La Red Bull sta vivendo un terzo round della F1 2026 piuttosto complicato a Suzuka. Il nuovo pacchetto di aggiornamenti sulla RB22, molto atteso e studiato dagli ingegneri guidati da Pierre Waché, doveva teoricamente migliorare le prestazioni della monoposto. Dopo la qualifica, però, appare chiaro che, almeno per il momento, le aspettative non si siano tradotte in risultati concreti.
Red Bull: lavoro di fino sull’aerodinamica della RB22
Con il supporto di Giorgio Piola analizziamo tutte le novità. Iniziamo dalle bocche d’ingresso delle pance. I sidepod sono stati ridotti nella loro sezione, abbandonando una forma più ovale. L’obiettivo è quello di diminuire l’impatto aerodinamico, incrementare l’efficienza complessiva e, al contempo, ampliare il volume dell’undercut. Il sottosquadro è fondamentale per la generazione di outwash.

Si cerca di generare una sovrappressione locale nella zona adiacente all’abitacolo. Maggiore è questo incremento locale di pressione, più grande sarà l’effetto outwash che si riuscirà a ottenere. È quindi una maniera di riprodurre questo effetto senza utilizzare appendici aerodinamiche. Ridurre l’entrata delle pance è solo l’incipit di un pacchetto di aggiornamenti massiccio.

Red Bull punta a modificare l’intera gestione del fluido, dal centro vettura fino al retrotreno. Le pance sono state snellite grazie a un lavoro di precisione nel packaging delle componenti interne. Questa operazione permette di guadagnare efficienza e carico posteriore. La nuova versione della RB22 facilita lo scorrimento della massa fluida verso il retrotreno.

La zona sopra al diffusore è stata ottimizzata per aumentare la downforce e migliorare la stabilità del flusso a maggiori angoli di imbardata. Anche nella parte terminale del cofano motore, la cosiddetta Coca-Cola, è stato apportato un aggiornamento: la sezione d’uscita del fluido è stata ristretta, riducendo così la resistenza aerodinamica.
Anche il fondo è modificato, ma la RB22 non funziona affatto.
Considerando l’entità delle modifiche, è evidente che questo aggiornamento era pianificato da tempo ma anticipato. Gli ingegneri hanno agito anche sul fondo, soprattutto nella zona davanti alla ruota posteriore: area dove si genera un ricircolo molto intenso, poiché la massa d’aria viene trascinata verso il basso dal rotolamento della gomma.
Il lavoro sul fluido in questa zona è molto complesso. L’obiettivo dei tecnici Red Bull è creare una sorta di barriera per proteggere l’aria che scorre nel diffusore. Il tutto mantenendo i flussi quanto più puliti possibile e garantendo di riflesso carico e stabilità al retrotreno. Al momento, però, l’aggiornamento non ha ancora prodotto gli effetti sperati.

Al contrario, il pacchetto sembra aver generato più confusione che benefici, con la RB22 non sembra rispondere nella maniera corretta alle varie regolazioni di setup. Un aggiornamento così complesso richiede sempre tempo per essere ottimizzato e, in F1, quando un update non funziona può facilmente creare problemi. Questo sembra essere esattamente il caso emblema della situazione attuale.
Per di più, siamo solo all’alba di una nuova era normativa. È ancora troppo presto per capire quale sia la direzione più redditizia a livello aerodinamico e meccanico. Anche per tale ragione, la scuderia che sarà in grado di azzeccare più aggiornamenti nel corso del mondiale avrà un grosso vantaggio. Esattamente quello che continua a ripetere Vasseur ormai da qualche mese.
Autori: Giorgio Piola – Zander Arcari – @berrageiz
Illustrazioni: Giorgio Piola Design