria qualifica a causa di un incidente che, dalle sue stesse parole, ha avuto caratteristiche molto particolari. “L’incidente è stato davvero strano”, ha raccontato. “Ho premuto il pedale del freno in curva 1 e l’intero asse posteriore si è completamente bloccato”.

Una dinamica insolita, tanto da lasciare lo stesso pilota senza una spiegazione immediata. Verstappen ha spiegato di non aver mai sperimentato prima una situazione simile, dettaglio che aumenta l’interesse attorno all’analisi dei dati che il team dovrà completare nelle prossime ore. La notizia più importante, al di là delle conseguenze sportive, resta comunque quella legata alle condizioni del pilota.

Dopo l’impatto Verstappen è stato sottoposto ai controlli del caso al centro medico, compresi esami alle mani, che hanno escluso conseguenze fisiche. Resta però il peso di un episodio che cambia completamente la prospettiva del suo weekend. Domani sarà costretto a partire dalle ultime posizioni, in una gara che si annuncia già complessa per tutti a causa delle incognite legate alle nuove vetture.

F1 GP Australia Verstappen Red Bull
Max Verstappen deluso dopo il ritiro dalla Q1 del GP di Australia

Verstappen lo sa bene e non si è nascosto. Il suo obiettivo, ora, non può che essere una rimonta ragionata: “Domani partirò dal fondo e cercherò di risalire. Non è la situazione ideale, ovviamente, ma possiamo provare a puntare a un sesto o settimo posto. Non so ancora quanto sarà facile sorpassare”.

È una valutazione lucida, che fotografa bene l’incertezza di questo inizio di stagione. In un campionato appena cominciato, con monoposto ancora in fase di interpretazione e dinamiche di gara non del tutto chiare, partire dietro può trasformarsi in una sfida particolarmente delicata. Tanto più su un tracciato cittadino come Melbourne, dove le occasioni per attaccare non sono mai infinite.

Una Red Bull tra orgoglio e prudenza

Nel bilancio complessivo della giornata, la Red Bull può comunque guardare a Melbourne con sensazioni contrastanti ma non esclusivamente negative. Il risultato di Hadjar dimostra che il pacchetto tecnico ha basi solide e che il lavoro svolto a Milton Keynes durante l’inverno può dare frutti importanti. Mekies, non a caso, ha sottolineato anche il valore simbolico di questo avvio di stagione.

Lo fa ricordando la soddisfazione di vedere il progetto partire bene e di avere al fianco Ford in questa nuova fase. Allo stesso tempo, però, l’incidente di Verstappen impone prudenza. Prima ancora di pensare alla gara, servirà capire con precisione che cosa abbia provocato quel bloccaggio anomalo del posteriore. Perché in una Formula 1 che ha appena aperto un nuovo capitolo tecnico, ogni dettaglio può trasformarsi in un campanello d’allarme.

Il sabato di Melbourne, insomma, ha raccontato molto della Red Bull che sta nascendo. Una squadra capace di sorprendere con un giovane che si prende la scena, ma costretta anche a fare i conti con fragilità e dubbi che non possono essere ignorati. Ed è forse proprio questo contrasto a rendere il suo inizio di stagione così interessante da osservare.

Autore: Roberto Valenti

Immagini: Mercedes