La classifica costruttori fotografa una Red Bull irriconoscibile al sesto posto nella F1, con soli 16 punti, gli stessi dellβAlpine. Mercedes domina, seguita da Ferrari, mentre Verstappen lotta stabilmente a metΓ classifica. Il gap dalla McLaren ammonta giΓ a trenta lunghezze, segnando un solco profondo con la vetta. La squadra di Milton Keynes si trova davanti a una decisione importante ma molto complicata.
Red Bull RB22: un’auto senza identitΓ
L’atmosfera all’interno dei box dopo il Gran Premio del Giappone Γ¨ stata descritta come tesa e per nulla serena dal giovane Isack Hadjar. Il compagno di squadra di Max ha ammesso che il clima nel team non Γ¨ buono, confermando una crisi d’identitΓ interna molto profonda. Laurent Mekies, nel suo ruolo di team principal, ha espresso pubblicamente il proprio rammarico.
Lo ha fatto scusandosi per le difficoltΓ incontrate dai piloti in questa fase iniziale. Il manager francese sta faticando a gestire la transizione da squadra pigliatutto a scuderia costretta a difendersi dagli attacchi delle vetture di seconda fascia. Dal punto di vista tecnico, la RB22 si Γ¨ rivelata una monoposto estremamente complessa e, a tratti, persino pericolosa da condurre nei tratti veloci.

Se il nuovo motore costruito interamente in casa e in collaborazione con Ford sembra fornire garanzie piΓΉ o meno accettabili, sono l’aerodinamica e il telaio a rappresentare il vero punto debole del progetto attuale. Hadjar ha perΓ² raccontato una gara calvario a Suzuka, caratterizzata da una batteria che si esauriva troppo presto, rendendo la vettura una preda facile.
La grande insofferenza di Verstappen
Max Verstappen non ha usato giri di parole per criticare la deriva tecnologica della F1 targata 2026. Una massima categoria del motorsport profondamente cambiata e che, a dire il vero, Mercedes a parte non soddisfa nessuno sino in fondo. Solo Hamilton sembra gioire delle battaglie interne con Leclerc, divertito da questa azione in pista comunque di plastica.
L’olandese ha definito l’attuale modo di correre come l’esatto opposto della guida pura. Il talento di Hasselt soffre la mancanza di una vettura competitiva, ma soprattutto mostra un fastidio per regole che premiano i software rispetto al talento. Per questo sta valutando seriamente il ritiro a fine stagione, nonostante un contratto che lo legherebbe al team fino al 2028.

Un vertice ad alta quota sul volo di ritorno dal Giappone tra Verstappen, Mekies e Gianpiero Lambiase ha alimentato ulteriori indiscrezioni sul futuro del team. Durante il viaggio si sarebbe discusso non solo dei problemi tecnici immediati, ma anche di scenari contrattuali clamorosi per gestire l’eventuale uscita di Max nel 2027 e poi rientrare nel 2028.
Red Bull in crisi: la Racing Bulls Γ¨ distante appena due punti
La crisi attuale appare come la conseguenza inevitabile del massiccio esodo di figure chiave che ha colpito la Red Bull negli ultimi dodici mesi. Le partenze di Adrian Newey, Christian Horner, Jonathan Wheatley e Helmut Marko hanno privato il team della guida tecnica e politica necessaria per i nuovi regolamenti. Senza il guru dell’aerodinamica e il nucleo storico del comando tutto sta andando a rotoli.
Gli allievi rimasti a Milton Keynes sembrano aver smarrito la rotta progettuale piΓΉ efficace. La spaccatura interna avvenuta prima del cambio normativo della F1 2026 ha lasciato un vuoto di potere che la concorrenza ha saputo sfruttare. A rendere ancora piΓΉ amaro il bilancio Γ¨ il confronto ravvicinato con la Racing Bulls, che insegue la casa madre a sole due lunghezze.

Vedere la squadra junior lottare alla pari Γ¨ un’umiliazione che evidenzia i limiti del telaio sviluppato per Verstappen e Hadjar. Sebbene in passato la Mercedes sia stata insidiata dalla McLaren, trovarsi sotto pressione dalla propria filiale Γ¨ di allarme senza precedenti. Questo scenario mette in discussione l’intera gerarchia del gruppo e l’efficacia delle soluzioni estreme adottate sulla complicata RB22.
Il dilemma Red Bull attanaglia tecnici, piloti e ingegneri
Il dilemma che ora agita Mekies e i suoi ingegneri riguarda la scelta tra un restyling radicale della monoposto attuale o il sacrificio totale del 2026. In ambedue i casi il percorso Γ¨ parecchio complicato. Progettare una versione “B” della RB22 richiede risorse ingenti all’interno del budget cap, col rischio di non colmare comunque il distacco dai primi tre.
Una scelta che perΓ² da una parte ha senso, nel tentativo di mantenere Verstappen tra le file della scuderia. Un po’ quello che Γ¨ successo lo scorso anno, anche se in situazione diversa, per intenderci. Dimostrare a Max che il team sa come reagire e puΓ² continuare nella lotta al vertice, malgrado, ovviamente, questo titolo di “Formula 1 a batterie” non piaccia affatto al quattro volte campione del mondo.

Molti suggeriscono di concentrare ogni sforzo sulla monoposto del 2027, magari prendendo spunto proprio dalle soluzioni piΓΉ equilibrate viste sulla Racing Bulls. La Red Bull si trova a un bivio cruciale, dove i rischi di perdere Max sono molto alti in ambedue i casi. Probabilmente il momento piΓΉ delicato della storia del team austriaco, che potrebbe scivolare in un baratro dal quale sarebbe complicato uscire.
Autore: Andrea Bovone
Immagini: Red Bull Racing