La rivoluzione della F1 2026 passa anche per il portafogli, con il nuovo regolamento finanziario della FIA che alza il budget cap a 215 milioni di dollari per i telai e a 190 per le power unit. Una mossa vitale per inglobare nuove voci di spesa, blindare il Circus e varare il sistema ADUO, il jolly studiato per dare la possibilitΓ ai team in ritardo di recuperare.
F1 2026, la rivoluzione del budget cap sui telai
Introdotto originariamente nel 2021 per arginare le spese folli dei top team, il tetto di spesa ha cambiato per sempre il volto della F1. Prima, chi aveva portafogli illimitati dominava. Oggi, le regole impongono un limite severo su tutto ciΓ² che genera prestazione pura. Esattamente come i salary cap nei campionati americani (NBA o NFL), la F1 controlla la spesa ingegneristica per bilanciare lo schieramento.
Fino allo scorso anno, il limite era di 135 milioni di dollari. Dal 2026, la cifra base schizza a 215 milioni. Un aumento enorme? Solo in apparenza. Questo perchΓ© l’incremento non Γ¨ una sorta di “liberi tutti”, ma bensΓ¬ un banale adeguamento per inglobare voci prima escluse. Sparisce infatti il tetto separato per le spese in conto capitale (il CapEx da 36 milioni spalmati su 4 anni).

Ora i costi di ammortamento annuali rientrano direttamente nel budget cap. Inoltre, se un dipendente dedica anche solo un frammento del suo tempo a progetti F1, il suo stipendio peserΓ al 100% sul tetto. Per compensare, la Federazione Internazionale ha deciso di inserire nuove esenzioni per bilanciar le cose Le spese per salute, sicurezza e i costi di catering (in fabbrica e in pista) non verranno conteggiati.
Infine, i team potranno portare all’anno successivo fino a 2 milioni di fondi non spesi e godranno di bonus per le sedi in nazioni ad alto costo della vita, come la Svizzera per la futura Audi. Una mossa intelligente della FIA, che su altri tavoli di discussione ha pure fatto una retromarcia sulla questione energetica che stava tediando il mondiale di F1 2026.
Power Unit: tetto a 190 milioni e nuovi costruttori
Il rigore finanziario non risparmia i motori. Dal 2023, la FIA ha esteso il limite di spesa alle power unit. Questa barriera, unita ai nuovi motori 2026 (con architettura 50-50 tra endotermico ed elettrico), ha funzionato da esca perfetta per i colossi dell’automotive. Un qualcosa ritenuto altamente necessario per rendere piΓΉ appetibile la massima categoria.
Anche per questa ragione la Honda si Γ¨ decisa a restare. Inoltre, tale prerogativa ha sedotto colossi del motore come la Ford e Audi, spianando persino la strada a General Motors per il 2029. Il limite iniziale per lo sviluppo dei propulsori era di 95 milioni. Per la F1 2026, anno del debutto in gara, il tetto sale a 190 milioni di dollari. La motivazione Γ¨ identica a quella dei telai.

Ci riferiamo al fatto che i limiti separati per il CapEx sono stati cancellati. Anche questa una mossa altamente necessaria da tempo. La nuova cifra copre in blocco ricerca, produzione, fornitura e supporto in pista. I nuovi ingressi, per non partire svantaggiati, beneficeranno di un limite maggiorato di 148,5 milioni nei tre anni precedenti al loro sbarco ufficiale.
F1 2026, il sistema ADUO: la scialuppa per chi resta indietro
Ma cosa succede se un costruttore “sbaglia” il motore 2026 e si ritrova con i propulsori congelati dallo sviluppo? La Formula 1 sembra avere imparato dagli scivoloni del passato. Per questo, sin dalle prime stesure regolamenti, ha deciso di inserire una specie di salvagente regolamentare chiamato ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities).
Quando un motorista accusa un pesante deficit di potenza, riceverΓ concessioni tecniche e finanziarie extra per sviluppare e riavvicinarsi ai rivali. L’entitΓ del “bonus” dipenderΓ dalla gravitΓ del ritardo cronometrico. Sono previste anche deroghe extra-budget per risolvere gravi falle di affidabilitΓ . Un sistema parecchio elastico e piuttosto intelligente.

Il tutto Γ¨ studiato per scongiurare cicli di dominio assoluto e mantenere lo spettacolo aperto fino all’ultima curva. Ferrari potrΓ utilizzarlo per recuperare il gap su Mercedes. Stesso discorso per Audi e Honda, non andando in crisi finanziaria grazie all’adeguamento del budget cap che, di fatto, scongiura problemi per far quadrare i conti con modifiche extra.
Autore : Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: NOBU – @n_mode_log