Il sistema ADUO agita il paddock di Formula 1: Red Bull-Ford spera di rientrare nelle concessioni motoristiche per ricucire il distacco dal riferimento Mercedes. Laurent Mekies si allinea al pensiero di Toto Wolff, e che gli aiuti regolamentari devono servire esclusivamente per recuperare terreno e non per creare vantaggi sleali. Tuttavia, pensa che il loro motore soffra un deficit del 2% e chiede la deroga alla FIA.
Red Bull tra i pretendenti dell’ADUO
Superata la prima fase cruciale della stagione 2026, l’attenzione di scuderie e costruttori Γ¨ totalmente focalizzata sull’applicazione dell’ADUO (Additional Development and Upgrades Opportunities). Questo meccanismo di concessioni Γ¨ divenuto rapidamente la questione politica e ingegneristica piΓΉ dibattuta delle ultime settimane nel Circus.
Al vertice delle prestazioni motoristiche siede attualmente l’unitΓ di potenza della Mercedes, e tutti i rivali attardati attendono con ansia i responsi della Federazione Internazionale per capire se potranno sfruttare gli aiuti per colmare il divario. Tra i pretendenti piΓΉ illustri spicca il nuovo progetto Red Bull-Ford, i cui vertici sono ben consapevoli delle carenze prestazionali del loro propulsore rispetto al benchmark.

Nonostante l’evidente necessitΓ e volontΓ di accedere alle concessioni, emerge una netta e inedita convergenza politica: l’idea diffusa Γ¨ che queste regole non debbano stravolgere i valori in campo, ma semplicemente limitare i danni di chi ha interpretato peggio il nuovo regolamento ibrido. quindi si tratta di dar modo a chi Γ¨ in ritardo di recuperare terreno. Niente piΓΉ.
Red Bull-Ford e l’allineamento politico con Mercedes
Nelle scorse settimane, Toto Wolff Γ¨ stato categorico nello specificare la vera natura della normativa introdotta dalla FIA. Il team principal della Mercedes ha sottolineato che l’ADUO deve rappresentare un supporto vitale per i costruttori piΓΉ in difficoltΓ . Lo ha detto citando esplicitamente i problemi incontrati dalla Honda, che perΓ² non devono in alcun modo trasformarsi in una scorciatoia.
La visione del manager austriaco Γ¨ chiara: se un motorista ha un problema conclamato Γ¨ corretto che il sistema lo aiuti. Ma queste concessioni non possono fungere da “rampa di lancio” a discapito di chi ha svolto un eccellente lavoro di progettazione in sede di fabbrica. Inaspettatamente, a condividere e rafforzare in pieno questa linea Γ¨ intervenuto Laurent Mekies.

Pur riconoscendo l’enorme sforzo profuso dai tecnici per portare il neonato motore Red Bull-Ford al livello attuale, il dirigente ha ammesso che il propulsore non Γ¨ ancora paragonabile a quello dei migliori. In un’intervista rilasciata a Sky Sports F1, ha chiarito la ferma posizione del team in merito alle agevolazioni tecniche, spegnendo i facili entusiasmi.
“Credo che Toto abbia ragione“, l’ADUO esiste per permettere di recuperare terreno, non per superare improvvisamente tutti gli altri. In questo senso, sono totalmente d’accordo con lui“. Red Bull confida di rientrare nelle concessioni FIA. “Ci aspettiamo di rientrare nella categoria per la deroga, sebbene non ci consentirΓ di superare i rivali in un colpo solo? D’altra parte, bacchette magiche in F1 non ce ne sono.
Il meccanismo ADUO: le soglie del 2% e del 4%
Per comprendere appieno le dinamiche di potere che determineranno i futuri sviluppi, bisogna analizzare i parametri matematici su cui si fonda l’ADUO. Questa normativa agisce come una vera e propria rete di sicurezza per bilanciare le prestazioni della griglia, distribuendo i vantaggi in modo proporzionale in base all’entitΓ del ritardo accumulato.
L’unitΓ di misura dirimente Γ¨ il delta prestazionale calcolato rispetto al propulsore piΓΉ efficiente in quel momento, ovvero il motore Mercedes. La FIA ha delineato due precise fasce di intervento per stabilire chi debba beneficiare delle concessioni. Per i costruttori che accusano un deficit di potenza compreso tra il 2% e il 4%, il regolamento sblocca un primo pacchetto di vantaggi e ore supplementari ai banchi prova.

Qualora il ritardo dovesse invece risultare piΓΉ critico, superando la soglia d’allarme del 4%, gli aiuti normativi diventano decisamente piΓΉ corposi per scongiurare spaccature incolmabili che minerebbero la competizione. Honda rientra sicuro in questi aiuti Il vero interrogativo Γ¨ legato al posizionamento degli altri come Red Bull, appunto convinta di rientrare nella soglia del 2% per accedere all’ADUO.
Autore : Zander Arcari β @berrageiz
Immagini: Scuderia Ferrari