Il nuovo ciclo tecnico della F1 2026 porta con sé sfide ingegneristiche inedite e un lessico normativo che impone chiarezza assoluta. Tra le novità più discusse e fraintese figura l’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), un meccanismo di salvaguardia introdotto dalla FIA per impedire che un costruttore di power unit accumuli un ritardo incolmabile protratto per anni.
ADUO: Cos’è e come valuta le Power Unit 2026
L’ADUO non è un correttivo immediato, bensì un pacchetto di concessioni regolamentari destinate esclusivamente ai motoristi che registrano un grave e certificato deficit prestazionale. A differenza di quanto avviene nel WEC (World Endurance Championship), la Formula 1 non adotta un Balance of Performance (BoP):
l’ADUO non penalizza in alcun modo i costruttori di vertice attraverso handicap, ma fornisce unicamente strumenti di sviluppo extra a chi insegue. L’attivazione del sistema non è soggettiva. La FIA si affida all’analisi incrociata di dati telemetrici e simulazioni avanzate, misurando l’efficienza globale della power unit in entrambe le sue componenti:

termica ed elettrica. Per evitare distorsioni legate alle caratteristiche di un singolo tracciato, la federazione valuta questi valori su un campione statistico spalmato su un primo e sostanzioso blocco di gare. Nessun intervento è pertanto previsto o applicabile nelle primissime fasi del campionato.
I parametri FIA: soglie di deficit, ore al banco e deroghe al Budget Cap
Il sistema ADUO è strutturato su un principio di progressività, basato su scaglioni relativi alla prestazione proporzionali all’entità dello svantaggio. L’accesso a questi benefici è regolato da parametri matematici inflessibili:
- Soglia di attivazione (Deficit >2%): Il deficit prestazionale del 2% rappresenta il limite invalicabile. Al di sotto di questa percentuale, la FIA non riconosce alcuna concessione.
- Soglia >2%: superato questo valore scatta il primo livello ADUO. Le ore extra concesse per i test al banco partono dal 10%
- Soglia >4%: se il valore supere questo numero scattano 70 ore operative in più sui banchi prova, con diverse autorizzazioni verso sviluppi omologati.
- Soglia >6%: le ore hai banchi prova arrivano sino a 110 + sviluppi omologati.
- Soglia >8%: le ore hai banchi prova arrivano sino a 190 + sviluppi omologati.

- Flessibilità sul Budget Cap: Gli sgravi finanziari applicati al tetto di spesa dei motori prevedono un’iniezione consentita che oscilla tra i +2-3 milioni di dollari (per il deficit minimo) fino a toccare quota +8-10 milioni di dollari per le fasce di svantaggio più critiche.
- Deroghe di omologazione: I costruttori in regime di ADUO ottengono l’autorizzazione a introdurre aggiornamenti hardware aggiuntivi, bypassando i rigidi vincoli standard di omologazione e accelerando il normale ciclo di Ricerca & Sviluppo.
F1 2026, ADUO: il caso Ferrari
L’architettura delle power unit 2026 ha già mostrato i propri limiti nei primi tre GP stagionali, offrendo alla FIA un punto di osservazione cruciale. In pista sono emerse le criticità legate al nuovo sistema ibrido, con i piloti costretti a drastici cali di potenza sui rettilinei e a marcate manovre di lift and coast. Le difficoltà nella gestione dell’energia, così come l’applicazione dell’ADUO, restano ora sotto attenta osservazione.

È piuttosto evidente come la Ferrari paghi un gap importante rispetto ai motorizzati Mercedes. Non è possibile disporre di dati certi in tal senso, ma la Rossa sembra effettivamente superare il fatidico 2% che le consentirebbe di mettere mano al propulsore. Sostenere che arrivi addirittura oltre il 4% appare però eccessivo. In attesa di conferme, Ferrari lavora già da tempo sul motore.
L’obiettivo è quello di modificare sia l’endotermico che il moto generatore MGU-K. Quindi è chiaro che, per il team di Maranello, serve un livello di potenza superiore sia per quanto concerne il motore a combustione interna, ma pure per la parte elettrica che deve realizzare un chiaro salto in avanti per ottimizzare le fasi di harvesting e deployment nella gestione dell’energia ibrida.
Ovviamente modificare una power unit non è cosa semplice, anche considerando che alla FIA va fornita una vera e propria carta d’identità del nuovo motore. Secondo le nostre stime, soltanto da metà giugno in poi ci saranno concrete possibilità di vedere le modifiche al propulsore della SF-26. Una mossa da non sbagliare per restare in scia a Mercedes e continuare a lottare per il mondiale di F1 2026.

Nel frattempo, il team italiano si è già mosso anche sul piano aerodinamico. Nel test di Monza abbiamo osservato diversi aggiornamenti alla Ferrari SF-26, tra cui fondo, diffusore, ala anteriore, sospensione anteriore, bargeboard e ala Macarena. Resta da capire se tali modifiche saranno efficaci da subito, permettendo alla vettura italiana di compiere un passo in avanti già a Miami.
Autori: Zander Arcari – @berrageiz – Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich
Immagini: Scuderia Ferrari – Leonardo Boschi